Tadeusz Kotarbiński

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Tadeusz Kotarbiński

Tadeusz Kotarbiński (Varsavia, 31 marzo 1886Varsavia, 3 ottobre 1981) è stato un filosofo e logico polacco. Tra i più longevi autori di filosofia[1] è ritenuto il creatore della prasseologia[2][3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente ad una famiglia culturalmente elevata (il padre Milosz era compositore e pittore, la madre una pianista di talento, lo zio paterno un importante protagonista del teatro polacco) dopo un iniziale interesse per la matematica, la fisica e l'architettura, decise di studiare filosofia e psicologia a Leopoli dove si laureò nel 1912 sotto la guida di Kazimierz Twardowski con una tesi su Herbert Spencer e John Stuart Mill.

Dal 1918 è stato insegnante di filosofia teoretica presso l'Università di Varsavia. Presidente dell'Accademia Polacca delle Scienze dal 1957 al 1962 è ritenuto uno dei principali filosofi della scuola polacca di logica di Leopoli-Varsavia. Il suo pensiero risente dunque della filosofia del suo maestro Twardowski, fondatore della scuola e del metodo razionalista di Franz Brentano.

Nella Polonia degli anni '30, in cui predominava un cattolicesimo dalle forti connotazioni nazionaliste, Kotarbiński si opponeva al rilievo clericale dato ai valori religiosi nell'insegnamento ed anche ad ogni discriminazione nei confronti degli ebrei. Questo atteggiamento gli valse l'affetto di Alfred Tarski, un filosofo e logico polacco d'origine ebraica. Avverso al nazionalismo polacco corse il rischio di una condanna a morte da una frazione clandestina della destra che lo aveva dichiarato nemico del popolo polacco.[4]

Dopo la seconda guerra mondiale il regime comunista polacco vedeva con sospetto ogni forma di pensiero che non corrispondesse alla dottrima marxista rimuovendo dall'insegnamento gli insegnanti della fenomenologia realista e ostacolando quelli come Kotarbiński critici del materialismo dialettico.[5]

Kotarbiński insieme ad altri accademici e filosofi polacchi, molti dei quali legati alla scuola di Leopoli-Varsavia e alla scuola di Poznań, tra cui Kazimierz Ajdukiewicz, Tadeusz Czeżowski, Leszek Kołakowski, Stanisław Ossowski, Adam Schaff, tentarono di sviluppare una specifica forma di marxismo polacco. Il loro tentativo di creare un ponte tra la storia polacca e l'ideologia marxista sovietica ebbe in parte successo, sebbene soffocato per la volontà da parte del regime di non rischiare le irritazioni sovietiche.

Nel dopoguerra continuò ad insegnare nella tradizione del neopositivismo filosofia e logica a Varsavia fino al pensionamento nel 1961.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Il punto di partenza del pensiero di Kotarbiński è la definizione della filosofia che egli ritiene vada ristretta alle scienze particolari di quegli argomenti che vengono tradizionalmente attribuiti a questa disciplina. La filosofia dunque, epurata da ciò che non le compete, va limitata all'etica e alla logica intesa come scienza del linguaggio e della metodologia scientifica.

Reismo e somatismo[modifica | modifica wikitesto]

Il cosiddetto concretismo di Kotarbiński, o reismo (termine da lui coniato che indica una concezione ontologica che unisce il nominalismo radicale al materialismo) lo porta a considerare come reali solo gli oggetti concreti le cui proprietà e le espressioni relative a queste hanno significato solo se tradotte come affermazioni relative agli stessi oggetti particolari.

«[...] non esistono proprietà, e se apparentemente parliamo di proprietà, in effetti parliamo di cose che sono un qualcosa; se le cose stanno così allora i cosiddetti nomi di proprietà non sono nomi di qualcosa, ma sono nomi fittizi...[6]»

Quindi «ogni oggetto è o corpo o spirito» e «ogni essere spirituale è corpo» per cui nell'ambito del reismo si deve considerare anche il somatismo:

«Il reismo in quanto tale non è ancora somatismo ma il somatismo è compreso nell'ambito del reismo come suo caso particolare. Ogni spirito è corpo -questa è la tesi del somatismo...Secondo il pansomatismo esistono solo corpi. L'intera realtà si compone solo di corpi. Lo spirito si identica con qualche parte di un individuo fisico. Quale che sia questa parte,la totalità del sistema nervoso oppure il cervello centrale o un suo determinato settore o qualche altra parte dell'organismo o infine l'organismo nel suo complesso - questo il somatismo in quanto tale non lo pregiudica.[7]»

Gli onomatoidi[modifica | modifica wikitesto]

Bisogna distinguere i nomi genuini, che corrispondono esattamente ai corpi da quelli fittizi o apparenti che Kotarbiński chiama onomatoidi gli pseudo nomi che danno l'impressione che dietro di essi si celino delle entità reali. Se noi diciamo «La partenza del treno è rimandata» di reale in questa espressione c'è solo il termine "treno" poiché il nome "partenza" è un onomatoide, non corrisponde a nessuna realtà precisa. Un nome vero è solo il nome di una cosa tutto il resto come nomi riferiti a "avvenimenti", "cambiamenti" sono solo metafore.[8].

La prasseologia[modifica | modifica wikitesto]

La percezione dell'oggetto, il fenomeno come si presenta al soggetto, non esiste in quanto è semplicemente una parte dell'oggetto stesso. Tutti i contenuti mentali riferiti agli altri possono essere ricondotti alle loro persone fisiche e al loro concreto modo di operare e noi possiamo capire i loro comportamenti solo attraverso l'imitazione del loro agire (imitazionismo).

L'agire stesso deve poi essere improntato a un metodo che porti a un efficace concreto risultato. È questa la prasseologia che egli così definisce:

«Non è la mancanza nell’animo di chi sta compiendo un’azione delle regole del ben operare che è determinante nel caso che la sua mente sia priva dei principi razionali della prasseologia ma la presenza nella sua mente di una dottrina non sufficientemente razionale, insufficientemente matura, difettosa. In breve non c’è che una soluzione: essere guidati da una buona o cattiva prasseologia e il motivo principale per mettere in pratica la prasseologia razionale è la necessità di difendersi dalla prasseologia non razionale che inopportunamente s’insinua nell’animo di colui che trascura di studiare minuziosamente i principi di un’azione che punta ad essere efficace[9]»

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Studia praktyczne (Studi pragmatistici, 1913);
  • Elementy teorji poznania, logiki formalnej, i metodologji nauk (Elementi di teoria della conoscenza, di logica formale e di metodologia delle scienze, 1929);
  • Kurs logiki dla prawników (Corso di logica per i giuristi, 1951; 6ª ed. 1963);
  • Traktat o dobrej robocie (Trattato sull'azione efficace, 1955; 3ª ed. 1965);
  • Wykłady z dziejów logiki (Lezioni di storia della logica, 1957);
  • Studia z zakresu filozofii (Studî di filosofia, 1970).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I filosofi più longevi
  2. ^ Secondo Nicola Abbagnano in Dizionario di Filosofia, ed. Utet
  3. ^ La prasseologia o prassiologia è la teoria che si occupa dell'agire umano (praxis) dal punto di vista della sua efficacia. Il termine prasseologia secondo altri storici della filosofia venne utilizzato per la prima volta da Alfred Espinas nel 1890 in Revue Philosophique. Attualmente viene riferito al lavoro dell'economista Ludwig von Mises e alla relativa Scuola austriaca.
  4. ^ Francesco Coniglione, Nel Segno Della Scienza: La Filosofia Polacca Del Novecento, ed. FrancoAngeli, 1996, p.130
  5. ^ Karol Wojtyla, Memoria e identità, Rizzoli, 2011
  6. ^ T. Kotarbiriski, Fazy rozwojowe konkretyzmus (Le fasi di sviluppo del concretismo) in Dziela Dwszystkie, p.196
  7. ^ T. Kotarbiriski, Zasadiniecze mysli pansomatyzmu (I concetti fondamentali del pansomatismo) in Dziela Dwszystkie, p.144
  8. ^ F. Coniglione, Op. cit, p. 135
  9. ^ T.Kotarbiński, Les origines de la praxéologie, PWN, Warszawa, 1962, p. 18

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