Yellow Kim

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Una delle ultime versioni del logo della casa editrice Yellow Kim

Aju Meosjin, detto il Bonelli coreano (Pyongyang, 7 maggio 1946), è un fumettista nordcoreano, noto soprattutto per aver dato vita alla casa editrice Yellow Kim.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Meosjin fonda agli inizi degli anni trenta una piccola tipografia nella la città di Wŏnsan-si (원산시; 元山市), città portuale da cui arrivavano molte merci dall'estero e soprattutto dal Giappone, tra cui stampe, libri e fumetti. Dopo la divisione della Corea, la famiglia si sposta nella capitale Pyongyang (평양?, 平壤), dove si specializza in stampe e litografie, con soggetti a tema governativo, come propaganda o libri scolastici. Poco meno di un anno dopo il trasferimento nasce Aju Meosjin, che lavora sin da adolescente con il padre. Il gran numero di testi raccolti in molti anni dalla famiglia, soprattutto i primi manga giapponesi, portano il ragazzo ad appassionarsi al disegno, creando e distribuendo i primi fumetti satirici nord-coreani, senza molto successo.

Alla morte del padre nel 1963, all'attività di tipografo si affiancherà la creazione della casa editrice Yellow Kim, in completa clandestinità. Infatti il giovane editore, oltre a stampare i propri lavori, inizia a raccogliere materiale degli artisti locali, stampando a proprie spese e senza mai trovare un vero distributore, sia per l'argomento delle sue produzioni, sia per il rifiuto di stampare gruim-chaek, le stampe a disegni di propaganda governativa. I primi lavori di rilievo sono dovuti alla collaborazione con due amici di vecchia data: San di Pak Doo-Kil (la storia di un ragazzo e del suo cavallo, pubblicata dal 1962 al 1968) e Jibang Gae, fumetto in xilografia di Shin Jung-jin (tradotto letteralmente Cane ciotto, una minieserie di 9 numeri uscita tra il 1969 e il 1970 in cui un acane scappa alla macellazione). Sempre nel 1968, ai fumetti viene affiancata anche una rivista di satira, Grido, di cui sono stati recuperati ben 400 numeri, come racconterà in diverse interviste l'esperto e fondatore di riviste come Il Male o Frigidaire, Vincenzo Sparagna, con cui Aju Meosjin avrà una fitta corrispondenza per anni.


Nel 1974 con Chollima, in cui il protagonista è un cavallo alato che sfida le forze dell'ordine, compaiono per la prima volta i tratti simbolo della produzione Yellow Kim: lo scontro con le autorità, l'avventura, e la dipendenza dall'alcol. L'autore di Chollima, Yuquing, verrà arrestato e portato in un centro di riabilitazione, dove incontrerà Zhang Janpin, con cui creeranno i celebri collage per le riviste di fantascienza scritti dal giovane intellettuale Hu-Tho Pi. I tre in carcere collaboreranno per oltre dieci anni, e quando saranno liberi, troveranno ad attenderli AJu Meosjin, che in tutto questo periodo ha raccolto, impaginato e prodotto il loro lavoro. La leggenda narra che molti dei lavori fuoriuscissero dal carcere come spazzatura, che il giovane autore andava a rovistare, per poi riassemblare pezzo su pezzo i preziosi racconti. La fantascienza rappresenta uno dei generi seminali della giovane casa editrice, che con Nebu-Gong-Gan dal 1967 al 1972 ha allietato le letture di tanti giovani ragazzi nord coreani. La rivista, tradotta letteralmente come Spazio Interno, nel 1972 viene vietata e diventa reato possederla. Verrà sostituita dalla raccolta Megasuperobocat, che dal 1975 al 1980 avrà tra i suoi copertinisti anche il cantante e filosofo Lee Yeon-Suk.


Se nel primo periodo (1962-1974) gli animali rappresentano i protagonisti delle sue collane, verso la fine degli anni 70 nascono anche lavori più politici, sporchi e in cui i soggetti sono dichairatamente riconoscibili, senza ricorrere a metaforei: su tutti L'Ulcera del Popolo di Ingi Gweyang e la Mongoloid Resistance di Pa-Cho kon e Bong-Ho. Nella prima centinaia di vignette disperate e antimilitariste con protagonisti volti noti dell’Armata del Popolo ridotti a esistenze grottesche, vengono spediti segretamente dall'autore alla Yellow Kim, mentre nel caso di Mongoloid i due autori, due giovani ragazzi di origine africana, disegnano per anni in carcere coi propri liquidi e umori corporeri disegni bellissimi, come inno alla libertà. Il loro lavoro verrà raccolto per anni ma pubblicato solo nel 1985.


Verso metà degli anni settanta, Aju Meosjin amplia la propria redazione, aggiungendo ai collaboratori storici nuovi autori, che già avevano scritto e disegnato per il regime subendone però la censura, riuscendo a dare alla luce alcuni lavori talmente forti che il loro impatto arriverà fino in Europa: su tutte, l'opera omnia di Koiro Pyongdandongsariwonan, detto Yi, l'epopea dei Rong-fu, pigri roditori che combattono svogliatamente il regime contro l’Operoso Castoro Hu, che influenzerà notevolmente il lavoro dell'artista italiano Adriano Carnevali come da lui stesso ammesso nel 2016.

La lotta alla censura porta la Yellow Kim a produrre materiale erotico e pornografico, filtrato profondamente dalla cultura e dai tabù del proprio Paese. Meritevoli di nota sono la rivista PORNgyang, prodotta dal 1972 sino al 1999 (una delle opere più recenti prevenute della casa editrice) e le tavole delle Officine del Popolo, di Mon Yoon Suk, di cui però rimane poco materiale. Da notare anche il lavoro di Baek Yeon, di cui però son ostati smarriti per lo più tutti gli orignali ma esistono molte antologie, come Chong-e Libseutig (Il rossetto sulla pistola) o Jeong Aog, tuttora intraducibile ma da cui venne tratto un cartone animato disegnato di Hiroshi Harada, mai proiettato. I cartoni animati saranno per sempre uno delle chimere della csa di produzione, mai riuscita a produrne in maniera regolare, data la grande difficoltà di trovare cinematografi disposti a rendere visibili lavori così pericoli. Nel mondo dell'animazione, possiamo ricordare Kim-Mi Mouse wa Potgan di Jon Su-Goi Ehhm, in cui un tipo professore ama creare bombe, e di cui rimangono schizzi, e Storia delle Anime Attonite, di Keynes Kwen Ko, storia struggente di disagio e solitudine.

Le prime denunce e i primi arresti non scoraggiano Aju Meosjin, che anzi, trova nuovi autori smaniosi di partecipare alla sue collane editoriali. Nei primi anni ottanta la Yellow Kim crea quindi testate simili in tutto e per tutto ai format Marvel o DC Comics, con veri e propri supereroi i cui superpoteri servono a combattere il regime. Questo rappresenta senz'altro il punto più alto della casa editrice, con i lavori dei collettivi Hondon e Beolgeo beos-eun Namjia. I primi con Kosmic Korea, i secondi col trittico di autori Hyn Ki Nari, Han-Jin Gohn e Naijongo Kin III, che con personaggi come Supersurgeon rilanceranno la Yellow Kim, rendendo questo nome per la prima volta noto al di fuori dei confini nazionali, e rendendo AJu Meosjin una figura simbolo della lotta nelle autoproduzioni, oramai su scala mondiale. Però, di lui non esistono praticamente foto, e quasi niente del suo materiale è mai uscito dai confini del Paese, se non nel 1989 quando, dopo la caduta del muro di Berlino, riesce a mantenere una breve corrispondenza con alcuni autori e riviste europee, tra cui Frigidaire e Cannibale in Italia, Metal Hurlant in Francia, Screw e Mad negli Stati Uniti. Alcuni autori occidentali, con un visto dei partiti comunisti dell'epoca, riescono a incontrare segretamente Aju Meosjin, in quella che sarà più tardi riconosciuta come la "famosa e fumosa" stanza 69 del Yanggakdo International Hotel. In questa stanza l'editore e fumettista, grazie all'aiuto dell'attrice di burlesque Carmen Choi, amante di un noto politico, riesce a ricevere fugacemente autori di satira e underground, con cui crea storie e personaggi per la sua amata casa Yellow Kim.

La copertina di Seppuku realizzata da Le Officine del Popolo

L'incontro con artisti, musicisti, pensatori e autori di mezzo mondo porta l'autore a creare alcune tra le riviste più interessanti e geniali di tutta la sua vasta produzione, come Il complotto umano, una storia disegnata a 50 mani con protagonisti Leonardo da VInci e un bambino contro gli antichi faraoni d'Egitto, opera gigante mai terminata. Altro frutto della grande influenza occidentale è la rivista Seppuku, vera e propria fanzine musicale di cui è sopravvisuto un solo numero ciclostilato del 1984, con le interviste al punk rocker Hyun Ganjun e al gruppo I Quaccheri. La musica rappresenta un punto fondamentale della vita di Aju Meosjin, l'unica video-opera attualmente esistente è dato dal live dei From Out a Space, il gruppo reggae soviet punk dell'amata Carmen Choi, cantante, stilista e ballerina. La musica rappresenta il filo conduttore anche con lo storico collega, amico ed eclettico artista Syg Moon, che da questo momento instaura una fitta corrispondenza anch'egli con Vittore Baroni, Andrea Pazienza e Vincenzo Sparagna, dando alla luce riviste come Bomber e Dismember the Alamo!, che rappresentano tuttora il primo caso di reale collaborazione in italiano con la Yellow Kim press.

La fine della Guerra Fredda suscita In Aju Meosjin la speranza di poter viaggiare e produrre le proprie opere anche al di fuori dei confini nazionali, trovando un vero editore, ma le lettere che spedisce e riceve nel biennio 1989/1990 vengono rintracciate dalla polizia postale, e l'editore nord coreano viene costretto a rinnegare il proprio lavoro. La tipografia di famiglia diviene di proprietà del governo e da allora di lui si sono perse le tracce, per quasi vent'anni. Di questi brevi rapporti epistolari, e dai racconti dei pochi che lo hanno conosciuto, sono emersi, oltre a quelli già citati, altri titoli delle sue infinite produzioni, tra cui Kumgangsan Gangster, Far East Cowboys&Cowgirls, Batmarx&Lenin, Yanggakdo Hot Hot Hotel e Uncle SAMsung.

Il suo nome torna alla ribalta nel 2011, alla morte di Kim Jong-il, quando con il collettivo NorthSouthEastWestKorea composto da artisti, musicisti e scrittori, inscena la propria morte e tenta la fuga, approfittando dei funerali di Stato che bloccano il Paese. Il progetto fallisce e vengono arrestati quasi tutti i componenti del gruppo, tranne l'attrice Carmen Choi e Aju Meosjin, dei quali nessuno saprà più niente. Scompare così dopo 40 anni l'editore e fumettista nord coreano, testimone della scena artistica underground nord-coreana, capace di spaziare dalla satira, soprattutto nazionale, fino a fumetti erotici o fanzine musicali, dove troviamo i primi, se non unici cenni al rock'n'roll e punk nord-coreano.

La sua eredità rimane per lo più nelle lettere spedite verso la fine degli anni ottanta e in poche collezioni private.

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Kumgangsan Gangster, Pyongyang, Yellow Kim, 1955.
  • Far East Cowboys&Cowgirls, Pyongyang, Yellow Kim, 1960.
  • San di Pak Doo-Kil, Pyongyang, Yellow Kim, 1963.
  • Batmarx&Lenin, Pyongyang, Yellow Kim, 1968.
  • Jibang Gae, Pyongyang, Yellow Kim, 1969.
  • Yanggakdo Hot Hot Hotel, Pyongyang, Yellow Kim, 1971.
  • Uncle SAMsung, Pyongyang, Yellow Kim, 1972.
  • Chollima, di Yuquing, Pyongyang, Yellow Kim, 1974.
  • Kosmic Korea, collettivo Hondon, Yellow Kim, 1984.
  • Supersurgeon, di Han-Jin Gohn, Pyongyang, Yellow Kim, 1985.
  • Uncle SAMsung, Pyongyang, Yellow Kim, 1988.

Riviste[modifica | modifica wikitesto]

  • Nebu-Gong-Gan, dal 1967 al 1972.
  • Grido, di Vyenzohog Fryghalig, Pyongyang, Yellow Kim, 1968.
  • Bang!, di Sado Ba Duk, Pyongyang, Yellow Kim, 1970 circa.
  • PORNgyang, Yellow Kim, 1972-1999.
  • Bomber, Yellow Kim, 1978-1980.
  • Dismember the Alamo! 1983.
  • Seppuku, Yellow Kim, 1984.

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Ulcera del Popolo, di Ingi Gweyang, Yellow Kim,1967-1972.
  • Megasuperobocat, Pyongyang, Yellow Kim, 1975-1980.
  • Chong-e Libseutig, di Baek.Yeon, Yellow Kim, 1980.
  • Jeong Aog, Baek.Yeon, Yellow Kim, 1982.
  • Il complotto umano, Yellow Kim, 1984.
  • Mongoloid Resistance, di Pa-Cho kon e Bong-Ho, Pyongyang, Yellow Kim, 1985.

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Kim-Mi Mouse wa Potgan di Jon Su-Goi Ehhm, primi anni sessanta.
  • Storia delle Anime Attonite, di Keynes Kwen Ko, 1980.

Video[modifica | modifica wikitesto]

  • A warning and an ultimatum, live del gruppo From Out a Space durante la tournèè sudcoreana del 1986.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]