Sistema AEGIS
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L'attuale prima linea di navi statunitensi si affida ad una famiglia di sistemi integrati di scoperta e elaborazione dati chiamata AEGIS (prima ASMS, poi rinominata Aegis, egida, dal nome dello scudo di Atena), che in versioni diverse sono presenti a bordo dei cacciatorpediniere classe Arleigh Burke e gli incrociatori classe Ticonderoga. Le sue prestazioni, malgrado il costo elevatissimo, sono tali da renderne possibile il successo anche per alcune unità estere, come i cacciatorpediniere Classe Kongō e le fregate spagnole F-100.
Il sistema AEGIS è stato sviluppato per superare i limiti dei radar convenzionali nelle operazioni di scoperta aerea, ma in realtà esso non è solo un sistema radar ma un vero e proprio sistema di combattimento, con numerosi sottosistemi architettati in una struttura complessa, paragonabile ad un vero e proprio sistema nervoso per la nave da guerra. La nave è talmente coinvolta nella sistemazione di questi apparati che spesso è definita semplicemente come 'unità AEGIS'.
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[modifica] Primordi, maturità e limiti dell'artiglieria A/A navale
La difesa aera delle navi americane ha iniziato a concretizzarsi negli anni 20 ma è stata inizialmente assai trascurata, mentre la maggiore attenzione era dedicata alle artiglierie principali. Una tipica dotazione era un numero variabile tra 2 e 6 cannoni da 76 mm. a tiro rapido, beninteso con caricamento manuale. Essendo basata nel continente nordamericano, effettivamente la marina statunitense non aveva molti motivi per temere attacchi aerei durante il periodo interbellico.
Ma dopo il 1941 le navi americane si scontrarono presto con le conseguenze dell'aumentata potenza aerea, che Billy Mitchell aveva preconizzato, con scarsa attenzione degli ammiragli. Alla fine della Seconda guerra mondiale la superiorità navale non era più questionabile, con le flotte alleate sempre più potenti letteralmente ogni giorno che passava, come nel caso delle navi Classe Liberty prodotte in pochi anni in oltre 1000 esemplari.
Ma la minaccia aerea era molto meno prevedibile rispetto alle tradizionali squadre navali, e non mancò di concretizzarsi con perdite dolorose. Mentre i tedeschi utilizzavano i primi missili antinave, i giapponesi meno avanzati tecnicamente resero direttamente gli aerei (e i piloti) 'armi guidate' con gli attacchi suicidi Kamikaze.
In ogni caso, risultò evidente che i cannoni, per quanto numerosi e di ottime caratteristiche, erano incapaci di proteggere le navi in maniera sufficiente. Questo nonostante il fatto che gli americani producessero per la loro flotta migliaia di mitragliere Bofors da 40 mm. e Oerlikon da 20, sostanzialmente le migliori disponibili assieme ai cannoni da 127 mm. di medio calibro. Da notare che non si trattava solo di armi precise e di elevate caratteristiche, perché tutto il sistema era stato curato al meglio: i pezzi da 127 avevano spolette di prossimità e controllo del tiro radar, le mitragliere da 40 mm. non avevano ancora le spolette di prossimità però avevano centraline radar di tiro, infine le mitragliere da 20 mm., pur se non radarizzate, avevano un sofisticato mirino previsore elettro-meccanico (sostanzialmente con un calcolatore analogico) per aumentare la precisione.
Alcune navi statunitensi ebbero anche 90 pezzi antiaerei, eppure gli attacchi kamikaze causarono spesso danni notevoli danni e perdite umane. I massimi livelli di artiglieria antiaerea vennero raggiunti con le corazzate Classe Iowa, le portaerei Classe Essex e gli incrociatori Classe Salem.
I cannoni antiaerei da 76 mm. erano il minimo calibro in cui si potesse istallare una spoletta di prossimità, e ne vennero ideati modelli automatici per ottimizzare il rapporto potenza di fuoco/cadenza di tiro. Ma nondimeno, la gittata pratica non poteva essere migliorata se non con proiettili guidati e autopropulsi, che sarebbero stati poi chiamati missili SAM.
[modifica] La nascita dei SAM navali
Dopo le prime armi sperimentali quali il Little Joe, venne dato luogo alla famiglia dei missili T: Talos, Terrier e Tartar. Le versioni migliorate degli ultimi due sarebbero state ridenominate Standard SM, in tre generazioni e due categorie di gittata (oramai diventate tre con alcune versioni adattate all'intercettazione esoatmosferica antimissili). Per dare supporto a tali missili vennero progettati sistemi radar di sofisticazione senza precedenti.
Nel caso del RIM-8 Talos venne ideato l'Hughes SPS-32 FRESCAN, un radar a scansione elettronica che permetteva di svolgere la ricerca sui 360 gradi con 4 antenne a schiera, che esploravano l'orizzonte circostante e permettevano la designazione per i missili a lungo. Ma queste applicazioni erano davvero al limite delle tecnologie elettroniche dell'epoca, basate su migliaia di circuiti a valvole, e così, dopo l'incrociatore nucleare Long Beach, tale sistema venne sostanzialmente abbandonato con il ritorno ai radar rotanti tradizionali per le classi come la Leahy e Belknap, una ventina complessivamente realizzate negli anni '60.
Ma il progresso verso miglioramenti fondamentali delle navi americane era stato ad un certo punto affidato anche ad un nuovo ambiziosissimo programma, basato sul sistema missilistico multiruolo Typhoon, che avrebbe consentito prestazioni raddoppiate anche rispetto al Talos. Le sue prestazioni (ancora sostanzialmente ineguagliate) comportavano, per la versione a lungo raggio, oltre 320 km di portata a mach 5, con possibilità di ingaggiare anche missili altamente supersonici. Il sistema radar era il Westinghouse SPG-59, dedicato al controllo del tiro oltre che di scoperta, come la parola 'G' dimostra. L'abbandono di questo sistema a causa di costi di complessità eccessivi, lasciò i SAM della serie T già in servizio come i principali missili antiaerei americani, e data la tecnologia e le dimensioni dell'US Navy, ben presto imposti (nonostante le limitazioni) come standard antiaerei a livello mondiale.
[modifica] Problemi e soluzioni
Anche con queste semplificazioni, i sistemi missilistici da difesa aerea continuarono a presentare un'affidabilità complessiva molto modesta per tutti gli anni '60, ma in tale periodo di tempo l'US Navy non dovette, per sua fortuna, subire attacchi aerei diretti per metterle alla prova, anche perché i cannoni antiaerei erano oramai stati abbandonati quasi totalmente.
Il tempo di reazione, la scarsa affidabilità dei missili, la manutenzione dei sistemi meccanici ed elettronici erano un problema gravissimo, che rendeva le navi missilistiche di prima generazione anche più vulnerabili delle unità cannoniere precedenti. La necessità di ingaggiare bersagli in numero non superiore ai radar di controllo tiro di bordo era un altro grave problema, perché nessuna nave ne aveva più di 4.
Ancora nella Guerra delle Falklands, la difesa delle navi inglesi era talmente carente, che venne incrementata anche dal fuoco di fucileria del personale a bordo. La fine del Coventry, che reagì solo con un missile lanciato senza guida e una mitragliera da 20 mm. avrebbe potuto essere forse evitata da un caccia Classe Gearing con la sua ventina di cannoni e mitragliere automatiche da 40 e 127 mm.
Nel frattempo venivano utilizzati sempre più spesso sistemi di guerra elettronica, che avrebbero dovuto confondere eventuali aerei o missili attaccanti, che iniziarono già con i primi esemplari nella fase finale dell'ultima guerra mondiale.
In tal modo si arrivò alla differenziazione della difesa aerea navale in 3 filoni: cannoni, missili e ECM. A bassa quota i missili antinave erano praticamente inintercettabili, mentre il fuoco dell'artiglieria, relativamente ridotta a causa della massa dei sistemi missilistici, non era considerato sufficiente. L'inganno dei sistemi elettronici nemici era forse l'unico mezzo per evitare i missili nemici, come dimostrato nelle battaglie durante la Guerra dello Yom Kippur, quando le armi usate dagli arabi vennero ingannate dalle manovre e dalle contromisure delle motovedette israeliane.
I sistemi di lancio missili erano un'altra parte del problema, tutt'altro che scontato, di garantire una difesa alle navi che ne facevano uso. Uno degli apparati incaricati di questo lavoro era l'Mk 10, che pesando a vuoto circa 180 tonnellate garantiva una dotazione massima di 60 missili in una giostrina verticale a 3 cerchi, ma sparabili con una cadenza di tiro di 4 colpi al minuto e un'affidabilità tutt'altro che soddisfacente, come anche la manutenzione. Questo significava, con una sola rampa presente, che un guasto significativo poteva mettere KO tutto il sistema di difesa della nave.
Sebbene i successivi lanciatori Mk 26 fossero meno pesanti, molto più affidabili e con la cadenza di tiro portata a 12 colpi al minuto, si poteva fare meglio migliorando la cadenza di tiro e l'affidabilità complessiva. Questo ulteriore passo sarebbe avvenuto con i sistemi Mk 41VLS.
La minaccia tipica nella Guerra fredda era data dai previsti attacchi portati da macchine come i Tupolev Tu-22M Backfire, dotati di prestazioni supersoniche e di missili AS-4 supersonici da 400 km. di gittata e con capacità nucleare. Sebbene questo tipo di attacchi sia stato sopravvalutato in termini di pericolo effettivo verso i gruppi navali statunitensi, la possibilità di essere oggetto di attacchi anche di 40 missili supersonici contemporaneamente rendeva molto arduo pronosticare la sopravvivenza delle flotte statunitensi in caso di ostilità. Le flotte europee erano nominalmente senza possibilità di respingere o di sopravvivere a tali azioni, non avendo nulla di simile agli stormi aerei imbarcati statunitensi con caccia F-4, 14 o 18 e aerei E-2 di sostegno radar.
Malgrado la difesa aerea data dalle portaerei americane, la categoria delle navi antiaeree aveva ancora una notevole importanza, e necessitava di aggiornamenti importanti.
Sommando tutte le esigenze operative e i progressi operativi contemporaneamente verificatisi, si arrivò a concepire un sistema particolarmente complesso che integrava un gran numero di funzioni prima basate su sistemi singoli non integrati tra di loro.
Per affrontare al meglio ogni minaccia nemica in scenari sempre più complessi, venne tenuto ancora in considerazione il concetto di antenne a schiera del sistema FRESCAN, con l'aiuto di innovazioni sostanziali grazie ai progressi dell'elettronica.
I missili vennero migliorati pur restando analoghi in termini di disegno, grazie ad una componentistica interamente ammodernata, con elettronica e motori migliorati. La gittata del RIM-2 Terrier, per esempio, passò da 18 a 74 km.
I sistemi di lancio sono stati a loro volta migliorati per rendere più rapido il lancio delle armi e l'affidabilità del sistema.
[modifica] L'AEGIS
[modifica] L'inizio dello sviluppo pratico
L'anno dopo la cancellazione del Typhoon, nel 1962, venne iniziata la ricerca per un ASMS, Advanced Surface Missile System per l'US Navy. Non passò molto tempo che il segretario Mc Namara sospendesse il programma ma questo fatto non risultò definitivo.
Infatti, nel 1967 l'US Army iniziò lo sviluppo effettivo del SAM-D, che sarebbe diventato il MIM-104 Patriot. Questo avanzato sistema d'arma comportò la rinascita degli interessi della Marina americana per un sistema analogo, e presto ottenne la ristorazione dell'ASMS, chiamato AEGIS a partire dal 1969. Fu la RCA ad avere la responsabilità del suo sviluppo. Durante gli anni '70 venne utilizzato un gran ammontare di finanziamenti per esperimenti e sviluppi, fino a che, nel 1978, il primo incrociatore Ticonderoga venne approvato, per entrare in servizio 5 anni dopo.
[modifica] L'elemento fondamentale, l'SPY-1
Questo sistema viene spesso erroneamente identificato con il radar vero e proprio, ma questo non corrisponde affatto alla descrizione completa del sistema, che non è un semplice sistema radar, ma un vero e proprio sistema nervoso della nave, capace di localizzare, analizzare, contrastare le minacce aeree, di superficie e subacquee, ma anche di comunicare all'interno della nave e con operatori esterni di ogni tipo compatibile con i sistemi di trasmissione dati di bordo.
Le sue componenti sono state di continuo aggiornate per tenere il passo con i progressi tecnologici, specialmente nel campo dell'elaborazione dei dati.
Le componenti più vistose del sistema, nonché le più delicate per la riuscita dello stesso, sono le antenne a schiera dell'elemento radar, chiamato SPY-1. Esso nella sua versione iniziale è costituito da 4 antenne piane, ciascuna con un una superficie di 13,32 mq. e lato maggiore di 3,7 m. entro cui esistono 4080 'phase shifters' ovvero singole antenne a dipolo, capaci di cambiare la direzione dell'emissione del segnale radar in maniera totalmente elettronica, senza nessun sistema meccanico in movimento.
Controllati singolarmente, ognuno di questi piccoli radar è capace di concentrarsi in un singolo settore di ricerca, assieme agli altri, oppure controllare simultaneamente bersagli multipli. In sostanza essi funzionano come gli occhi compositi degli insetti, e quindi sono capaci di esplorare un ampio settore dell'orizzonte restando immobili, seguendo più oggetti in simultanea. In meno di mezzo secondo, l'antenna dell'SPY-1 può osservare uno spazio di 100 gradi, pertanto 4 antenne sono più che sufficienti per tutto l'orizzonte.
La banda di lavoro è la D, mentre la potenza di emissione complessiva può arrivare a livelli eccezionali, dell'ordine di 2 Megawatt.
La portata, tuttavia, non è stata particolarmente presa in considerazione, in quanto la cosa importante era la localizzazione di bersagli multipli, con l'iniziale livello di 128 contemporaneamente, il che lasciava parecchio margine di crescita perché la potenza di elaborazione dei computer era superiore anche con i modelli originali. Il resto della capacità veniva usata come riserva per fronteggiare altre esigenze.
Che la portata non fosse particolarmente intesa come necessaria, è dimostrato dalla presenza di un radar SPS-49 sui Ticonderoga, di tipo convenzionale, per la scoperta a lungo raggio. Sui Burke, più piccoli e con un modello più avanzato dell'SPY-1, questo radar convenzionale non è stato istallato, nonostante possa essere un valido aiuto nella scoperta di aerei alle lunghe distanze.
[modifica] Pro e contro
Tutto questo porta numerosi vantaggi, che di possono concretizzarsi in questi punti:
- 1. L'inseguimento dei bersagli aerei (grazie anche alla memoria dei calcolatori che ne ritengono la traccia) rende possibile continuare a tenerli sotto osservazione senza i tempi non trascurabili (1-5 secondi) dei normali radar di scoperta a lungo raggio
- 2. La possibilità inedita di seguire numerosi bersagli simultaneamente sia grazie al radar che ai calcolatori di bordo
- 3. La copertura continua a 360 gradi
- 4. La vulnerabilità ad attacchi nemici è ridotta dal fatto che i singoli dipoli in fase non emettono grandi quantità di energia e possono essere tracciati con maggiore difficoltà rispetto al segnale di un unico, potente radar convenzionale
- 5. La vulnerabilità fisica è ridotta sia per agli attacchi che ai guasti: queste antenne sono già di per sé 4, ripartite in sovrastrutture distanti. Se si verifica un attacco con schegge e danni leggeri a bordo, può capitare che questi mettano KO i radar principali, come dimostra l'esempio dell'USS Worden, classe Belknap. Questo incrociatore venne per errore colpito da un missile Shrike e malgrado l'esplosione avvenisse a 30 metri di distanza dalla nave, la pioggia di schegge della testata di appena 66 kg. la lasciò priva di ogni radar di combattimento per 90 minuti, durante i quali avrebbe potuto essere attaccata a piacimento.
Nel caso dell'SPY-1 solo la mancanza di alimentazione elettrica o un colpo diretto potrebbe mettere KO una delle antenne radar: schegge e piccole avarie colpirebbero alcuni elementi del radar, ma ne degraderebbero solo le prestazioni. Una differenza straordinaria rispetto ai tanti casi di navi messe fuori combattimento (dalla Scharnorst in poi) per un singolo, fortuito colpo al radar principale.
- 6-Un'altra innovazione consiste nella capacità di guida diretta da parte dei missili. Va subito detto, a scanso di equivoci, che le navi AEGIS non possiedono l'equivalente di un sistema come il radar del Patriot, che può espletare da solo tutte le funzioni: per la guida è necessario ancora un radar specifico di illuminazione bersagli per i missili RIM-66 Standard SM-2.
Questo è vero in quanto le informazioni che l'SPY-1 ottiene sono sufficienti per localizzare con buona precisione il bersaglio aereo, e grazie ad un sistema data-link vengono radioguidati i missili verso di esso. I missili stessi sono di caratteristiche avanzate, con un sofisticato autopilota che gli permette di tenere bene la rotta che gli è stata indicata anche senza essere continuativamente tenuti sotto controllo.
Ma i missili SM, pur avendone certamente la possibilità, non sono dotati né di testata nucleare, né di sistema di autoguida IR o radar, pertanto è necessario che essi vengano aiutati per l'ingaggio di precisione da un altro sistema a bordo della nave, chiamato radar illuminatore, in questo caso l'SPG-62. Questo apparato si attiva solo negli ultimi 10 km circa di percorso del missile, per indicargli il bersaglio.
In precedenza era necessaria la guida per tutto il volo fino all'impatto, pertanto venivano ingaggiati bersagli solo in numero pari a quello dei radar di illuminazione (1-4) presenti, rendendo vulnerabile la nave ad attacchi di saturazione, specie se questi erano condotti con profili a bassa quota o ad alta velocità che non consentivano praticamente più di una occasione di sparare all'attaccante prima che serrasse sotto la distanza minima di tiro dei missili (3-5 km).
Se i missili SM avessero adottato un sistema di guida terminale come quello del AIM-54 Phoenix non sarebbe stato necessario nemmeno il radar di tiro di bordo. Le dimensioni lo avrebbero permesso, ma questo avrebbe significato un maggiore costo, e la cosa non è stata presa in considerazione, come -tranne che in alcuni degli ultimi lotti- la guida terminale con un semplice sistema IR. I missili Aster hanno superato questa limitazione con un radar di bordo che si attiva dopo che essi sono stati guidati dall'EMPAR, ARABEL o altri tipi (incluso, teoricamente, anche l'SPY-1).
Grazie alla suddivisione del tempo in cui ciascun missile ha realmente necessità di essere controllato in volo, esiste la più che concreta possibilità che con 3-4 radar si possano attaccare 10-12 bersagli: non in simultanea, ma con differenze dell'ordine dei secondi, suddividendo il tempo di illuminazione tra i vari ordigni, per colpire in sequenza tutti i bersagli nemici.
- 7-L'affidabilità, grazie alle caratteristiche tecniche del radar, è usualmente riportata come enormemente migliorata rispetto alla precedente generazione di radar convenzionali. Assenza di parti in movimento, sensori multipli, elettronica allo stato solido ne sono i principali artefici. Sommando questo al miglioramento teorico delle prestazioni è facile capire che tipo di salto di qualità venne ottenuto fin dallo schieramento del Ticonderoga, al largo delle coste libanesi, nel 1983.
Se questi sono i vantaggi, va detto che anche gli svantaggi sono non trascurabili:
- 1. Tutte queste antenne sono necessariamente poste in alto sulle sovrastrutture, ma hanno la necessità di essere integrate in esse, oppure in un torrione apposito che le contenga tutte e quattro. Questa soluzione, che avrebbe consentito di risparmiare molti pesi in alto con i 'Ticonderoga', non è stata invece adottata, per cui si vede come queste navi abbiano, per la prima volta nella storia, dei radar di ricerca aerea sotto la plancia comando, sistemata a sua volta in posizione estremamente alta alla sommità di un blocco di sovrastrutture tra i più massicci mai visti nelle costruzioni navali. Questo comporta un ammontare di pesi in alto davvero non trascurabile, e specie in cattive condizioni di mare la stabilità dei Ticos lascia molto a desiderare.
- 2. La distanza di scoperta non ha dei vantaggi concreti verso i radar convenzionali. Questa non cambia se uno stesso bersaglio sia scoperto da un radar con un singolo emettitore di grande potenza oppure migliaia di antenne a dipoli in fase: è la potenza d'emissione complessiva che conta, e questo significa che l'SPY-1 non offre vantaggi pratici di raggio di scoperta nel caso dei radar convenzionali di pari energia. Inoltre, la minore altezza delle antenne, poste dentro e non sopra le sovrastrutture diminuisce la portata pratica contro bersagli a bassa quota. Che la distanza di scoperta non fosse il parametro fondamentale viene confermato anche dalla presenza di un radar SPS-49 bidimensionale sui Ticonderoga, per l'appunto in appoggio all'SPY-1.
- 3. Quello che cambia, e di molto, è il peso della struttura che richiede 4 pesanti antenne, sia pure fisse, con spazi annessi e sovrastrutture dedicate. Le navi AEGIS hanno una situazione dei pesi in alto talmente delicata, che i Burke con l'introduzione dell'hangar per elicotteri hanno avuto rimossi al tempo stesso i lanciatori Harpoon. Si dice addirittura che essi, prima di essere riverniciati siano prima sverniciati, per non causare appesantimenti indesiderati delle sovrastrutture.
- 4. In termini di costo un sistema come l'SPY-1 arriva a valori fino a 100 volte maggiori rispetto ad un sistema radar convenzionale. Anche per questo, oltre che per il peso, il radar SPY-1 non ha trovato un mercato per piccole unità navali, dove i radar ruotanti, sia pure con scansione in elevazione di tipo elettronico (ovvero mentre l'antenna ruota, il fascio radar viene deviato per 'vedere' entro un certo livello di quota) continuano ad essere preferiti. Esempi tipici della nuova generazione sono l'ARABEL e il più grande l'EMPAR.
- 5. Scoperta: l'SPY-1 non ha capacità oltre l'orizzonte, e per peggiorare le cose, non ha nemmeno una funzione doppler incorporata, che permette la scoperta a bassa quota di missili antinave o aerei stealth con maggiore facilità.
- 6. In termini di ingaggi a bassa quota, è evidente che la concezione di ingaggiare 'in sequenza' i bersagli attaccanti non può funzionare come nominalmente potrebbe accadere ad alta: se la scoperta avvenisse, come generalmente accade, entro i 20-30 km (circa un decimo della distanza alle alte quote), anche considerando il fatto che la nave potrebbe venire attaccata di prua o di poppa (ovvero, ritrovarsi con la metà dei radar di tiro inutilizzabili) e che i missili hanno un raggio minimo di almeno 5 km (niente di simile al sistema PIF-PAF degli Aster e SA-15 Gauntlet, per orientare subito i missili verso l'obiettivo, è qui presente), il numero di bersagli ingaggiabili calerebbe drasticamente: piuttosto che 4 radar che inquadrino in sequenza 3-4 bersagli l'uno per ogni ciclo d'ingaggio, qui se ne avrebbero 2 che inizialmente, nel migliore dei casi, potrebbero ingaggiare 2 oggetti simultaneamente, per poi scendere comunque ad 1 per radar, annullando la differenza con i sistemi di vecchia generazione.
Rispetto alla possibilità di svuotare letteralmente i lanciamissili con un fuoco prolungato verso bersagli ad alta quota, qui vi sarebbe quindi appena il tempo, con missili che oltretutto a bassa quota hanno usualmente una probabilità di colpire assai minore del normale, di difendere la nave da uno o pochi attaccanti. In altri termini, quello che forse funzionerebbe contro un lancio multiplo di missili supersonici sovietici del tipo AS-4 potrebbe essere invece inefficace contro un attacco radente di aerei o missili tattici come gli Exocet.
[modifica] Gli altri elementi dell'AEGIS
Anzitutto, per coordinare tutti i sistemi vi è il computer centrale Mk 1, basato su computer di vario tipo: inizialmente vi era l'AN/UYK-7, sistema concepito per le esigenze militari.
A bordo dei Ticonderoga erano presenti anche
2 lanciatori missilistici Mk 26, uno a prua e uno a poppa, con 44 missili di vario genere l'uno, mentre i radar di tiro associati erano 2 coppie di SPG-62. L'AEGIS poteva eseguire anche i collegamenti con gli elicotteri del sistema LAMPS III, ovvero gli SH-60 Seahawk, appena entrati in servizio nell'US Navy. Oltre a questi altri sottosistemi vi erano quelli delle telecomunicazioni, datalink, sistemi di navigazione e contromisure elettroniche, il tutto consentiva di scambiare informazioni tattiche con altre navi e i centri di comando e controllo a terra, ottenendo una sintesi del quadro operativo della zona presentata su consolles di grandi dimensioni al personale del centro operativo della nave (COC).
Tra questi sistemi principali e il resto dell'equipaggiamento vi era un totale di componenti pari a 865, che comportavano un peso di 610 tonnellate. Tra i sottosistemi vi erano tutti i radar convenzionali, i sistemi IFF, il sonar SQS-53, gli elicotteri e tutte le armi di bordo. Il programma del sistema operativo sul Ticonderoga era costituito da 820.000 righe, e la configurazione AEGIS era nota come Baseline 0.
Malgrado questo tipo fosse una specie di sistema di preserie, esso espletava già tutte le funzioni di comando e controllo previste per la nave, navigazione, difesa aerea e ASW, comunicazioni. Naturalmente vi era la supervisione umana in questo sistema.
Gli aggiornamenti sono stati comunque notevoli, e si sono succeduti rapidamente:
Baseline 1: i primi 5 incrociatori (CG-47/51), incluso il Ticonderoga, sono stati aggiornati a questo standard con il radar leggermente migliorato AN/SPY-1A
Baseline 2: Introdotte le migliorie definibili come 'seconda generazione'. Dal 1987 le navi costruite, 7 in tutto (CG-52/58) hanno avuto l'integrazione con i lanciatori Mk 41VLS che hanno garantito 122 armi pronte al lancio in pozzi verticali, con una cadenza di tiro di 1 colpo al secondo e un'affidabilità maggiore. Vi sono anche altre modifiche, come l'integrazione con i missili Tomahawk dalla gittata strategica, e il sistema sonar AN/SQQ-89.
La principale innovazione riguardava come si è visto, i lanciamissili, che potevano adesso non solo aumentare la riserva complessiva, ma anche differenziare il tipo di armi e lanciare ordigni sui 360 gradi con tempi di reazione dell'ordine dei secondi. I missili BGM-109 Tomahawk sono stati un potenziamento notevole, perché essi all'epoca erano presenti sia in versioni da attacco antinave con testata convenzionale, che da attacco nucleare terrestre con oltre 2500 km di portata.
Baseline 3: le navi CG-59/64 sono dotate di un radar migliorato AN/SPY-1B, display AN/UYQ-21 e un sistema di guerra elettronica
Baseline 4: Arrivato per gli ultimi radar 65/73 e i primi cacciatorpediniere Burke, i DDG-51/56 con un radar migliorato AN/SPY-1D, radar AN/AYUK-43/44 sistema di comando Mk 2 e radar AN/SQS-53C. Il CGN-65 Chosin aveva aumentato il totale di componenti a 924 con un peso salito a 656 tonnellate. Il totale della programmazione sale a quasi 4 milioni di righe, perché incorpora gran parte di quello precedente, di parti di programma prima presenti su dischetti, infine vi è anche una copia di riserva del programma.
Il radar SPY-1D permette una serie di miglioramenti riguardanti le operazioni in ambiente litoraneo, così da operare meglio in presenza del clutter (rumore di fondo) delle coste, città industriali, industrie, stormi di uccelli, tempeste, migliorando molto le prestazioni di scoperta di bersagli in volo radente e la resistenza ai sistemi avanzati ECM. Tutto questo se non altro permette di comprendere quali fossero i limiti e i punti deboli della precedente versione.
Baseline 5: Missili Standard SM-2 Block IV, sistema JTDS, sistemi ESM migliorati e altro ancora. Per i DDG-57/78, questo sistema era il primo previsto solo per i 'Burke'. La versione Phase III di questo sistema ha 6,5 milioni di righe, display a colori, sistema Link 16 di nuova generazione per comunicare meglio con altre piattaforme.
Baseline 6: Capacità di lancio missili ESSM Sea Sparrow, capacità TMBD, diplay AN/UYK-70. Per i DDG-79 e successivi
Baseline 7: sistemi avanzati di vario genere. Utilizzazione di computer commerciali al posto di quelli militari precedenti, grazie al rapido progresso delle tecnologie informatiche.
[modifica] Test TMBD
A partire dal 1992 l'US Navy, con il TMBD Statement cominciò a dichiarare che le forze americane dovessero garantirsi la sopravvivenza da attacchi di missili balistici, ovunque queste dovessero essere schierate. Questa esigenza era già ricoperta dai Patriot, ma l'US Navy, che per le sue navi mobili non avrebbe dovuto temere attacchi di questo genere, almeno in mare, ritenne di utilizzare l'AEGIS per questo tipo di minacce, e così i primi esperimenti vennero fatti con il sistema modificato degli incrociatori Yorktown e Chosin.
Per ottenere maggiori prestazioni, venne modificato profondamente il radar: venne aumentata la portata con l'aumento della potenza di emissione, e venne aggiunto un sistema doppler per migliorare la tracciabilità dei bersagli ad alta velocità. Queste modifiche sono notevolmente importanti, anche perché vanno a coprire le uniche lacune del sistema SPY-1: mancanza di sistema doppler e portata media.
La modifica dei radar SPY-1B sugli incrociatori ANZIO e VICKSBURG permise a queste navi, ora dotate di programmi speciali di inseguimento e di migliori prestazioni dell'elemento radar, comportò il successo di una serie di test condotti a partire dal 1993, mentre in seguito i bersagli utilizzati per i test cominciarono ad essere anche inseguiti in maniera abbastanza precisa, come nel caso dell' LAKE ERYE, che nel 1995 individuò altri bersagli, basati non più su dei piccoli ordigni ricavati dal Talos o dal Sergeant, ma con ordigni a maggiore gittata. Il LAKE ERYE, classe Ticonderoga venne utilizzato con successo in questo tipo di azione grazie alla presenza di numerosi sistemi aggiuntivi. Per esempio, un computer TAC-3 aggiuntivo al normale AYU-43 standard.
Non solo le capacità di localizzazione sono state ottimizzate su grandi distanze, cosa prima impossibile per le unità AEGIS, ma sono stati anche sviluppati missili che nominalmente potrebbero permettere l'ingaggio di missili balistici a medio raggio. Si è cominciato con l'SM-2 Block IVA, ma poi si è proseguito in maniera differente, con l'SM-3 dotato di una testata costituita da un miniveicolo con capacità di manovra esoatmosferica, che impatta direttamente sul bersaglio ad altissima velocità, distruggendolo con la sola energia cinetica. I progressi nel campo dei missili e delle apparecchiature elettroniche hanno consentito di ottenere durante gli anni '90 questi miglioramenti che in origine non erano previsti, perché l'AEGIS serviva soprattutto per la difesa dai missili antinave sovietici.
[modifica] SPY per piccole navi
La nave di minimo dislocamento per il sistema AEGIS è in genere di almeno 6000 ton. ma la miniaturizzazione è stata ovviamente importante per provare a rendere possibile l'uso di tale apparato con navi di circa la metà della stazza. Il modello di radar utilizzato è il SPY-1F, ospitabile anche su navi di circa la metà del tonnellaggio, quindi nel campo d'esistenza delle fregate. Ma la reale efficienza di un simile apparato potrebbe essere questionabile: infatti, un conto è il radar SPY istallato su di una nave di grande tonnellaggio, un altro è quello di sistemare tale sistema su navi di piccole dimensioni.
Di fatto, se per certe marine, come quella australiana o taiwanese potrebbe essere la soluzione adatta, in generale per piccole navi si preferisce l'uso di radar come l'ARABEL che sono di gran lunga più piccoli, leggeri ed economici essendo delle antenne singole rotanti con superfici radianti costituite da dipoli in fase su 2 facce. In pratica, la sicurezza sulla superiorità dell'AEGIS SPY non è messa in discussione per le unità maggiori, ma le marine di Paesi che si possono permettere navi con medie dimensioni sono generalmente interessate a sistemi più leggeri ed economici.
[modifica] Il caso dell'USS Vincennes
Per inquadrare meglio questo episodio conviene considerare la situazione esistente nel 1987, quando il fatto avvenne.
Nel corso degli anni '80 gli iraniani e gli iracheni erano impegnati in un lungo e sanguinoso conflitto chiamato Guerra del Golfo, di cui si parlava molto ma si conobbe sempre assai poco da parte dell'opinione pubblica mondiale.
Sebbene questo nome sia stato poi disinvoltamente dirottato dai mass-media a Desert Storm (che resta il nome ufficiale dell'operazione militare del 1991), è un fatto che esso sia stato correntemente usato per la guerra Iraq-Iran durante tutto il decennio (praticamente, è come se il termine 'Grande guerra' sia stato riutilizzato per la Seconda guerra mondiale).
Gli USA intervennero a più riprese con una prevalente inclinazione verso l'Iraq, come dimostra anche la visita di Donald Rumsfield a Ṣaddām Ḥusayn nel 1984, ma al tempo stesso fornirono armi e aiuti anche all'Iran (Irangate). Ad un certo punto cominciarono ad intervenire militarmente, attaccando le forze armate iraniane a più riprese (Operazione Pryng Mantis). La spiegazione ufficiale era il contrasto alle azioni iraniane che miravano alle petroliere, ma questo non spiega come mai gli iracheni, impegnati nello stesso tipo di azioni, non siano mai stati colpiti a loro volta (nonostante il tragico episodio della Stark, del 1987).
La pubblicità peggiore per il programma AEGIS è stata indubbiamente quella relativa all'abbattimento di un aereo iraniano, avvenuto nel 1988. In quel frangente, quest'aereo si stava avvicinando all'allora nuova USS (CG-19) Vincennes , terzo 'Ticos' ad entrare in servizio, nel 1985, ed identificato per un caccia militare F-14 Tomcat iraniano (ironicamente, proprio il tipo di macchina che 'non era più operativa' secondo le fonti d'informazione occidentali) e prontamente abbattuto con una salva di missili SM-2. Si scoprì invece che si trattava di un Airbus iraniano civile, con 290 persone a bordo, tutte conseguentemente uccise. Si disse che gli iraniani avessero fatto volare l'aereo in uno spazio aereo proibito o con manovre sospette per causare 'imbarazzo' agli USA se l'avessero abbattuto, ma non pare che in effetti questo sia accaduto e l'aereo semplicemente si sarebbe trovato in una zona di guerra, acquisito automaticamente dall'AEGIS ed abbattuto. La responsabilità e la colpa ricadono sull'errore di identificazione della nave americana. A tutt'oggi, tale disastro rappresenta l'unica vittoria aerea ottenuta dall'AEGIS in combattimenti reali.
Questa circostanza presenta una notevole analogia con un episodio di Star Trek, Il computer che uccide (episodio 24, seconda stagione) in cui il computer sistemato a bordo, un sistema sperimentale capace di sostituire il capitano ed esercitare un controllo su tutti i sistemi della nave, incluse le armi, viene impiegato in una esercitazione con altre 3 astronavi della Federazione spaziale, che simulano un attacco all'Enterprise. Ma il computer commette un'errore, scambiandole per navi veramente ostili, e in poco tempo ne distrugge una, ne danneggia gravemente un'altra e mette in fuga la terza. Viene disattivato in tempo per evitare che dia il colpo di grazia alla nave danneggiata, e che l'ultima unità sia autorizzata a sparare addosso all'Enterprise 'impazzita'.
Sebbene semplificato nelle soluzioni tecniche e narrative, questo episodio anticipò esattamente di 20 anni l'episodio del Vincennes, ponendo il problema sull'eccessiva disinvoltura nell'affidarsi alle macchine per le decisioni capitali.
[modifica] Bibliografia
- Speciale il sistema AEGIS,RID ottobre 2006
- M.S. Kirk e S.M. Kosiak, 'I sistemi Antiaerei imbarcati', RID dicembre 1985
- Enrico Po, 'I caccia Classe Burke', RID, gennaio 1993

