Tocco (abbigliamento)

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Il tocco è un berretto rotondo senza tesa né falde[1][2] generalmente usato come contrassegno di dignità, rango sociale o mestiere.

Giustizia ed università[modifica | modifica wikitesto]

Franco Rasetti, Enrico Fermi ed Emilio Segrè con il tocco accademico

Il tocco è il copricapo che viene indossato insieme alla toga[1][2] dalle categorie che vestono tale abito nelle occasioni ufficiali.

Sin dall'età dell'assolutismo il tocco viene tradizionalmente indossato dai giudici, procuratori ed avvocati nei paesi di diritto continentale. Nella Francia dell'Ancien Régime questo berretto era così caratteristico da dare il nome ad una carica giudiziaria, il président à mortier (mortier è il nome francese del tocco dei giuristi).

In Italia l'uso del tocco da parte dei magistrati è regolato dall'art. 170 del regio decreto 2641/1865 (ordinamento giudiziario), quello degli avvocati dall'art. 105 del regio decreto 1683/1926 (regolamento forense).

Il tocco accademico ha forme diverse secondo i paesi e le università, spesso termina in alto con una caratteristica forma quadrata. Esso è indossato dai professori universitari e, soprattutto nei paesi anglosassoni, dai laureandi.

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Gioacchino Murat con il tipico costume di corte da Principe del Primo Impero francese, che comporta il tocco piumato

In araldica il tocco è la berretta di velluto indossata dai sovrani, e in alcuni paesi anche dall'alta nobiltà, alternativamente[3] alla corona, oppure internamente ad essa[1].

Nel Sacro Romano Impero e successivamente nella Confederazione Germanica portavano il tocco i principi elettori, gli arciduchi, i duchi, i principi ed i conti illustrissimi. Il tocco consisteva in una berretta senza corona di velluto rosso bordata d'ermellino[3][4].

I principi russi usavano un tipo di tocco mutuato da quello dei principi tedeschi[3][5]

I grandi di Spagna possono indossare un tocco rosso dentro la corona di rango[6]

Analogamente, i pari di Gran Bretagna indossano un tocco rosso dentro la corona[3][7]

Nell'araldica dell'Impero francese tocchi neri sostituivano le corone, considerate tipiche dell'Ancien Régime. Il rango era distinto dal numero di piume di struzzo bianche sul tocco: una per i cavalieri, tre per i baroni, cinque per i conti, sette per i duchi e i principi[8].

Dopo la Restaurazione del 1814 anche i pari di Francia vestirono un tocco, in questo caso blu, dentro la corona di rango[9]

Infine nei Paesi Bassi e in Belgio portano un tocco rosso dentro la corona i principi e i duchi[10][3].

Altri usi[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra categoria che porta un tipo di tocco come copricapo caratteristico sono i cuochi, che portano la caratteristica Toque blanche.

Per estensione si chiama tocco un cappello femminile cilindrico basso, tipicamente di pelliccia[2][11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c tocco 3 sul Vocabolario Treccani online
  2. ^ a b c tocco 5 sul Dizionario la repubblica online
  3. ^ a b c d e Ottfried Neubecker, Heraldry: sources, symbols and meanings, McGraw Hill, 1976 (ed. it. Araldica, Milano, Mondadori, 1980, pag. 178-9)
  4. ^ Carl-Alexander von Volborth, Usi regole e stili in araldica, Fratelli Melita, 1994, pagg. 157, 159 e 163
  5. ^ Carl-Alexander von Volborth, Usi regole e stili in araldica, Fratelli Melita, 1994, pag. 169
  6. ^ Carl-Alexander von Volborth, Usi regole e stili in araldica, Fratelli Melita, 1994, pag. 149
  7. ^ Carl-Alexander von Volborth, Usi regole e stili in araldica, Fratelli Melita, 1994, pagg. 142, 151, 160, 161 e 167
  8. ^ Carl-Alexander von Volborth, Usi regole e stili in araldica, Fratelli Melita, 1994, pagg. 140, 148, 156, 169 e 170
  9. ^ Carl-Alexander von Volborth, Usi regole e stili in araldica, Fratelli Melita, 1994, pagg. 152 e 160
  10. ^ Carl-Alexander von Volborth, Usi regole e stili in araldica, Fratelli Melita, 1994, pag. 169
  11. ^ Dizionario Garzanti della lingua italiana

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Toque

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