Trattamento sanitario obbligatorio

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Con trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.), in Italia si intendono procedure sanitarie normate e con specifiche tutele di legge, che possono essere applicate in caso di motivata necessità e urgenza clinica, conseguenti al rifiuto al trattamento del soggetto che soffra di una grave patologia psichiatrica o infettiva non altrimenti gestibile, a tutela della sua salute e sicurezza e/o della salute pubblica.

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento sanitario obbligatorio, istituito dalla legge n. 180/1978 (legge Basaglia) e attualmente regolamentato dalla legge 23 dicembre 1978 n. 833 (articoli 33-35)[1], è un atto composito, di tipo medico e giuridico, che consente l'effettuazione di determinati accertamenti e terapie ad un soggetto affetto da malattia mentale che, anche se in presenza di alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, rifiuti il trattamento (solitamente per mancanza di consapevolezza di malattia).

Il concetto di T.S.O. basato su valutazioni di gravità clinica e di urgenza e, quindi, inteso come una procedura esclusivamente finalizzata alla tutela della salute e della sicurezza del paziente, ha sostituito la precedente normativa del 1904 riguardante il "ricovero coatto" (legge n. 36/1904)[2], basato sul concetto di "pericolosità per sé e per gli altri e/o pubblico scandalo", concetto maggiormente orientato verso la difesa sociale.

Competenze e casi di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il T.S.O. viene disposto dal sindaco del comune (il sindaco è la massima autorità sanitaria di un comune) presso il quale si trova il paziente, su proposta motivata da due medici, di cui almeno uno appartenente alla ASL territoriale del comune stesso. Il T.S.O. può essere eseguito sia in ambito ospedaliero che presso l'abitazione o altra sede. La procedura impone, infine, la convalida del provvedimento del sindaco da parte del giudice tutelare di competenza.

Il T.S.O. ospedaliero viene disposto quando:

  • una persona affetta da malattia mentale necessiti di trattamenti sanitari urgenti;
  • rifiuti il trattamento;
  • non sia possibile prendere adeguate misure extraospedaliere.

Il T.S.O. ha una durata massima di sette giorni, ma può essere eventualmente rinnovato su richiesta di uno psichiatra nel caso in cui persistessero i requisiti richiesti per l'attuazione, quindi, prolungato. Durante il T.S.O., che si svolge nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione, e può essere trasformato, in qualunque momento, in ricovero volontario su richiesta del paziente, viene mantenuto anche, per quanto possibile, il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura.

Per quanto riguarda il T.S.O., la legge indica la scelta del luogo di ricovero nei Centri di Salute Mentale (CSM) o, dove assenti o per diversa valutazione, nei reparti di psichiatria esistenti negli ospedali generali (i cosiddetti Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, o SPDC). La Conferenza delle regioni e delle province autonome, insieme a chiarimenti su caratteri giuridici e procedurali nell'applicazione del T.S.O., nell'aprile 2009[3] ha proposto alcune indicazioni tese alla possibilità di effettuare Trattamenti (o Accertamenti) Sanitari Obbligatori extraospedalieri, qualora sussistano i due criteri sopra citati ma non il terzo.

Durata[modifica | modifica wikitesto]

Il T.S.O. ha una durata massima di sei giorni, ma può essere prorogato un numero di volte a piacere, con una semplice richiesta di nuovo T.S.O. dello psichiatra dell'ASL (art. 3, legge 180/1978) diretta al sindaco del Comune di residenza.

Profili di incostituzionalità[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia è uno dei pochi Paesi che non prevede per il TSO nè la forma scritta a pena di nullità, nè un referto specialistico e documentato di almeno due psichiatri, e consente una restrizione della libertà personale con la generica "proposta", anche non documentata, di due medici di base.

Un secondo elemento di incostituzionalità è dato dal fatto che il TSO in Italia non è qualificato giuridicamente come una pena, ma di fatto è una privazione coatta della libertà personale, al pari della reclusione, e questa si applica anche a cittadini incensurati e senza pendenze processuali in corso, per cui vale la presunzione di innocenza fino a prova contraria, ovvero si applica per reati contro lo Stato e contro il patrimonio per il quale le ragioni del TSO vengono meno.

Altro elemento è la genericità della norma. Sebbene la Costituzione vieti esplicitamente i trattamenti sanitari obbligatori, la legge 183/1980 si limita a circoscriverli al solo ambito psichiatrico,ad una generica malattia mentale, senza definire tassativamente nè le tipologie di malattia o disordine psichiatrico, nè le terapie eseguibili in via coattiva.

In altri Paesi europei, come la Germania, il TSO si applica solo a chi ha condanne definitive per reati gravi.

In Italia, il TSO può essere disposto sia se il paziente è violento e socialmente pericoloso, sia se la violenza è rivolta contro sè stesso fino al rischio di suicidio. Le due fattispecie di mlattia psichiatrica sono nettamente distinte, ovvero in rari asi la violenza contro sè stessi può essere rivolta ad altri e diventare penalmente rilevante.

Il TSO ha l'obiettivo di prevenire reati e comportamenti socialmente pericolosi, laddove elemento basilare di qualsiasi ordinamento penale è il fatto che- per quanto riguarda la violenza contro terzi- il reato debba essere consumato prima di essere punibile e punìto, e che la violenza contro sè stessi fino al suicidio non costituiscono profilo di reato.

In Europa[modifica | modifica wikitesto]

Le legislazioni prevedono restrizioni a tutela della libertà del cittadino, come la non-attivabilità di ufficio o da parte di terzi se non per le richieste di revoca del TSO, l'obbligo di due pareri medici favorevoli scritti e refertati da specialisti, la presenza di condanne penali per reati contro la persona, la separazione fra strutture per condannati (alternative al carcere) violenti con disagi psichiatrici gravi e quelle per depressioni lievi.

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

E' sufficiente il parere di due medici, non è prevista l'informativa del sindaco e la convalida del giudice tutelare. Può essere attivato su semplice denuncia di terzi o su decisione della questura. Malati gravi stanno assieme a semplici depressi.

In Germania[modifica | modifica wikitesto]

La Corte Federale tedesca è stato il primo organismo in Europa a bandire completamente nel 2012 i tratattamenti sanitari obbligatori, quale misura socialemnte irrilevante e lesìva della dignità dell'uomo [4].

La legge prevede manicomi chiusi solo per le persone condanante in via definitiva per reati contro la persona. Vi sono altri istituti in cui sono i tribunali sociali, con gli assistenti sociali e un medico, a decidere il ricovero, che va condiviso dai familiari.

TSO in altri ambiti[modifica | modifica wikitesto]

Possono essere effettuati interventi di TSO, a tutela della salute pubblica e con specifiche previsioni di legge, anche in ambito infettivologico; ad esempio, nel caso di malattie infettive e contagiose per le quali esista l'obbligo di denuncia (titolo V, L. n. 1265/1934) o per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie previste dalla Legge.

Il TSO può essere richiesto anche in tutti gli ambiti emergenziali in cui non sia possibile richiedere il consenso al paziente e non sia possibile contattare eventuali parenti, inoltre può essere richiesto in caso di soggetto incapace o minorenne, dove si può sospendere la potestà del genitore.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge 23 dicembre 1978, n. 833
  2. ^ http://www.assr.it/dsm/laws%5Citalia%5CN-L-36-1904-IN.pdf
  3. ^ Raccomandazioni in merito all'applicazione di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale (art. 33 – 34 – 35 L. 23 dicembre 1978, n. 833), Conferenza delle regioni e province autonome 09/038/CR/C7. Roma, 29 aprile 2009.
  4. ^ Zwangsbehandlung in der Psychiatrie verboten 23.10.2012 "Trattamento obbligatorio in psichiatria vietato" (in Germania)
  5. ^ Corte d’Appello di Milano, I sezione civile, 19/08/2011, sent. n.°2359/11 – riflessioni sulla legittimità costituzionale del trattamento sanitario obbligatorio nei confronti del testimone di Geova che rifiuti la trasfusione – Studio Legale Tolesino – Campobasso – Molise

[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero della Giustizia italiana, Trattamento Sanitario Obbligatorio - caratteristiche ed eventuali ricorsi al Sindaco, Sito web Ministero della Giustizia italiana, 21/01/2015. URL consultato il 20/01/2015.