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Teide 1

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Teide 1
Relative star sizes.svg
Classificazione nana bruna
Classe spettrale M8
Distanza dal Sole 380 anni luce
Costellazione Toro
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta 3h 47m 18,0s
Declinazione 24° 22′ 31″
Dati fisici
Diametro medio 305 800 km
Raggio medio 0,22 R
Massa
0,052 M
Temperatura
superficiale
2200 K (media)
Luminosità
~1 x 10-3 L
Età stimata ~1,2 × 108 anni
Dati osservativi
Magnitudine app. +17,76
Moto proprio AR: 20 mas/anno
Dec: -40 mas/anno[1]
Nomenclature alternative
TPL J034718+2422.5

Coordinate: Carta celeste 03h 47m 18s, +24° 22′ 31″

Teide 1 è una stella, posta a circa 400 AL nell'ammasso delle Pleiadi; fu la prima stella in assoluto ad essere ufficialmente classificata, nel 1995, come nana bruna,[2] sebbene non fu la prima ad essere scoperta, in quanto, pur non riconoscendone l'esatta natura, LP 944-020 venne individuata già nel 1975.[3]

La sua massa, 55 MJ ovvero 0,052 M, pone Teide 1 sopra il limite convenzionalmente adottato per la massa dei pianeti (13 MJ), ma sotto quello per la massa di una nana rossa (0,08M). Il suo raggio è il doppio di quello di Giove ossia un quinto di quello del Sole. Ha una temperatura superficiale di 2.200 K, ovvero meno di metà di quella del Sole. Ha una luminosità pari ad un millesimo di quella del Sole. L'età della stella è stimata essere 120 milioni di anni, contro i 4,5 miliardi stimati per il Sole.

La temperatura della stella è sufficiente a sostenere la fusione del litio ma non per la fusione dell'idrogeno, che è invece tipica di stelle maggiori.[4]

Si ritiene che in un miliardo di anni la sua temperatura scenderà ad appena[5] 1.700 K. Questo fattore, come la scarsa energia irradiata ora, rende estremamente improbabile che si possa sviluppare qualche forma di vita su un eventuale pianeta che orbitasse attorno a Teide 1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) G. Bihain, R. Rebolo, V. J. S. Béjar, J. A. Caballero, C. A. L. Bailer-Jones, R. Mundt, Proper Motion L Brown Dwars in the Pleiades Cluster (PDF), in Astronomische Nachrichten, vol. 326, nº 10, dicembre 2005, pp. 1057 - 1058, DOI:10.1002/asna.200510473. URL consultato il 20 luglio 2009.
  2. ^ (EN) R. Rebolo, M. R. Zapatero Osorio, E. L. Martín, Discovery of a brown dwarf in the Pleiades star cluster (PDF), in Nature, vol. 377, settembre 1995, pp. 129–131, DOI:10.1038/377129a0. URL consultato il 20 luglio 2009.
  3. ^ (EN) A brief overview on brown dwarfs, su iac.es. URL consultato il 20 luglio 2009.
  4. ^ (EN) R. Rebolo, M. R. Zapatero Osorio, E. L. Martín, G. Basri, G. W. Marcy, Brown Dwarfs in the Pleiades Cluster Confirmed by the Lithium Test, in The Astrophysical Journal, vol. 469, settembre 1996, pp. L53-L56, DOI:10.1086/310263. URL consultato il 20 luglio 2009.
  5. ^ Per confronto si noti che un becco Bunsen da laboratorio può raggiungere i 1.870 K.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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