Trashware

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Un laboratorio di computer recuperati effettuando trashware.

Trashware è una parola composta derivata dalla contrazione dei termini inglesi trash (spazzatura) e hardware. Viene effettuato trashware quando si sostituiscono le componenti guaste nei dispositivi elettronici o rendendo operativi computer in stato di obsolescenza utilizzando ad esempio software libero, partendo dalla scelta di un sistema operativo GNU/Linux più idoneo ai requisiti hardware.[1][2][3][1][4][2][3]

Computer funzionanti ma molto datati, non più utilizzabili come workstation stand-alone a prescindere dal software utilizzato, possono essere ri-concepiti come semplici thin client in reti a computazione centralizzata. È ad esempio il caso del Linux Terminal Server Project.[5]

Non è raro che si effettui trashware per consegnare o donare materiale funzionante ad enti o persone bisognose, o con iniziative legate al cosiddetto digital divide.[6][2]

Il trashware si differenzia dal retrocomputing in quanto quest'ultimo è finalizzato a scopi prettamente culturali, ricreativi o per hobby.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Trashware: chi fa rivivere il tuo computer in Italia?, greenme.it. URL consultato il 28 aprile 2016.
  2. ^ a b c L'Impegno di OIL, informaticalibera.info. URL consultato il 28 aprile 2016.
  3. ^ a b Trashware Cesena, trashwarecesena.it. URL consultato il 28 aprile 2016.
  4. ^ Vecchio Hardware, software libero e volontariato: ecco a voi Il trashware made in Italy, peacelink.it. URL consultato il 28 aprile 2016.
  5. ^ (EN) Linux Terminal Server Project, ltsp.org. URL consultato il 28 aprile 2016.
  6. ^ Trashware Italia: a Taranto si lotta contro il divario digitale, nonsprecare.it. URL consultato il 28 aprile 2016.

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