Tiki

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Un uomo maori scolpisce un tiki in legno e pietra.

Il Tiki fa parte di una credenza che si fonda su un concetto spirituale, tipicamente polinesiano. Di origine delle isole Marchesi, questa spiritualità viene diffusa in tutta l'Oceania attraverso la personificazione nelle forme di statue in roccia lavica, legno e ossa anche umane. Queste raffigurazioni sono presenti in diverse forme, considerate patrimonio dell'arte oceanica, come gioielli e tatuaggi dai significati tutt'ora mistici. Alcune di queste rappresentazione sono facce con grandi occhi rotondi incise e dipinte su pietre, alcune anche rappresentive gli Dei Maori.

Il termine tiki si riferisce proprio all' "immagine di qualcosa" spesso all'impersonificazione dei grandi intagli e ai manufatti in pietra (spesso di origine vulcanica) che ritraggono forme umanoidi tipiche. Secondo le leggende polinesiane in ogni tiki si trova uno spirito. Gli intagli spesso servono a marcare i confini di luoghi sacri o significativi. I Tiki erano anche statuette di falli che le donne appendevano al collo come scongiuro contro la sterilità.

Nel corso dei secoli questa antica cultura è stata dispersa e influenzata dalla colonizzazione dei primi esploratori e dal tentativo di conversione degli abitanti autoctoni da parte dei Missionari provenienti dal nuovo mondo, avvolgendo nel misticismo le antiche tradizioni e le raffigurazioni spirituali.

Dobbiamo molto della conoscenza di queste culture all'interesse ai primi grandi esploratori che, spinti dalla vocazione all'esplorazione e alla conoscenza, descrissero minuziosamente queste primitive culture. Ma anche dall'ispirazione di numerosi artisti e scrittori del vecchio mondo. I quali, affascinati dagli ambienti paradisiaci e oceanici, dalla vita umana in simbiosi con la naturalità delle isole oceaniche, hanno riprodotto e descritto la "cultura Tiki" nelle loro opere. Uno su tutti Gauguin.

Ma la spiritualità del Tiki riemerge dopo circa 2500 anni nella cultura americana, con la nascita della miscelazione esotica di Don the Beachcomber. In particolare, l'utilizzo delle Tiki Mug, dopo gli anni 50' aveva lo scopo di intrattenere e stupire la clientela dei locali esotici attraverso la rievocazione dell'antico misticismo polinesiano.

Tutto questo ha contribuito a riattivare una grande attenzione e ricerca anche per le antiche popolazioni del Tiki.

Nomi ed epiteti dei tiki nelle religioni Maohi:

  1. Tiki-tohua, il progenitore degli uccelli;
  2. Tiki-kapakapa, il progenitore di pesce e di un uccello;
  3. Tiki-auaha, il progenitore del genere umano;
  4. Tiki-whakaeaea, il progenitore del Kumara.

Le Hawaii come simbolo della loro religione usano i tiki ma l'influenza degli americani negli anni 50' ha introdotto il Tiki sconvolgendo l'antica cultura autoctona.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Te Rangi Hiroa (Sir Peter Buck), The Coming of the Maori, 2ª ed., Wellington, Whitcombe & Tombs, 1974 [1949], ISBN 0-7233-0408-4.
  • (EN) A.W. Reed, Treasury of Maori Folklore, Wellington, A.H. & A.W. Reed, 1963, SBN IT\ICCU\TSA\0537570.
  • (EN) E. Shortland, Maori Religion and Mythology, Londra, Longmans, Green & Co., 1882, SBN IT\ICCU\SGE\0035118.
  • (EN) Edward R. Tregear, Maori-Polynesian Comparative Dictionary, Wellington, Lyon & Blair, 1891, SBN IT\ICCU\TO0\1366636.
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  • (EN) Margaret Orbell, The Concise Encyclopedia of Māori Myth and Legend, Christchurch, Canterbury University Press, 1998, ISBN 0-908812-56-6.
  • (EN) Sven A. Kisten, The Book of Tiki, Colonia, Taschen, 2003, ISBN 978-3-8228-2433-7.
  • (EN) Sven A. Kirsten (a cura di), Tiki Modern, Colonia, Taschen, 2007, ISBN 978-3-8228-4717-6.

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