Temporary management

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Per Temporary management si intende l'affidamento della gestione di un'impresa o di una sua parte a manager altamente preparati e motivati, al fine di garantire continuità all'organizzazione, accrescendone le competenze manageriali già esistenti, e risolvendone al contempo alcuni momenti critici, sia negativi (tagli, riassestamento economico e finanziario) che positivi (crescita, sviluppo di nuovi business). Per il successo di un intervento è fondamentale che al temporary manager vengano fornite tutte le opportune leve (soprattutto poteri e deleghe, laddove necessario). Il Temporary Management rappresenta di fatto terza via, accanto alla consulenza e alla dirigenza tradizionale, attraverso la quale l'azienda può dotarsi di risorse finalizzate a migliorare performance e capacità di gestione. Molto spesso, per accelerare la presa di contatto con il problema e il disegno della soluzione, i manager cui si fa ricorso sono in genere sovradimensionati rispetto all'incarico.[1]

La definizione, proveniente dal libro di Maurizio Quarta citato in nota, è ormai da anni quella più comunemente riportata nella stampa economica e nella letteratura manageriale: in grassetto vengono evidenziate le caratteristiche principali di uno strumento sempre più utilizzato e conosciuto anche in Italia.

L'attività di gestione temporanea d'impresa nacque in Italia nel 1987 ad opera di Albino Collini della società TIM s.r.l. di Milano. Subito dopo, all'inizio del 1989, nacque Contract Manager s.r.l.di Milano ad opera di Angelo Vergani. Queste due società sono state pioniere in Italia e hanno dato origine ad un nuovo settore e ad una nuova professione. Una professione che ha dato lavoro a migliaia di manager.Tuttora, dopo quasi 30 anni di attività Contract Manager s.r.l. è un riferimento nel settore del temporary management in Italia e in Europa.

È del 1991 il primo testo sul temporary management: "CONTRACT MANAGER: Direttore Generale Affittasi" a cura di Angelo Vergani (Presidente di CONTRACT MANAGER s.r.l. Milano), Franco Angeli. Nel 1997 sempre per Franco Angeli uscì un altro testo sull'argomento: "Manager in affitto, per risolvere problemi di cambiamento, crisi, sviluppo e successione" con contributi di Franco D'Egidio, Gianmario Molteni, Giorgio Treglia e Angelo Vergani.

La prima grossa indagine sul temporary management in Italia viene guidata, nel 1994, da Maurizio Quarta, oggi Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors, in partnership con L'Impresa e Coopers& Lybrand, mentre le elaborazioni statistiche sono a cura di Luca Molteni della SDA Bocconi. Vengono intervistati 257 manager e 100 aziende, oltre ad una quindicina di temporary manager (questi ultimi a cura di Angelo Vergani). La sintesi viene pubblicata su L'Impresa a cura di Maurizio Quarta.

Nel 2001 Maurizio Quarta, Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors, pubblica per Franco Angeli il volume: Temporary Management - Ascoltiamo l'Europa, in cui mette a confronto, attraverso i contributi di esperti di diversi paesi (Francia, Germania, Olanda, Inghilterra), i differenti approcci utilizzati, dando voce sia alle società di temporary management sia alle associazioni di temporary manager.

Nel 2010 Maurizio Quarta pubblica per Franco Angeli "Soluzione Temporary Management", che si pregia dell'introduzione di Vincenzo Boccia di Confindustria.

Nel 2011 Gianandrea Oberegelsbacher pubblica per IPSOA "Temporary Manager", con l'introduzione di Maurizio Quarta.

Da questi testi e dall'esperienza successiva si può sintetizzare che l'attività di temporary management, definita in Europa interim management, consiste nell'intervento di manager esterni all'organizzazione per periodi di tempo definiti, al fine di risolvere problemi gravi e contingenti. Il temporary management va a soddisfare due specifiche esigenze aziendali: coprire un vuoto temporaneo nell'organizzazione; gestire un cambiamento.

Ma perché le organizzazioni devono chiamare un temporary management esterno? Semplicemente perché all'interno non hanno una risorsa adeguata, oppure perché nessuno all'interno dell'organizzazione è bene che si cimenti col problema individuato.

Il temporary manager è una risorsa senior in termini di professionalità e di esperienza. Un manager che abbia lavorato con successo e per molti anni in aziende dalle dimensioni diverse, maturando una notevole professionalità unita ad una elevata flessibilità e adattabilità alle diverse situazioni aziendali.

Qual è la durata tipica di un intervento di temporary management? I progetti brevi hanno una durata compresa tra i 9 e i 12 mesi; i progetti "lunghi " (dai 18 mesi in su), mentre molti progetti arrivano ai 18-36 mese trattasi di interventi di ristrutturazione e rilancio. Gli ambiti di intervento possono variare dalla Direzione Generale alla Direzione Amministrazione,Finanza e Controllo; dalla Produzione alla Logistica e agli Acquisti; dal Marketing alle Vendite; dalle Risorse Umane all'Information Technology, al Project Management.

Il rapporto contrattuale può essere diretto con il manager free lance oppure attraverso una società specializzata di temporary management.

Per quanto riguarda il mondo dell'associazionismo legato ai temi del temporary management, sono presenti da diversi anni a livello nazionale (in ordine rigorosamente alfabetico): Atema, il Chapter italiano di IIM - Institute of Interim Management (UK) e Leading Network. Quest'ultima, nata come realtà locale concentrata nel Triveneto, si è allargata in epoca recente sul territorio nazionale e, con le ultime modifiche al proprio statuto, si configura e si presenta oggi come Associazione Italiana dei Temporary Manager (la prima in Italia), con sedi operative a Verona, Milano, Roma e Reggio Emilia. L'appartenenza all'associazione è legata ad un percorso di assessment obbligatorio per tutti i facenti richiesta, siano essi manager già attivi come temporary o manager aspiranti tali, ma con le opportune caratteristiche professionali. L'aggiornamento professionale continuo è curato da Leading Business School.

Sugli aspetti formativi e informativi si concentra anche l'attività del Chapter di IIM, primo esempio di collaborazione internazionale sul teme, che realizza un intenso programma di aggiornamento e formazione (tutta gratuita) dedicata ai manager e alle aziende: vengono realizzati workshop su temi di specifica rilevanza (leadership, coaching, rapporti con il Private Equity, gestione di progetti nelle PMI, gestione di turnaround, applicabilità della nuova legge fallimentare) e convegni ad ampio respiro in collaborazione con associazioni manageriali (es. GIDP, ANDAF, AMIP, ALUB Bocconi, AIDP) ed entità associative di matrice imprenditoriale (es. Assolombarda e altre territoriali di Confindustria - es. Ancona, Brescia, Palermo) e accademica, oltre che interventi in percorsi formativi strutturati (es. Master in PE di Borsa ItalianaMIP, Master Europeo del Lavoro – Prof. Ichino, Master HR del Sole 24 Ore).

In ambito legislativo, esistono diversi provvedimenti a livello locale/regionale, oltre ad un disegno di legge nazionale bipartisan mirato a favorire incentivi di natura fiscale per le PMI che utilizzino lo strumento del temporary management.

Secondo un'indagine di GIDP, associazione dei Direttori Risorse Umane, le tre società oggi più note in Italia sono, in ordine alfabetico: Contract Manager s.r.l., EIM. Temporary Management & Capital Advisors.

Ultima novità in libreria: nella collana Quaderni AIFI (pubblicata da EGEA) è uscito "La gestione straordinaria delle situazioni di crisi d'impresa", di Roberto Chiodelli, Marco Fumagalli, Vittoria Perazzo e Maurizio Quarta, con la prefazione di Alessandro Danovi.

Nel 2015, per fare il punto sulla situazione del temporary management in Europa, Contract Manager s.r.l. Milano e TMG (Transition Management Group con sede a Zurigo) ha deciso di lanciare una ricerca in Austria, Germania, Italia, Francia, Spagna e Svizzera. La ricerca è stata condotta intervistando un numero significativo di manager che operano su base temporary (circa 2000). La ricerca è stata svolta contemporaneamente nei vari paesi nel periodo compreso tra luglio e settembre 2014. Si tratta di una ricerca unica nel suo genere che offre un quadro completo su un'attività che si è sviluppata moltissimo in Europa in questi ultimi cinque anni.

Particolarmente interessante per il nostro mercato sono i risultati comparativi dei dati emersi dalla ricerca condotta in Italia rispetto al quadro europeo. La ricerca in Italia è stata condotta da Contract Manager s.r.l.

L'attività di temporary management in Italia è condotta da manager con elevata seniority. Infatti, l'82% dei manager italiani ha più di 50 anni rispetto al 58% del dato europeo. Per svolgere quest'attività ci vuole esperienza, dunque sono necessari i "capelli grigi". Le aziende che hanno utilizzato temporary manager sono prevalentemente di piccola (fatturato fino a 10 Mil. €) e media dimensione (fatturato compreso tra 10 e 50 Mil. €): 63% in Italia contro il 45% in Europa. I gruppi multinazionali e le consociate di gruppi multinazionali rappresentano il 10% in Italia e il 27% in Europa. L'attività di temporary management è svolta prevalentemente per l'industria, 70% in Italia contro il 58% in Europa. I servizi pesano soltanto il 23% in Italia e il 33% in Europa. Il 48% dei temporary manager ha avuto incarichi superiori ai 12 mesi in Italia, contro il 34% dell'Europa. In Italia solo il 21% dei manager ha avuto incarichi compresi tra 1 mese e 6 mesi, contro il 30% in Europa. L'attività è considerata dal 78% dei manager italiani stimolante, contro un valore europeo dell'84%. Evidentemente, in Italia le situazioni da gestire sono più complicate e spesso più difficili da risolvere rispetto a quelle degli altri paesi europei. Rimane comunque un livello di soddisfazione molto elevato.

Angelo Vergani, Amministratore Unico di Contract Manager, afferma che "quanto è emerso lascia ampi spazi di manovra per lo sviluppo del temporary management sia in Italia che all'estero. Sempre maggiore sarà l'importanza delle aziende specializzate, nonostante la centralità che, in Italia, ancora rivestono i contatti personali. Le aziende hanno bisogno di professionalità e di specializzazione. È sempre più difficile individuare le risorse giuste in tempi rapidi".

A fine 2015 è stata realizzata una nuova indagine nel mondo aziendale. L'indagine, promossa da Leading Network, in collaborazione con IIM – Institute of Interim Management Italy, è stata guidata da Maurizio Quarta, Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors. Partner istituzionali sono GIDP e Manageritalia, mentre L'Impresa è il partner editoriale.

Ad oggi si tratta della più grossa e significativa ricerca sul tema in Italia.le aziende rispondenti sono state 364, i Direttori HR che hanno risposto al questionario sono stati 125 mentre il 68% del campione è rappresentato da PMI. L'indagine completa è stata pubblicata su L'Impresa del Sole 24 Ore. Una sintesi è disponibile su HR On Line, rivista di AIDP al link http://www.aidp.it/hronline/2015/12/20/temporary-management-in-crescita-lo-rileva-una-recente-indagine-tra-le-aziende.php

Nel 2016 per analizzare il punto di vista delle aziende fruitrici del servizio di temporary management Contract Manager s.r.l. Milano e TMG (Transition Management Group con sede a Zurigo) ha deciso di lanciare una'altra ricerca ricerca in Austria, Francia, Germania, Francia, Italia, Spagna e Svizzera. La ricerca in Italia è stata portata a termine da Contract Manager s.r.l. intervistando un numero significativo di imprenditori e manager che hanno utilizzato o che conoscono il servizio di temporary management. Si tratta di una ricerca unica nel suo genere che offre una panoramica sul servizio di temporary management visto dai clienti.

Particolarmente interessante per il nostro mercato sono i risultati comparativi dei dati emersi dalla ricerca condotta in Italia rispetto al quadro europeo.

" Il temporary management è molto conosciuto in Italia. 97% contro il 72% del dato Europeo. " Il 60% delle aziende intervistate ha utilizzato il temporary management. " Per le aziende italiane lo sviluppo commerciale e l'ingresso in nuovi mercati sono i temi più caldi (50%), meno per le aziende degli altri paesi (27%). I problemi finanziari sono l'altra grande area critica: 29% in Italia e 18% in Europa. " I temporary manager sono stati individuati grazie a società specializzate nel temporary management: 57% in Italia contro 67% in Europa. " Il grado di soddisfazione delle aziende che hanno utilizzato il temporary management è molto alto, 67% in Italia e 69% in Europa. " In Europa gli interventi sono più brevi rispetto all'Italia. Gli interventi sotto i 12 mesi sono l'80% in Europa contro il 63% in Italia. " Gli interventi con durate superiori ai 18 mesi sono il 24% in Italia e solo l'8% in Europa. " Le aree di intervento più richieste sono state per l'Italia la Direzione Generale con il 24% e l'Amministrazione Finanza e Controllo con il 19% e le vendite con il 19%. In Europa prevale il project management con il 23%. " Il temporary management in Italia è servito ad affrontare urgenze, tanto è vero che il 70% dei casi al termine dell'intervento si è proceduto con risorse manageriale interne. " Per il futuro si prevede un utilizzo del temporary management per progetti di internazionalizzazione (21%). " In Italia si preferisce mandare all'estero un manager italiano, 25% contro il 6% dell'Europa. " Costi alti (32%) ed esperienze negative (18%) sono le principali barriere allo sviluppo. " L'evoluzione prevista è di sviluppo per il 73% delle aziende intervistate con il 64% delle aziende europee. " Oltre il 50% degli imprenditori italiani consiglierebbe il temporary management.

Angelo VerganPresidente di Contract Manager s.r.l. Milano, afferma che " la ricerca ha evidenziato una precisa funzione del temporary management nel panorama dei servizi di management alle imprese. Il temporary serve per affrontare problemi urgenti e complessi. Il grado di soddisfazione è piuttosto elevato e interessanti sembrano essere le prospettive per gli interventi di temporary management a livello internazionale".

A ottobre 2016 è stata presentata l'indagine internazionale sui temporary manager condotta dal gruppo SMW - Senior Management Worldwide, operante in 18 paesi nel mondo, dagli USA, ai paesi Europeri, passando per Turchia, India e Cina fino ad arrivare in Australia, rappresentato in Italia da Maurizio Quarta, Presidente del gruppo e uno dei quattro fondatori originari.

L'indagine ha interessato una popolazione di oltre 13.000 manager in 12 paesi (Austria, Germania, Belgio, Svizzera, UK, Danimarca, Svezia, Polonia, Ungheria, Francia, Cina e ovviamente Italia) con lo scopo di chiarire chi sono i TManager e che cosa fanno. Il totale dei manager rispondenti è stato di 1.243; l’Italia ha contribuito con 152 risposte su un totale di circa 800 manager contattati (una delle redemption in assoluto più alte). La sintesi è reperibile su Hr On Line di AIDP al link http://www.aidp.it/hronline/2016/11/18/temporary-manager-ai-raggi-x--italiani-e-europei-a-confronto.php, mentre l'indagine completa è stata pubblicata sul numero de L'Impresa di dicembre 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: "Temporary Management - Ascoltiamo l'Europa" di Maurizio Quarta (Temporary Management & Capital Advisors)- Franco Angeli. Maurizio Quarta