Uomo di Kennewick

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L'uomo di Kennewick è un ominide preistorico ritrovato nel letto del fiume Columbia vicino a Kennewick (WA, Stati Uniti) il 28 giugno 1996.

I reperti furono ritrovati accidentalmente da alcuni spettatori durante una gara di idroplano. Il ritrovamento provocò una discussione sulla relazione tra i diritti religiosi dei nativi americani e l'archeologia: basandosi sulla legge statunitense sulle tombe dei Nativi Americani (Native American Graves Protection and Repatriation Act), un gruppi di nativi americani reclamò i resti come loro proprietà. Nel febbraio del 2004 la corte affermò che in assenza di una relazione culturale tra i nativi viventi e i resti ritrovati, non ci sarebbe stato alcun vincolo per lo studio scientifico. Nel luglio 2005 diversi scienziati studiarono il ritrovamento, definendolo come il cranio di un caucasoide databile tramite carbonio 14 ad oltre 9000 anni fa. I risultati dunque esclusero che si potesse trattare di un nativo americano, e si ipotizzò un'origine europea, dopo aver attraversato lo Stretto di Bering nel periodo di glaciazione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Richard Dawkins, Unweaving the Rainbow: Science, Delusion and the Appetite for Wonder, Boston 2000.
  • (EN) D.H. Thomas, Skull Wars: Kennewick Man, Archaeology, and the Battle for Native American Identity, New York 2000.
  • (EN) J.C. Chatters, Ancient Encounters: Kennewick Man & the First Americans, New York 2002.
  • (IT) S. Busatta, "La guerra delle ossa: la controversia sull'Uomo di Kennewick", in Antrocom. Online Journal of Anthropology 2,1 (2006), pp. 37-43.

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