Utente:Marcostranisci/Sandbox

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Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Torre[modifica | modifica wikitesto]

È l'edificio più imponente e caratteristico di Leinì. È detta "dell'Ammiraglio", anche se è certamente preesistente alla nascita di Andrea Provana. Sorge nella sua piazza principale ed è il resto più appariscente dell'antico castello trecentesco. È alta 33 metri, a pianta quadrata, in mattoni, massiccia e coronata di merli. Il resto dell'antico complesso è occupato dagli uffici del Comune.

Il Chiosso[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso architettonico del Chiosso è costituito da un insieme di fabbricati di caratteri ed epoche diverse, strutturato per costituire una corte chiusa, funzionale alla destinazione agricola che lo ha caratterizzato per la lunga parte della sua storia. Situato su un'area compresa tra la principale via di attraversamento del concentrico e la strada provinciale che da Torino conduce nel Canavese. La consistenza attuale del fabbricato è frutto di successive mutazioni di destinazione. Il complesso produttivo preesistente, acquistato negli ultimi anni del XVII secolo da Carlo Amedeo Provana di Druent, venne trasformato in dimora signorile. Successivamente l'edificio subì altri passaggi di proprietà, il primo dei quali a favore dei Conti Provana di Frossasco e Alpignano.

Villa Violante[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, caratterizzato da particolarità architettoniche ed artistiche di fine Settecento, è situato nelle vicinanze del perimetro del centro storico, nel settore est del territorio comunale tra via Carlo Alberto e via Volpiano. Il generale Guglielmo Violante (1864-1941), colonnello degli Alpini, fu votato per anni a dirigere il comune di Leinì in qualità di sindaco e successivamente si podestà. In seguito alle disposizioni impartite nel testamento del generale Violante, la villa venne trasferita con pertinenza al comune di Leinì per essere adibita ad attività sociali, culturali e scolastiche.

Ex-Capirone[modifica | modifica wikitesto]

Altare maggiore della chiesa parrocchiale di Leini

La nascita di questa istituzione risale al 1719 quando fu fondata la Congregazione di Carità, ad opera di Padre Carlo Francesco di San Giorgio, Gesuita. Oltre ad assistere i poveri con la distribuzione di alimenti, nel 1721 viene fondato un primo ricovero, con 4 letti, ad uso degli infermi più bisognosi. Nel 1721 viene aperta la prima casa di riposo che viene sistemata dove ora si trova la Farmacia dell'Ospedale. Il ricovero ebbe vita in quel luogo fino al 1861. Nel 1839 Don Piero Capirone fece donazione alla Congregazione di Carità di una casa e di terreni. Come ringraziamento la casa di riposo venne intitolata al sacerdote. Nel 1861 la casa di riposo si trasferisce nei locali costruiti appositamente in via Carlo Alberto, successivamente occupati dalla Croce Rossa Italiana. Nel 1970 l'infermeria Capirone viene trasferita negli attuali locali, costruiti grazie alla donazione di terreni fatta all'Ente Comunale di Assistenza e curata dall'Amministrazione della Casa. Nel 1982 l'Ente Morale Capirone cessa la propria esistenza e la gestione passa all'Amministrazione Comunale Leinicese fino al gennaio 2001.

Ex-Singer[modifica | modifica wikitesto]

La Singer è una multinazionale nata nel New Jersey (Stati Uniti) nel 1851 ed è conosciuta per la produzione di macchine da cucire per usi domestici e industriali. Nel 1967 la multinazionale rileva la Domowatt, un'azienda leinicese nata nel 1962 e da diversi anni in crisi, inaugurando così una filiale dedicata alla produzione di frigoriferi e congelatori. Successivamente a questo acquisto i dipendenti dell'azienda aumentarono in modo esponenziale[1], come anche la popolazione che passò da 3629 a 7793 abitanti. Questo aumento demografico trasformò Leini da un villaggio agricolo ad una cittadina industriale. Infatti la popolazione raddoppiò nel corso di dieci anni, tra il 1961 (4070) e il 1971 (7793). La Singer di Leini ebbe un'influenza non solo sulla città ma anche sui territori circostanti, dai quali proveniva una parte consistente dei lavoratori. Nel 1970 una crisi di sovrapproduzione colpì l'azienda; essa portò al licenziamento di un gran numero di operai che cominciarono a organizzare una serie di manifestazioni culturali per evitare la chiusura dello stabilimento. Diedero il loro supporto una serie di personaggi molto importanti del mondo dello spettacolo: la compagnia teatrale Living Theatre, gli Inti Illimani, Dario Fo, Franca Rame, Milva, Francesco Guccini e Fabrizio De André.[2] Un'altra azione che gli operai misero in atto per cercare di evitare il fallimento dello stabilimento, fu quello di creare una radio libera che trasmettesse, dal campanile della chiesa del paese, gli avvenimenti accaduti all'interno della fabbrica, chiamata Radio Singer. Da questo momento le strategie e la modalità per evitare la chiusura della fabbrica divennero un punto di riferimento per le aziende in crisi. Agli inizi del 1976, l'azienda viene comprata dalla GEPI, una società finanziaria pubblica.

Chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo, situata in piazza Don Matteo Ferrero, venne edificata attorno all'anno 1000 come chiesa dell'antico cimitero. Sull'altare maggiore è ancora presente la data 1139, ma è del 1391 l'elevazione a parrocchia della chiesa. La struttura originaria è identica a quella attuale, con le medesime misure, ma priva di due navate. Nel 1486 cominciarono i primi lavori di ristrutturazione, proseguiti successivamente nel 1548 e terminati definitivamente nel 1722 con l'inaugurazione del nuovo campanile. Il 1855 vede il crollo della volta della chiesa con la distruzione di numerosi dipinti. Tra i quadri intatti vi è il più antico e prezioso, l'Adorazione dei Magi, attribuita al Defendente Ferrari. Quest'opera è stata ritirata nel 1954 per ordine della Sovraintendenza delle gallerie del Piemonte per essere restaurato. Nel 2009, per un'azione congiunta di parrocchia e amministrazione comunale, il quadro ha potuto fare ritorno nella parrocchiale di Leini. Nei primi anni del Novecento la chiesa si rivela ormai insufficiente di fronte all'ingente flusso di fedeli, e con il teologo Don Giorgio Gioda si decide di prolungare l'edificio di due arcate. I nuovi lavori iniziano le 1907 e si concludono nel 1913 con la benedizione del cardinale Agostino Richelmy.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di San Rocco sorge all'angolo fra viale Italia e via Bonis. In origine era adibito a lazzaretto, per isolare i colpiti dall'epidemia di peste nel 1690 e nel 1695. Al termine dell'epidemia, nel 1703, venne deciso di elevare una cappella in ricordo di tutti i morti seppelliti nel lazzaretto. Due secoli dopo, per ricordare i caduti della Grande Guerra, il terreno circostante venne intitolato Parco della Rimembranza, con l'installazione di lapidi riportanti i nomi dei caduti.

Santuario della Beata Vergine delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario della "Beata Vergine delle Grazie" (chiesa vicina alla scuola elementare "Anna Frank"), già Madonna del Sordomuto, per gli abitanti del luogo "La Madonnina", sorge a nord del paese, nel luogo dove la Vergine Maria apparve ad un sordomuto il 1º giugno 1630 della famiglia Regina, donandogli una corona del Rosario ed annunciando la fine dell'epidemia di peste che sconvolgeva la zona. Luogo di pellegrinaggio, una galleria raccoglie i numerosissimi ex voto accumulatesi negli anni. Accanto alla chiesa sorse un convento di suore che ora è trasformato nella scuola elementare "Anna Frank".

Scuola elementare Anna Frank[modifica | modifica wikitesto]

La storia della scuola Anna Frank ha dei legami cattolici in quanto ex convento costruito da suore[3].