Tasso del conte Pucci

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Tasso del Conte Pucci
Parco del Monte Subasio
Tasso-del-Conte-Pucci-(Assisi).jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneUmbria Umbria
LocalitàAssisi
IndirizzoVia Borgo Aretino
Coordinate43°04′06.91″N 12°37′04.38″E / 43.068587°N 12.617882°E43.068587; 12.617882Coordinate: 43°04′06.91″N 12°37′04.38″E / 43.068587°N 12.617882°E43.068587; 12.617882
Caratteristiche
SpecieTaxus baccata L.
Altezzam
Perimetro troncom
Diametro chiomam
Mappa di localizzazione

Il tasso del conte Pucci, o di Via Borgo Aretino, è un albero monumentale[1][2] sempreverde all’interno del centro storico di Assisi compreso nell'area del Parco del Monte Subasio. Il grande esemplare, per chi proviene in città da sud-est entrando dalla Porta Nuova (XIV sec.) in Largo Properzio, si trova poco prima dell’Arco di Santa Chiara (XII sec.), in un giardino sopraelevato rispetto a via Borgo Aretino, storica proprietà annessa alla residenza dei conti Pucci, da cui l’appellativo con cui è localmente conosciuto.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il sito in cui vegeta è a 420 m sul livello del mare., il tronco ha una circonferenza di 4,50 m, l’altezza è di 12,5 m e la chioma ha un diametro di 4,50 m. Le misure indicate, quanto a tronco e chioma sono da considerarsi relative, perché l’esemplare si presenta come composizione di molteplici polloni basali che si sono sviluppati a spese della pianta madre, ragion per cui la misurazione canonica risulta poco significativa, pur essendo la dimensione della circonferenza una delle caratteristiche riconosciute per la selezione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

La Regione Umbria lo ha inserito nell’Elenco degli alberi di rilevante e peculiare interesse della regione Umbria[3], con conseguente registrazione da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell’Elenco degli alberi monumentali d'Italia[4][5] per tre requisiti di pregio: età e dimensioni, forma e portamento e valenza paesaggistica[6][7][8][9].

Il luogo è a pochi passi dall’Arco di Santa Chiara, chiamato anche con il nome di Portella dei Pucci, per la prossimità della stessa alla casa della nobile famiglia[10]. Alcune immagini risalenti al primo Novecento documentano le dimensioni della pianta, già allora significative. Superato l’Arco di Santa Chiara, si incontra la basilica omonima, consacrata nel 1265. Si erge sulla piazza che porta lo stesso nome e dal cui belvedere, orlato da numerosi tigli piantati agli inizi del XX secolo, si gode di una spettacolare vista sulla valle umbra[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli alberi monumentali sono tutelati ai sensi dell’art. 136, comma 1, punto a) del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio Dlgs 22 gennaio 2004, n.42, su normattiva.it.
  2. ^ La definizione di “albero monumentale” è fornita dall’art. 7 della Legge 14 gennaio 2013, n. 10, Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, su normattiva.it.
  3. ^ Legge regionale 19 novembre 2001, n. 28, art. 12, comma 4, Testo unico regionale per le foreste, su Banca dati leggi e regolamenti della Regione Umbria.
  4. ^ Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Decreto 23 ottobre 2014, Istituzione dell'elenco degli alberi monumentali d'Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento, su gazzettaufficiale.it.
  5. ^ Elenco degli alberi monumentali d’Italia, su politicheagricole.it.
  6. ^ Guida alla valutazione del carattere di monumentalità, su politicheagricole.it.
  7. ^ Con decreto dipartimentale n. 1104 del 31 marzo 2020, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha approvato le Linee guida per gli interventi di cura e salvaguardia degli alberi monumentali, su politicheagricole.it.
  8. ^ Nel 2019 è stata emessa la prima sentenza di condanna per omessa cura di un albero monumentale, decisione nel suo genere definita storica. Il caso si riferisce alla Quercia delle Checche in Val d’Orcia (Toscana), il primo monumento verde d’Italia riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali per i suoi valori botanico, paesaggistico, storico, culturale e religioso. Michele Anzaldi, La Quercia delle Checche andava salvata, ora lo dice anche il Tribunale di Siena, su huffingtonpost.it, 25 maggio 2019.
  9. ^ Ogni 21 novembre ricorre la Giornata degli Alberi, istituita nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L’obiettivo è «perseguire, attraverso la valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l'attuazione del protocollo di Kyoto, ratificato ai sensi della legge 1º giugno 2002, n. 120, e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell'aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all'albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani». L. 14 gennaio 2013, n. 10, su normattiva.it.
  10. ^ I conti Pucci della Genga, su Sistema archivistico nazionale.
  11. ^ Tasso – Assisi, Via Borgo Aretino, su montagneaperte.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pier Maurizio Della Porta e Ezio Genovesi, Guide to Assisi, history and art, Assisi, Editrice Minerva, 2005, ISBN 88-87021-74-0.
  • Alvaro Paggi e Tiziana Ravagli, Patriarchi verdi. Itinerari in Valle Umbra, a cura di Danilo Rapastella, Spoleto, Comunità Montana Monti Martani, 2015, ISBN 978-88-905122-7-8.
  • Enrico Sciamanna, Assisi e le sue difese. Le otto porte della terza cinta, Lions Club Assisi, 2016.
  • Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Laura Canini e Angela Farina (a cura di), Alberi monumentali d’Italia, Roma, Rodorigo Editore, 2018, ISBN 978-88-99544-34-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]