Stile alpino

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Lo stile alpino (in inglese alpine style) è un particolare stile di ascensione alpinistica di una montagna che non fa uso di:

  • portatori d'alta quota
  • corde fisse
  • campi preinstallati.

Oltre il campo base tutto il materiale è trasportato dagli alpinisti stessi e quindi si deve trattare di un equipaggiamento particolarmente leggero. La salita viene inoltre effettuata in un unico tentativo, senza nel frattempo far ritorno al campo base lasciando la parete attrezzata.[1][2][3] Si tratta dunque di una modalità di ascesa particolarmente severa e impegnativa con più alto rischio necessitando anche di una preparazione psicofisica e tecnica maggiore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1895 Albert Frederick Mummery individuò lo sperone che oggi porta il suo nome del Nanga Parbat. Egli è ritenuto l'inventore di quello che sarebbe poi divenuto noto come lo stile alpino. Quello stesso anno Mummery trovò la morte insieme a due portatori gurkha proprio su quello sperone che poi gli sarà intitolato.

L'alpinista Hermann Buhl effettuò con Kurt Diemberger nel 1957 la prima ascensione del Broad Peak (8047 m s.l.m., nel Karakorum), diventando così il primo salitore di due 8000. Per motivi organizzativi, la spedizione si trovò senza portatori prima del campo base; Buhl reimpostò l'organizzazione, affrontando la salita come se si fosse trattato di un'ascensione nelle Alpi occidentali italiane, senza appoggi esterni, senza ossigeno supplementare e con attrezzatura relativamente leggera.

Questo stile venne definito dallo stesso Buhl "stile delle Alpi occidentali", da cui poi il nome "stile alpino".

Esponenti[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei più convinti sostenitori di questo modo di affrontare la montagna è Reinhold Messner, primo uomo nella storia ad aver scalato le quattordici maggiori vette al mondo (oltre gli ottomila metri di altezza).

Altri noti promulgatori di questo stile votato al rapporto stretto con la natura e alla rinuncia a una gran parte degli elementi tecnologici propri delle scalate estreme sono: il polacco Jerzy Kukuczka, lo svizzero Erhard Loretan, gli spagnoli Juanito Oiarzabal e Alberto Iñurrategi, gli statunitensi Edmond Viesturs e Steve House, il francese Pierre Allain, gli italiani Walter Bonatti, Riccardo Cassin, Daniele Nardi, Simone Moro e l'ucraino Vladislav Terzyul.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Glossary, pioletsdor.com. URL consultato il 29 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2013).
  2. ^ Doug Scott: oltre gli 8000 la "come alive zone", montagna.tv, 3 marzo 2010. URL consultato il 29 aprile 2013.
  3. ^ Gilberto Merlante, Alpinismo italiano nel mondo - Lo stile alpino, le solitarie, museomontagna.org. URL consultato il 29 aprile 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]