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Tiangong 1

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Tiangong 1
Tiangong 1 drawing.png
rappresentazione di Tiangong 1 (a sinistra) agganciata alla Shenzhou (a destra)
Statistiche
NSSDC ID 2011-053A
Equipaggio 3
Lancio 29 settembre 2011
Perigeo 355 km
Apogeo 364 km
Inclinazione 42°
Giorni in orbita 1891 2-12-2016
Giorni abitati 19
Massa 8 506 kg
Volume abitabile 15 
Lunghezza 10,4 m
Altezza 3,3 m
Larghezza 17 m
21 settembre 2016
Portale:Astronautica

Tiangong 1 (che significa "Palazzo del paradiso") è il primo laboratorio orbitale cinese lanciato nello spazio. La messa in orbita originariamente pianificata per la fine del 2010[1], è stata successivamente posticipata al 2011[2]. Pensato e costruita come laboratorio-test per esperimenti e docking delle varie navette Shenzhou che la visiteranno nel corso dei due anni di vita programmata, esso fa parte del ben più ampio Progetto 921-2 che vuole vedere la Cina avere nello spazio una stazione orbitante da 20 tonnellate (su modello della Mir) entro il 2022 e in Tiangong un modulo di rifornimento, chiamato Tianzhou.

Design[modifica | modifica wikitesto]

Con una lunghezza di 10,4 m e una altezza massima di circa 3,5 m, Tiangong è composto da un modulo di servizio, un modulo laboratorio e un modulo di attracco dotato di sistema di tipo APAS per il collegamento tra il laboratorio e le navicelle Shenzhou. Nel secondo modulo, alla cui estremità si trova il sistema per l'aggancio, gli astronauti potranno vivere e condurre attività di ricerca, disponendo di una quindicina di metri cubi di volume utile. Nel modulo di servizio sono presenti i sistemi necessari al funzionamento del laboratorio, compresi i serbatoi per i propellenti ed altri impianti primari. L'alimentazione elettrica è garantita da una coppia di pannelli solari alari agganciati alla sezione di minore diametro.

Lancio[modifica | modifica wikitesto]

Il lancio, previsto inizialmente per il 17 agosto 2011, è stato posticipato al 29 settembre a causa di un lancio fallito di un vettore Lunga Marcia 2C[3]. Il lancio, effettuato alle 13:16 UTC dal centro spaziale di Jiuquan, ha portato la Tiangong nell'orbita terrestre (LEO) e dopo 2 manovre di correzione orbitali, ha portato il laboratorio ad un apogeo di 362 km. Il 10 ottobre Tiangong ha trasmesso a Terra la prima foto scattata dal suo apparecchio fotografico di bordo.

Missioni pianificate[modifica | modifica wikitesto]

La Tiangong 1 è destinata ad ospitare, nel corso della sua vita, 3 navette Shenzhou, di cui 2 (Shenzhou 9 e Shenzhou 10) abitate, con un equipaggio formato da tre astronauti con il compito di effettuare test e vari esperimenti. La prima navetta è stata la Shenzhou 8, lanciata senza equipaggio il 1º novembre 2011; essa è servita per testare le capacità di aggancio nello spazio tra le 2 navicelle, rappresentando una prima assoluta nel campo spaziale cinese. Il primo equipaggio che ha abitato il laboratorio è stato lanciato con la Shenzhou 9 il 16 giugno 2012 ed è rimasto in orbita per 13 giorni, di cui 6 sul laboratorio, ed un anno dopo l'equipaggio della Shenzhou 10 ha abitato il laboratorio per 11 giorni.

Missione Data di lancio Data di atterraggio Equipaggio Permanenza sul laboratorio
Shenzhou 8 31 ottobre 2011 17 novembre 2011 Senza equipaggio
Shenzhou 9 16 giugno 2012 29 giugno 2012 Jing Haipeng - Liu Wang - Liu Yang 6 giorni e 17 ore
Shenzhou 10 11 giugno 2013 26 giugno 2013 Nie Haisheng - Zhang Xiaoguang - Wang Yaping 11 giorni e 18 ore
Totale 6 astronauti 18 giorni e 11 ore


Interruzione delle comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

A fine marzo 2016, l'Agenzia spaziale cinese ha comunicato di non ricevere più i dati di telemetria del laboratorio dal giorno 21. Ciò implica che il programmato rientro controllato in atmosfera, con distruzione sicura nelle acque dell'Oceano Pacifico, non sarà probabilmente possibile. Pertanto l'esito finale della missione è al momento (settembre 2016) impredicibile.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ China outlines space station plan
  2. ^ China to put Tiangong-1 into space next year
  3. ^ [1]
  4. ^ (EN) Has Tiangong 1 gone rogue, spacedaily.com, 30 marzo 2016. URL consultato il 4 aprile 2016.

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