Trapianto polmonare

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Le indicazioni al trapianto polmonare possono includere quasi tutte le malattie polmonari terminali non neoplastiche a condizioni che il paziente non abbia altre gravi patologie, che impedirebbero la terapia immunosoppressoria cronica. Anche se sono possibili trapianti polmonari bilaterali e il trapianto cuore-polmoni, nella maggior parte dei casi si esegue il trapianto di polmone singolo, che determina un miglioramento della funzionalità polmonare sufficiente per ognuno dei due riceventi gli organi provenienti da un singolo donatore (purtroppo sempre troppo scarsi). Se sono presenti infezioni croniche bilaterali, entrambi i polmoni devono essere sostituiti per rimuovere il serbatoio di infezione. Il tasso di sopravvivenza è del 90% a un anno e del 54% a sei anni[1].

Condizioni patologiche che portano al trapianto[modifica | modifica sorgente]

Il trapianto polmonare è una terapia cui arrivano tutti i pazienti con malattie polmonari terminali che non possono più trarre giovamento da nessun'altra terapia. Nel 2005 le principali cause di trapianto negli Stati Uniti erano[2]:

Complicanze postoperatorie[modifica | modifica sorgente]

Con il miglioramento delle tecniche chirurgiche e delle tecniche di conservazione degli organi, le complicanze postoperatorie (es.: deiscenza dell'anastomosi, trombosi, rigetto) sono diventate fortunatamente rare; ma le due complicazioni che si manifestano più frequentemente sono l'infezione e il rigetto:

  • Le infezioni polmonari con polmone trapiantato sono essenzialmente quelle di qualsiasi soggetto immunodepresso e comprendono polmoniti batteriche, virali (in particolare da Cytomegalovirus), da Pneumocystis carinii (PCP) e fungine (da Candida albicans e Aspergillus).
  • Il rigetto può essere di due tipi:
    • Il rigetto acuto del polmone si verifica in tutti i pazienti nonostante l'immunosoppressione post-operatoria di routine, spesso si manifesta durante le prime settimane dopo l'intervento o anche quando l'immunosoppressione viene ridotta. I pazienti presentano febbre, dispnea, tosse e infiltrati radiologici, poiché il quadro è simile a quello delle infezioni la diagnosi spesso si ottiene con la biopsia transbronchiale. All'esame istologico si osserva infiltrato infiammatorio (linfociti, plasmacellule e pochi neutrofili ed eosinofili) attorno ai piccoli vasi e/o nella sottomucosa delle vie aeree.
    • Il rigetto cronico si presenta in circa la metà dei pazienti e si manifesta dai tre ai cinque anni dopo l'intervento. È caratterizzato da tosse, dispnea e una riduzione irreversibile ai test di funzionalità polmonare; la principale alterazione morfologica correlata al rigetto cronico è la bronchiolite obliterante con parziale o completa obliterazione delle piccole vie aeree da parte della fibrosi, con o senza infiammazione acuta. Nei casi di lunga durata si possono manifestare bronchiectasie.

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

Queste statistiche si basano su dati del 2008.[3]

sopravvivenza a 1 anno sopravvivenza a 5 anni sopravvivenza a 10 anni
Trapianto polmonare 83.6% 53.4% 28.4%
Trapianto cuore-polmone 73.8% 46.5% 28.3%

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Johnson BA, Iacono AT, Zeevi A, Mc Kurry KR, Duncan SR: Statin use is associated with improved function and survival of lung allografts. Am J Respir Crit Care Med 167:1271-1278, 2003
  2. ^ Lung Transplant. Aetna intelihealth. January 30, 2006. Retrieved 2006-09-29
  3. ^ 2008 OPTN/SRTR Annual Report, US Scientific Registry of Transplant Recipients, 1º maggio 2008. URL consultato l'11 ottobre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Robbins e Cotran, Le Basi Patologiche delle Malattie, Ed. Elsevier e Masson

Immagini[modifica | modifica sorgente]

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