Valli di Campotto

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Valli di Campotto
Tipo di arean.d.
Class. internaz.zona umida
StatiItalia Italia
RegioniEmilia-Romagna Emilia-Romagna
ProvinceFerrara Ferrara
ComuniArgenta
Superficie a terra3.993 ha
Provvedimenti istitutivin.d.
PresidenteMassimo Medri
Sito istituzionale
Il cosiddetto Casino di Campotto, posto a pochi metri dalla sponda sinistra del torrente Idice, ospita attualmente il Museo delle Valli di Argenta
Valli di Campotto-Argenta

Il termine Valli di Campotto indica quella parte del Parco regionale del Delta del Po che fa parte del territorio comunale della città di Argenta, nel ferrarese; il nome stesso delle valli deriva da Campotto, la frazione più meridionale del comune di Argenta, compresa nel parco. Esse sono situate a sud della città, e sono delimitate a nord dal fiume Reno ed a sud dai confini provinciali; sebbene non balneabili, le Valli di Campotto sono diventate un tranquillo luogo per effettuare delle escursioni, non sempre a libero accesso, in mezzo alla natura, nonché un campo dove poter praticare la pesca sportiva.

Il toponimo in realtà riassume il nome di altre tre valli (od oasi o casse): la vera e propria oasi di Campotto, l'oasi Bassarone e l'oasi di Valle Santa.

L'oasi Bassarone[modifica | modifica wikitesto]

L'oasi Bassarone è la più piccola e la più settentrionale delle tre zone umide; essa raccoglie le acque in eccesso del canale Lorgana poco prima che esso si getti nel fiume Reno. Ha una forma trapezoidale ed è separata dall'attigua oasi di Campotto da un sentiero escursionistico guidato. Nonostante tutto, questa oasi è molto importante sia dal punto di vista storico, in quanto vicino ad essa si trova la famosa pieve di san Giorgio (VI secolo), sia dal punto di vista naturalistico, poiché custodisce un esteso lamineto di ninfee.

L'oasi di Campotto[modifica | modifica wikitesto]

La vera e propria oasi di Campotto (o anche cassa di Campotto) è la cassa di espansione del torrente Idice. Essa è stata costruita in epoca moderna in seguito alle bonifiche operate in quelle zone, un tempo paludose. Siccome il corso di molti torrenti dell'Appennino bolognese terminava in paludi, in séguito alla deviazione del fiume Reno verso il mare, il torrente Idice (deviato anch'esso) ha svolto la funzione di raccoglitore delle acque di questi corsi d'acqua, altrimenti dotati di un corso proprio: è il caso, per esempio, dei suoi affluenti Savena e Quaderna. Sebbene incanalato tanto da sembrare un enorme fossato di scolo, l'Idice rischiava comunque di straripare: così è stata costruita l'oasi di Campotto, con una forma trapezoidale, delimitata dall'Idice e dal Reno, in modo tale che raccogliesse le acque in eccesso del torrente prima che questi le scaricasse nel fiume Reno, causando gravi alluvioni.

L'oasi di Valle Santa[modifica | modifica wikitesto]

Separata dall'oasi di Campotto dal cosiddetto bosco del Traversante, l'oasi di Valle Santa, a forma triangolare, è invece la cassa di espansione del torrente Sillaro, proveniente dal Castel San Pietro Terme. Come l'Idice, anche il Sillaro è stato deviato dal suo naturale alveo (sebbene in misura minore) per venire fatto confluire nel fiume Reno. L'oasi di Valle Santa ha quindi la stessa funzione di quella di Campotto, tuttavia in misura minore, perché il Sillaro, data la sua minore importanza di raccoglitore di acque rispetto all'Idice, ha una portata media più scarsa dell'Idice, quindi con meno pericoli d'inondazione. In un angolo di questa cassa di espansione, è presente un'altra piccola zona umida di forma quadrata, conosciuta col nome di Prato umido di Valle Santa.

Galleria fotografica dell'oasi di Valle Santa[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]