Vai al contenuto

Tomba di Ciro

Coordinate: 30°11′38.12″N 53°10′01.88″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tomba di Ciro
Utilizzomoschea
StileStile Parsi
EpocaVI sec. a.C.
Localizzazione
StatoIran (bandiera) Iran
CircoscrizionePasargade
Dimensioni
Altezza11.1 m
Mappa di localizzazione
Map

La tomba di Ciro il Grande (in persiano:آرامگاه کوروش بزرگ) è il monumento più noto di Pasargade, un tempo prima capitale dell'impero achemenide e oggi un sito archeologico della provincia iraniana del Fars. Il sovrano venne ivi sepolto alla sua morte, avvenuta nell'estate del 530 a.C. Secondo diverse fonti letterarie, circa due secoli dopo Alessandro Magno ordinò che l'intero complesso venisse restaurato: gli archeologi, tuttavia, non hanno trovato tracce di questo restauro.

Prima di essere identificata come la Tomba di Ciro il Grande dal diplomatico britannico James Justinian Morier nel 1812, fu attribuita a una certa "Madre di Salomone" in resoconti più o meno leggendari emersi ad un certo punto dopo la conquista musulmana dell'Iran. Morier, che aveva attinto le informazioni dalle opere del viaggiatore tedesco Johan Albrecht de Mandelslo, era del parere che l'epiteto Madre di Salomone si riferisse alla donna araba Wallada bint al-Abbas ibn al-Jaz, madre di Sulayman ibn Abd al-Malik (r. 715-717) del califfato omayyade. Credenze simili arrivate all' orecchio dell'esploratore veneziano Giosafat Barbaro nel XV secolo affermavano che era il luogo di riposo di Betsabea, la madre di Salomone (r. 970-931 a.C.), re di Israele e di Giuda.

Morier alla fine respinse le ricostruzioni a lui contemporanee della tomba, notando che la sua architettura differiva da quella delle tombe musulmane in tutto l'Iran e si allineava invece con le descrizioni che si trovano negli scritti dello storico greco Arriano.[1][2][3] Il viaggiatore scozzese Robert Ker Porter giunse in seguito alla stessa conclusione nel 1821.

Il mausoleo è un significativo esempio storico di ingegneria sismica in quanto si dice che sia la più antica struttura isolata alla base del mondo, il ché gli conferisce una grande resistenza ai fenomeni sismici.[4] È uno dei principali siti iraniani del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, in quanto parte del sito archeologico di Pasargadae.[5]

Pianta della tomba

Il monumento misura circa 13,75 × 12,25 metri e ha un'altezza di 11 metri. La parte inferiore di esso è una piattaforma alta 5 metri, la cui forma ricorda una ziqqurat mesopotamica. Altri studiosi vedono somiglianze tra questo monumento e quelli presenti a Urartu, che Ciro aveva conquistato nel 547. È anche possibile che l'architetto si fosse ispirato a strutture viste in Licia e Frigia, regioni conquistate da Ciro dopo il 547, anno della caduta di Creso.

La parte superiore del monumento è divisa in due camere: una è la tomba vera e propria a pianta quadrata, l'altra è un attico. La funzione di questa seconda stanza è sconosciuta. Sono visibili dischi raggiati scolpiti, del diametro di 50 cm circa, sul timpano sovrastante la porta.

La camera interna è larga 2 metri, alta 2 metri e lunga 3 metri. In passato conteneva un sarcofago d'oro, le armi del sovrano, i suoi gioielli e un mantello. Quest'ultimo indumento svolgeva un'importante funzione nei rituali persiani (v. Plutarco di Cheronea, Vita di Artaserse).

In passato la tomba era circondata da un portico. Esso era già crollato prima delle ricerche archeologiche, e molte sue pietre erano state riutilizzate per realizzare una recinzione nei pressi della tomba. Ciò che era rimasto del portico venne rimosso in seguito per costruire un campo di atterraggio per elicotteri in occasione dei 2500 anni della monarchia in Persia, cerimonia voluta nel 1971 da Mohammad Reza Pahlavi. Il portico in realtà era un'aggiunta risalente al primo quarto del XIII secolo.

Come altre strutture pre-islamiche, la tomba venne ribattezzata con un nome che la associava a re Salomone: Qabr-e Madar-e Solaiman, ovvero la "moschea della madre di Salomone".

Nel 1934 Robert Byron visitò il monumento e ne lasciò una breve descrizione:

«[...] un sarcofago di marmo bianco su un alto zoccolo appoggiato su alcuni gradini, che sorge isolato fra i campi arati. È carico d'anni: ogni pietra è stata singolarmente baciata, ogni giuntura incavata da innumerevoli mani, come attraverso l'azione del mare. Nessun ornamento, nessun richiamo all'attenzione disturba la sua serenità solitaria. È sufficiente che Alessandro ne sia stato il primo turista. Anticamente si trovava all'interno di un tempio, di cui ci si può ancora fare un'idea dai basamenti delle colonne.»

Giorno di Ciro il Grande

[modifica | modifica wikitesto]
Una torta a forma di Cilindro di Ciro e una torta a forma di Tomba di Ciro a Pasargadae

Il Giorno di Ciro il Grande (in persiano روز کوروش بزرگ ruz-e kuroš-e bozorg), noto anche semplicemente come Giorno di Ciro (in persiano روز کوروش ruz-e kuroš), è una festa non ufficiale in Iran che si svolge ogni anno il 29 ottobre, 7 Ābān secondo il calendario iraniano, per commemorare Ciro il Grande. Questo è l'anniversario dell'ingresso di Ciro a Babilonia. Ciro è il fondatore del primo impero persiano, noto anche come impero achemenide.[6]

  1. (EN) Strabo, The Geography of Strabo. Literally translated, with notes, in three volumes by W. Falconer, H.C. Hamilton, Strb. XV.3.8, Londra, George Bell & Sons, 1889, p. 134.
  2. (EN) Briant P., From Cyrus to Alexander: A History of the Persian Empire, Eisenbrauns, 2002, p. 85, ISBN 0-19-813190-9.
  3. (EN) Stronach, David, Pasargadae. A Report of the Excavations Conducted by the British Institute of Persian Studies from 1961 to 1963, Oxford, Oxford University Press, 1978, pp. 22–23, 42, ISBN 0-19-813190-9.
  4. (EN) Mohammad Mehdi Masoumi, 1, in Ancient Base Isolation System in Mausoleum of Cyrus the Great, International Journal of Earthquake Engineering and Hazard Mitigation, vol. 4, 31 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2018).
  5. (EN) Richard Butler, Kevin D. O'Gorman e Richard Prentice, 4, in Destination Appraisal for European Cultural Tourism to Iran, International Journal of Tourism Research, vol. 14, 1º luglio 2012, pp. 323–338.
  6. (PS) منشور کورش بزرگ, in Savepasargad.com (archiviato dall'url originale il 13 settembre 2011).

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]