Vittore di Vita

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Vittore Vitense)

Vittore di Vita (latino: Victor Vitensis; 430 circa – dopo il 484) è stato un vescovo cattolico, nativo di Vita nella provincia africana di Bizacena, autore della Historia persecutionis Africanae Provinciae, temporibus Geiserici et Hunirici regum Wandalorum, la principale testimonianza contemporanea delle politiche anti-nicene del regno ariano dei Vandali.

Note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Incerta e discussa è la tradizione secondo cui l'autore della Historia persecutionis sia da identificare con l'omonimo vescovo Vittore di Vita menzionato nel 484 nella Notitia Provinciarum et Civitatum Africae, attribuita allo stesso autore della Historia.[1]

Vittore, autore della Historia, era un prete del clero di Cartagine, città dove risulta soggiornare almeno dal 480/81 al 484. Era in strette relazioni con il vescovo Eugenio di Cartagine, che sembra gli abbia commissionato, tra febbraio e dicembre 484, la stesura di una storia dei cristiani in Africa perseguitati dai Vandali; dopo quest'impresa divenne vescovo, o di Vita o di qualche altra sede sconosciuta.[2]

La Historia persecutionis[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente divisa in cinque libri, l'opera è oggi pubblicata in tre, dei quali il primo, che si occupa del regno di Genserico (427-77), è un riassunto di altre opere, mentre i restanti due, che coprono il regno di Unerico, sono il risultato della testimonianza diretta di Vittore.

Sebbene talvolta esageri nelle sue descrizioni, sono pochi gli eventi raccontati e non accaduti.

Vittore getta luce sulle condizioni religiose e sociali di Cartagine e sulla liturgia africana di quel periodo. La sua storia contiene molti documenti non altrimenti accessibili, come il credo dei vescovi ortodossi di Eugenio di Cartagine presentato ad Unnerico al sinodo ariano-cattolico nel 484.

Due documenti – Passio beatissimorum martyrum qui apud Carthaginem passi sunt sub impio rege Hunerico e Notitia Provinciarum et Civitatum Africae – che erano originariamente inclusi nell'opera non sono probabilmente di Vittore; il primo potrebbe essere l'opera di un suo contemporaneo, mentre il secondo elenca i vescovi cattolici convocati alla conferenza del 484 secondo la disposizione geografica delle loro sedi episcopali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mandouze, Prososopographie de l'Afrique chrétienne, p. 1175.
  2. ^ Mandouze, Prososopographie de l'Afrique chrétienne, p. 1176.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN261601822 · ISNI: (EN0000 0001 2280 469X · LCCN: (ENno2006055841 · GND: (DE100963803 · BNF: (FRcb125405266 (data) · CERL: cnp00974230