Tribù e caste riconosciute dall'India

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Distribuzione delle caste riconosciute in India per stato secondo il censimento del 2011[1] Punjab ha la più alta percentuale di Caste in rapporto alla popolazione (~32%), mentre i territori insulari e gli stati nord-orientali 0%.[1]
Mappa della distribuzione delle tribù riconosciute in India per stato secondo il censimento del 2011[1] Mizoram e Lakshadweep hanno la più alta percentuale di tribù (~95%), mentre il Punjab e Haryana hanno lo 0%.[1]

Le Tribù e caste riconosciute dall'India definite rispettivamente "Scheduled Tribes" e "Scheduled Castes"[2], è la definizione ufficiale di diversi gruppi sociali o etnici storicamente svantaggiati in India.

I termini sono riconosciuti nella costituzione dell'India, ai fini di un loro superamento mediante politiche pubbliche di affirmative action.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo di governo britannico erano conosciuti come "Depressed Classes": "Classi basse".

Nella moderna letteratura, le caste riconosciute vengono anche chiamate Dalit (Paria) mentre per le tribù riconosciute è usato il termine Adivasi[3] .

Le caste e tribù riconosciute comprendono rispettivamente il 15,6 % e l'8,6% della popolazione indiana (censimento del 2011)[4][5]. La costituzione elenca 1108 caste in 29 stati[6] e 744 tribù in 22 stati[7] secondo la prima stesura.

Dall'indipendenza, le caste e le tribù riconosciute hanno uno status a cui è garantita una rappresentanza politica.

Politiche pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Gli articoli 341 and 342 della Costituzione indiana davano al Presidente ed ai Governatori degli Stati l'incombenza di redigere una lista delle caste e delle tribù. Ciò avvenne mediante due atti: The Constitution (Scheduled Castes) Order, 1950[8] ed il The Constitution (Scheduled Tribes) Order, 1950,[9]. L'incarico fu espletato coinvolgendo uno dei giuristi più esposti nella richiesta dell'inclusione sociale, sin dai tempi dell'Assemblea costituente: B. R. Ambedkar, appartenente alla casta degli Intoccabili[10].

Sulla scorta delle norme costituzionali, sono poi stati messi in campo vari strumenti per ridurre il dislivello sociale e rafforzare la coesione tra tutti gli indiani[11]:

  • Protective arrangements: si tratta delle misure che rafforzano l'eguaglianza, punendo le trasgressioni e le pratiche che perpetuano lo stigma sociale verso gruppi o singoli; tra di esse vi sono quelle introdotte con The Untouchability Practices Act, 1955, Scheduled Caste and Scheduled Tribe (Prevention of Atrocities) Act, 1989, The Employment of Manual Scavengers and Construction of Dry Latrines (Prohibition) Act, 1993[12];
  • Affirmative action: trattamenti che assicurano in positivo azioni pubbliche nell'assegnazione di lavoro e nell'accesso al sistema dell'istruzione, anche ad un elevato livello. Ciò avviene per lo più con un sistema di quote riservate[13], autorizzato a livello statale da un'apposita previsione della Costituzione federale[14].
  • Development: Fornisce risorse e benefici per ridurre il dislivello sociale tra le comunità e le caste, visto che il 37% delle loro popolazioni vive sotto il livello di povertà, rispetto all'11% della media degli appartenenti agli altri gruppi sociali[15].

Contenzioso costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

La Corte suprema ha validato il sistema di attuazione della Costituzione, soprattutto per quanto riguarda le affirmative actions, attenendosi anche alle risultanze della Mandal Commission (un rapporto che raccomanda che queste politiche pubbliche si applichino non solo ai Paria, ma anche alle altre caste e tribù disagiate).

Più problematico si è rivelato il rapporto tra le misure punitive e le garanzie costituzionali: quando è giunto allo scrutinio di costituzionalità il Scheduled Caste and Scheduled Tribe (Prevention of Atrocities) Act, 1989, la Corte ha annullato alcune previsioni processuali penali che differenziavano in negativo (per esempio negando la libertà su cauzione) il trattamento dei crimini originati dalla discriminazione castale: la decisione[16] in proposito, adottata nel marzo 2018, ha prodotto una certa turbolenza sociale ed il Parlamento ha cercato di limitarne gli effetti con il The Scheduled Castes and the Scheduled Tribes (Prevention of Atrocities) Amendment Act of 2018[17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Census of India 2011, Primary Census Abstract, Scheduled castes and scheduled tribes, Office of the Registrar General & Census Commissioner, Government of India (October 28, 2013).
  2. ^ Scheduled Caste Welfare – List of Scheduled Castes, Ministry of Social Justice and Empowerment. URL consultato il 16 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 13 settembre 2012).
  3. ^ FACTORS AND CONSTRAINTS FOR ADOPTING NEW AGRICULTURAL “I wish that you would issue instructions to your translation committee that the translation of Scheduled Tribes should be ‘Adivasi’, literally meaning original inhabitants or indigenous peoples). The word Adivisi has grace."
  4. ^ 2011 Census Primary Census Abstract
  5. ^ Half of India’s dalit population lives in 4 states, su timesofindia.indiatimes.com.
  6. ^ Text of the Constitution (Scheduled Castes) Order, 1950, as amended
  7. ^ Text of the Constitution (Scheduled Tribes) Order, 1950, as amended Archiviato il 20 settembre 2017 in Internet Archive.
  8. ^ THE CONSTITUTION (SCHEDULED CASTES) ORDER, 1950, in lawmin.nic.in.
  9. ^ 1. THE CONSTITUTION (SCHEDULED TRIBES), in lawmin.nic.in (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2017).
  10. ^ Barbara D. Metcalf e Thomas R. Metcalf, A Concise History of Modern India, New York, Cambridge, 2012, pp. 232, ISBN 978-1-107-67218-5.
  11. ^ [1] Archiviato l'8 May 2007 Data nell'URL non combaciante: 8 maggio 2007 in Internet Archive.
  12. ^ Chandan Sengupta, Democracy, Development, and Decentralization in India: Continuing Debates, Routledge, 2013, pp. 23, ISBN 978-1-136-19848-9.
  13. ^ Per lo più mediante obblighi gravanti sul settore pubblico: Barbara D. Metcalf e Thomas R. Metcalf, A Concise History of Modern India, New York, Cambridge, 2012, pp. 274, ISBN 978-1-107-67218-5.
  14. ^ Article 16: "Nothing in this article shall prevent the State from making any provisions for the reservation of appointments or posts in favor of any backward class of citizens, which, in the opinion of the state, is not adequately represented in the services under the State"
  15. ^ Chandan Sengupta, Democracy, Development and Decentralization in India: Continuing Debates, Routledge, 2013, pp. 23, ISBN 978-1-136-19848-9.
  16. ^ Copia archiviata (PDF), su sci.gov.in. URL consultato l'8 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2018).
  17. ^ https://timesofindia.indiatimes.com/india/parliament-okays-bill-to-restore-original-sc/st-atrocity-law/articleshow/65340768.cms

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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