Valerij Levonevskij

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Valerij Stanislavovič Levonevskij

Valerij Stanislavovič Levonevskij (in russo: Вале́рий Станисла́вович Левоне́вский?; in bielorusso: Вале́ры Станісла́вавіч Леване́ўскі?; in polacco: Walery Lewoniewski; in inglese: Valery Levaneuski) (Hrodna, 15 agosto 1963) è un politico, imprenditore, ex prigioniero politico bielorusso.

È riconosciuto “prigioniero di coscienza” da Amnesty International [1].

Nato in una famiglia numerosa,[2] faceva il dirigente della Сommunità sociale della regione di Hrodna per la difesa dei diritti dei contribuenti, consumatori e automobilisti, del Сentro di informazione e diritti di Grodno, del Сentro della difesa dei diritti dei consumatori di Grodno.

Da 1996 è capo del Comitato degli scioperi degli imprenditori della Repubblica Bielorussa. Era organizzatore delle azioni della protesta degli imprenditori di Bielorussia, perciò molte volte era arrestato, pagava le multe ed era proseguito dalla corte. È fondatore e editore principale del bollettino repubblicano “Imprenditore” [3].

Molte volte faceva parte delle elezioni come il candidato ai deputati delle autorità regionali e repubblicane. In tutti i casi la registrazione era rinunciata per i motivi politici.[4][5]

In 2001 era candidato per le elezioni del Presidente della Repubblica Bielorussa [6].

Dal 2004 al 2006 era imprigionato con il sequestro dei beni secondo l'articolo 368, parte 2 del Codice Penale della Repubblica Bielorussa (l'offesa del presidente della Repubblica Bielorussa).

Note[modifica | modifica wikitesto]

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