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Suleyman ibn Qutulmish

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Süleyman ibn Qutulmish, o Süleyman I (in arabo: سليمان بن قتلمش‎, Sulayman bin Qutulmish o Qutalmish; ... – 1086), fondò uno Stato indipendente selgiuchide in Anatolia e guidò il Sultanato selgiuchide di Rum dal 1077 fino alla sua morte nel 1086.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Süleyman era figlio di Qutulmish, che aveva combattuto senza successo contro suo cugino Alp Arslan contendendogli il trono dei Grandi Selgiuchidi. Quando Qutulmish morì nel 1064, Süleyman fuggì coi suoi tre fratelli sulle montagne del Tauro e lì trovò rifugio presso le tribù turcomanne che vivevano a cavallo delle frontiere dell'Impero bizantino. Alp Arslan reagì lanciando una serie di spedizioni punitive contro di loro. Dei quattro fratelli, Süleyman solo sopravvisse alle incursioni e fu in grado di consolidare la sua leadership fra i Turcomanni.[1]

Nel 1078, l'Imperatore bizantino Michele VII Dukas chiese l'aiuto di Süleyman contro Niceforo Botoniate, lo strategos del thema anatolico, che aveva conteso all'Imperatore il trono di Costantinopoli. Süleyman intercettò la piccola forza di Niceforo Botoniate tra Cotyaeum e Nicaea (oggi İznik), ma l'usurpatore persuase Süleyman a unirsi alla sua azione ribelle, offrendogli compensi maggiori di quelli promessigli da Michele VII.[2]Il tentativo di Niceforo d'impadronirsi del potere ebbe successo e, in cambio dell'aiuto garantito, i Turcomanni di Süleyman furono autorizzati a insediarsi nella parte anatolica che s'affacciava sul Bosforo, presso la stessa Costantinopoli: errore strategico dalle incalcolabili e drammatiche conseguenze per l'Impero.
Due anni dopo, Süleyman garantì il suo sostegno a un altro pretendente, Niceforo Melisseno.[3] Fu quest'ultimo Niceforo a spalancare le porte di Nicaea ai Turcomanni, consentendo a Süleyman di stabilirsi colà una sua base permanente.[4] Tutta la Bitinia fu presto sotto il controllo di Süleyman, una circostanza che gli permise di tagliare le comunicazioni fra la capitale bizantina e i suoi sudditi nell'Asia Minore.

Nel 1084, Süleyman abbandonò Nicaea, lasciandovi in sua vece il suo parente Abū l-Qāsim.

Süleyman ampliò il suo regno ma fu assassinato presso Antiochia nel 1086 da Tutush I, il signore selgiuchide di Siria. Il figlio di Süleyman, Kilij Arslan I, fu catturato e Malik Shah lo trasferì come ostaggio nella sua capitale di Isfahan. Non si sa se Tutush abbia ucciso Süleyman in segno di leale sottomissione a Malik Shah I o semplicemente per il suo proprio tornaconto personale.

Dopo la morte di Malik Shah I, Kilij Arslan I ristabilì il Sultanato di Rum.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claude Cahen, Pre-Ottoman Turkey: a general survey of the material and spiritual culture and history c. 1071-1330, trans. J. Jones-Williams (New York, Taplinger, 1968), pp. 73-4.
  2. ^ Speros Vryonis, The Decline of Medieval Hellenism in Asia Minor and the Process of Islamization from the Eleventh through the Fifteenth Century (University of California Press, 1971), pp. 112-3.
  3. ^ Georg Ostrogorsky, History of the Byzantine State, trad. Joan Hussey (Rutgers University Press, 1969), pp. 348-9.
  4. ^ Cahen, p. 75.
Predecessore Sultano di Rum Successore
1077 - 1086 Qilij Arslan I
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