Totentanz

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Totentanz, parafrasi sul Dies Irae '
Orcagna Triumph of Death detail 01.jpg
Trionfo della morte, Andrea Orcagna, Santa Croce in Firenze, dettaglio
Compositore Franz Liszt
Tonalità Re minore
Tipo di composizione danza macabra; parafrasi
Epoca di composizione 1834-1859
Prima esecuzione L'Aja, 15 aprile 1865, pianista Hans von Bülow, direttore J.H. Verhulst
Pubblicazione Lipsia, 1865
Dedica Hans von Bülow
Organico

Pianoforte, Orchestra

Totentanz (in italiano Danza della morte) è una danza macabra per pianoforte e orchestra composta tra il 1834 e il 1859 da Franz Liszt. Il brano, meno conosciuto dei concerti per pianoforte e orchestra, non ha avuto molte esecuzioni se non di recente non solo per le impervie difficoltà tecniche; nel nostro tempo è stato riportato all'attenzione del grande pubblico da Arturo Benedetti Michelangeli che probabilmente ne comprese la grandezza al di là delle numerose classiche accuse mosse alla musica di Liszt ed in particolare a questa opera, definita non di rado gotica o comunque esagerata nella sua drammaticità. Ha avuto un tempo di gestazione lunghissimo, 25 anni, ed è una parafrasi sulla sequenza gregoriana del Dies Irae, brano a cui si è anche ispirato il compositore francese Hector Berlioz per il finale dalla sua Sinfonia fantastica (Sogno di una notte di sabba); tra i due pezzi è possibile trovare molte similitudini, la quale viene utilizzata come tale, ma anche raffinatamente modificata. Pare certa l'ispirazione del brano ai dipinti Trionfo della Morte del Camposanto di Pisa attribuiti all'Orcagna. Ecco due note di Piero Rattalino sull'opera:

« Musicalmente, la trovata davvero geniale consiste nella creazione del secondo tema (perciò si tratta non di variazioni ma di parafrasi), secondo tema i cui tre primi suoni sono identici ai primi tre del primo tema: l'affinità e la novità si bilanciano in modo miracoloso e la struttura acquista insieme una coerenza ed una varietà che fanno del Totentanz una delle maggiori invenzioni formali della musica romantica »
(Piero Rattalino, Il concerto per pianoforte e orchestra, Giunti Ricordi, Milano 1988)
« Oggi le esecuzioni non sono infrequenti, ma in genere non si è ancora riconosciuta in tutta la sua portata la grandezza di questo capolavoro che nel panorama della musica per pianoforte e orchestra ha ben pochi paragoni» »
(come sopra)

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Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Fu Ferruccio Busoni a scoprire nel 1918 la prima versione dell'opera (1849) e ad eseguirla a Zurigo l'anno dopo; anno in cui la stessa venne anche pubblicata, sempre da Busoni. Tale versione comprende parti di una composizione che Liszt non condusse mai a termine (fu soltanto abbozzata tra il 1834 e il 1835): De Profundis. Psaume Instrumental.

Nella versione definitiva le parti ricavate dal De Profundis vennero eliminate.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Le incisioni recenti vanno aumentando, si citano qui quella più datata di Arturo Benedetti Michelangeli con Rafael Kubelik e l'Orchestra della Rai di Torino, e quella di Krystian Zimerman con Seiji Ozawa e la Boston Symphony Orchestra. Su YouTube è possibile trovare le registrazioni di Martha Argerich, Arturo Benedetti Michelangeli, Ivan Drenikov, Valentina Lisitsa, Enrico Pace, e Igor Roma.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]