Classe Kongō (cacciatorpediniere)
| Classe Kongō | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | cacciatorpediniere missilistico |
| Classe | Kongō |
| Numero unità | 4 |
| Costruttori | Mitsubishi Heavy Industries IHI Corporation |
| Varata | Kongō, 21 set 1991 |
| Entrata in servizio | Kongō, 25 mar. 1993, Kirishima 17 mar. 1995 |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | 7.250 |
| Stazza lorda | 9.485 tsl |
| Propulsione | 4 turbine a gas G.E. LM 2500 da 100.000hp., configurazione COGAG |
| Velocità | 30 nodi |
| Autonomia | 4.000 n.mi. a nodi ( km a km/h) |
| Equipaggiamento | |
| Sensori di bordo | 1 radar SPY-1D AEGIS, 3 radar di tiro SPG-62, 1 apparato Seafire optronico, un sonar AN/SQQ-99(V) |
| Sistemi difensivi | 1 ESM/ECM , 1 AN/SLQ-25 Nixie per decoys antisiluro |
| Armamento | |
| Armamento | * artiglieria:1 cannone da 127mm. Compatto, 2 CIWS Vulcan Phalanx |
| Mezzi aerei | solo piattaforma di appontaggio |
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La classe Kongō è costituita da 4 modernissime navi giapponesi, che hanno una funzione di difesa aerea della flotta, grazie alla presenza di un sistema AEGIS con il radar SPY-1D e lanciamissili Mk 41 con 90 armi (61 a prua +29 a poppa). Esse sono un leggero ingrandimento della classe americana classe Arleigh Burke, e hanno come principale differenza i cannoni OTO Melara da 127mm. Compatto a prua, oltre che un aspetto più aggressivo e possente, con un torrione più arcuato e alto rispetto alle navi americane. Queste unità sono diventate operative negli anni '90, che le ha viste diventare ciascuna la capoflottiglia di una delle 4 forze di cacciatorpediniere giapponesi, a cui esse forniscono la protezione aerea.
In termini di progettazione, entrambe le classi tendono a somigliarsi molto, ma con alcune differenze di notevole importanza. La sagoma dei 'Kongo' è in effetti molto simile a quella dei 'Burke', ma osservandoli attentamente emergono almeno 2 elementi di notevole importanza. Uno è dato dall'albero, che nel caso delle navi giapponesi è a traliccio e disposto in maniera verticale, per cui ha un disegno non ottimizzato per la riduzione della segnatura radar, ma piuttosto per avere una maggiore altezza sul mare. A parte questo, il torrione, che contiene, come nel caso dei Burke, tutte e 4 le antenne dell'SPY-1SD (i 'Ticonderoga' hanno 2 sole antenne, le altre sono nella sovrastruttura posteriore), è molto più alto e di costruzione tendenzialmente verticale rispetto al progetto americano originario. Questo è dipeso per aumentare l'orizzonte radar delle antenne, per via della maggiore altezza sul mare. Infine, lo scafo delle navi giapponesi è totalmente a ponte continuo e non con un ponte di castello che si estende per l'80% della lunghezza. I motori LM 2500, 4 turbine su 2 assi, hanno costituito un'importante novità: infatti, se le armi, i sensori e il design sono sempre stati, nelle navi giapponesi postbelliche, di diretta derivazione americana, i motori sono stati in genere forniti dalla Rolls-Royce britannica. Qui, invece, con il progetto (per la prima volta, effettivamente clonato direttamente e non 'ispirato' dalla stessa filosofia progettuale), sono state adottate anche le turbine americane. In compenso, il cannone principale ha visto l'installazione di un modello OTO Melara, prodotto su licenza dalla Mitsubishi, e che ha sostituito i vecchi cannoni Mk 42.
In generale i 'Kongo' sono dotati di una costruzione leggermente più convenzionale di quella dei 'Burke', ma sono leggermente più grandi e pesanti, 7 metri di lunghezza e 450 t. di peso. Mentre i missili a lancio verticale (un complesso Mk 41 VSL con 8 moduli a prua e uno da 4 a poppa) e l'apprestamento per gli elicotteri (solo ponte di volo) sono uguali, i missili Harpoon sono in questo caso sistemati tra i 2 blocchi di sovrastrutture e non dietro quella di poppa. I 2 alti fumaioli sono pure di disegno differente da quello dei Burke. L'aspetto che queste navi hanno complessivamente è impressionante e molto più imponente di quello delle navi USA, non tanto per la differenza dimensionale dello scafo, ma per l'altezza e la costruzione del torrione. Il costo dei 'Kongo' ha superato, probabilmente per la scarsa possibilità di economie di scala, i 2500 miliardi di lire ai valori del 1995.
Il ruolo dei 'Kongo' è quello di protezione delle flottiglie di navi giapponesi, ma le prestazioni del sistema AEGIS comporta chiaramente anche la capacità di difesa dai missili balistici di teatro, che teoricamente la Corea del Nord o la Cina potrebbero minacciare di lanciare. Da notare che il Giappone ha anche una rilevante forza di missili Patriot terrestri, che consentono di dare una certa protezione antimissili al territorio.
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