Strada per Malga Campo da Drena

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Strada per Malga Campo da Drena
Tipo percorsonon asfaltato
NumeroMalga Campo bivio 623, Scaletta (bivio 666 B) [1]
Localizzazione
StatoItalia Italia
Catena montuosaMonte Stivo-Monte Bondone
MontagnaMonte Stivo
Percorso
InizioDrena
FineDrena
Lunghezza9.9 km
Altitudine max.1478 m s.l.m.
Dislivello976 m
Dettagli
Tempo totale2:50 h
Difficoltàmoderata
Mala Campo mappa.png
Malga Campo

[2]

https://www.sentres.com/it/sentieri-mountain-bike/da-arco-a-malga-campo

La Strada per Malga Campo da Drena si trova in Trentino e fa parte del percorso Alto Garda.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Prima Guerra Mondiale numerosi prigionieri di guerra venivano usati per trasportare tonnellate di materiale e costruire funicolari e postazioni dal Passo dello Stelvio alle Dolomiti di Sesto, nella parte più orientale del Tirolo meridionale.

I prigionieri che vennero catturati dall'Impero Austro-Ungarico non solo venivano impiegati come manodopera nelle retrovie e come lavoratori alle dipendenze di contadini privati, ma molti erano internati in campi di concentramento. Lì le condizioni erano pessime e non era raro che interi contingenti venissero uccisi da malattie e febbri. Al di fuori dai campi i prigionieri venivano coinvolti in diversi progetti agricoli ed edilizi, da anni rimandati per difficoltà finanziarie e organizzative. Più nello specifico i prigionieri erano divisi in due gruppi principali: i contingenti mobili, ossia i reparti di lavoratori, che erano assegnati ai lavori agricoli e forestali, e i contingenti stabili, che erano coinvolti in cantieri pubblici, in attività industriali e commerciali.

A partire dal 1915, i prigionieri di guerra serbi e russi che costituivano ulteriori bocche da sfamare. Molti di loro, specialmente i russi, erano stati contadini, e vennero perciò integrati nei lavori agricoli. Vennero anche mandati a colmare la carenza di manodopera nelle retrovie e venivano usati anche nei cantieri, nelle fabbriche, sui fiumi e talvolta per sostituire gli uomini impegnati sul fronte.[3]

Un documento datato 23 marzo 1916 segnala che sulla strada Cavedine-Drena-Dro erano presenti circa 200 prigionieri russi che lavorano sotto le direzioni degli ufficiali austriaci. Fra i lavori realizzati, oltre alla Malga Campo da Drena, c’è anche una nuova comunicazione ferroviaria Padergnone-Cavedine-Drena-Dro.

Successivamente alla costruzione della strada, sono emerse diverse testimonianze che mettono in luce il suo scopo. Dagli appunti di [4] Don Evaristo Bolognani [5], maestro di Vigo Cavedine nato nel 1903, possiamo cogliere una delle funzioni:

«Ai Masi di Drena c’era un folto gruppo di prigionieri russi che lavoravano per fare una strada per Malga Campo e saliva su fino allo Stivo per poter portare i cannoni fino lassù e sparare contro gli italiani giù in Valle di Loppio e sul Monte Baldo. Un giorno furono sparati colpi di cannone da parte degli italiano e le bombe arrivarono fino quasi a Malga Campo.»

Tornante dei Russi[modifica | modifica wikitesto]

La strada presenta diversi tornanti che sono tutt'oggi contrassegnati da una pietra che porta il nome assegnatogli e alcune caratteristiche che lo contraddistinguono. Uno fra i più significativi è il Tornante dei Russi che, come suggerisce il nome stesso, è stato costruito dai prigionieri russi dell’esercito austro-ungarico durante la Prima guerra mondiale.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sentiero Malga Campo, su satarco.it. URL consultato il 6 maggio 2021.
  2. ^ Cartina Malga Campo, su google.it. URL consultato il 6 maggio 2021.
  3. ^ Walter Cattoni, Cavedine e la Grande Guerra, Cavedine, Gruppo alpini di Cavedine, 2014, p. 147.
  4. ^ Walter Cattoni, Cavedine e la Grande Guerra, Cavedine, Gruppo alpini di Cavedine, 2014, p. 92.
  5. ^ Don Evarista Bolognani, su giornaletrentino.it. URL consultato il 14 maggio 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Walter Cattoni, Cavedine e la Grande Guerra, Cavedine, Gruppo alpini di Cavedine, 2014.
  • Corinna Zangerl, Cosa videro quegli occhi! Uomini e donne in guerra 1913-1920, Mori, La Grafica, 2018.