Jerzy Kukuczka

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Jerzy Kukuczka (a sinistra) sull'Everest nel 1980

Jerzy Kukuczka (Katowice, 24 marzo 1948Lhotse, 24 ottobre 1989) è stato un alpinista polacco, noto per le sue imprese d'alta quota.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 settembre 1987 è divenuto il secondo uomo, dopo Reinhold Messner, a scalare tutte le quattordici vette che superano gli 8000 metri sul livello del mare e quello ad aver compiuto l'impresa nell'arco di tempo più breve (otto anni, dal 1979 al 1987).

In vita non raggiunse un riconoscimento mediatico internazionale proporzionale alle imprese compiute, nonostante avesse compiuto l'ascesa di tutte le vette nella metà del tempo impiegato da Messner e in alcuni casi lungo vie di difficoltà maggiore o in inverno.

Kukuczka è stato il primo a scalare in invernale quattro ottomila: il Dhaulagiri e il Cho Oyu nel 1985, il Kanchenjunga nel 1986 e l'Annapurna nel 1987 di cui tre in prima assoluta (il Cho Oyu fu una ripetizione effettuata tre giorni dopo rispetto alla prima assoluta).

È morto tentando di scalare il versante sud del Lhotse in Nepal, il 24 ottobre 1989, a 8200 metri di altezza: una corda usata che aveva comprato in un mercato di Katmandu si è rotta di colpo durante l'ascesa.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Kukuczka è considerato uno dei migliori alpinisti di sempre. Nello scalare i quattordici ottomila ha aperto dieci nuove vie, e per quattro volte ha raggiunto la vetta in inverno.[1] Nel 1986 ha scalato il K2 aprendo, con Tadeusz Piotrowski, una nuova via sulla parete sud (detta anche "Via Polacca"), che risulta essere la più difficile poiché estremamente esposta alle valanghe e molto pericolosa, definita da Reinhold Messner una "via suicida".[2] Nessuno è riuscito a ripetere l'impresa.

Kukuczka ha scalato tutti gli ottomila usando l'ossigeno supplementare solo occasionalmente sull'Everest durante la prima ascensione del Pilastro Sud.[3]

In soli 8 anni, Kukuczka ha portato a termine le seguenti quindici spedizioni:

  1. 1979 - Lhotse - via normale
  2. 1980 - Everest - nuova via con Andrzej Czok[4]
  3. 1981 - Makalu - nuova via, in solitaria
  4. 1982 - Broad Peak - via normale, in stile alpino
  5. 1983 - Gasherbrum II - nuova via, in stile alpino
  6. 1983 - Gasherbrum I - nuova via, in stile alpino
  7. 1984 - Broad Peak - nuova via, in stile alpino
  8. 1985 - Dhaulagiri - prima ascesa invernale con Andrzej Czok[5]
  9. 1985 - Cho Oyu - invernale (come secondo team con Andrzej Heinrich), nuova via[6]
  10. 1985 - Nanga Parbat - nuova via
  11. 1986 - Kanchenjunga - prima ascesa invernale con Krzysztof Wielicki[7][8]
  12. 1986 - K2 - nuova via, in stile alpino
  13. 1986 - Manaslu - nuova via, in stile alpino
  14. 1987 - Annapurna - prima ascesa invernale con Artur Hajzer[9]
  15. 1987 - Shisha Pangma - nuova via, in stile alpino

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Daniel Starr, Golden Decade: The Birth of 8000m Winter Climbing, alpinist.com, 18 marzo 2011. URL consultato il 19 giugno 2013.
  2. ^ Trent’anni dopo, la sfida mai vista al K2, su LaStampa.it. URL consultato il 14 marzo 2017.
  3. ^ Kukuczka, Jerzy in "Enciclopedia dello Sport", su www.treccani.it. URL consultato il 14 marzo 2017.
  4. ^ Roberto Mantovani, Alpinismo in Himalaya, in Rivista della Montagna, nº 41, ottobre 1980, p. 171.
  5. ^ (EN) Adam Bilczewski, Dhaulagiri 1984-85, himalayanclub.org. URL consultato il 19 giugno 2013.
  6. ^ (EN) Andrzej Zawada, The first winter ascent of Cho Oyu (PDF), in Alpine Journal, 1988. URL consultato il 19 giugno 2013.
  7. ^ (EN) Andrzej Machnik, Kangchenjunga climbed in winter, himalayanclub.org. URL consultato il 19 giugno 2013.
  8. ^ (EN) Brian Hall, Area Notes - Nepal 1986 (PDF), in Alpine Journal, 1987, p. 203. URL consultato il 19 giugno 2013.
  9. ^ (EN) John Porter, Nepal 1987 (PDF), in Alpine Journal, 1988, p. 242. URL consultato il 19 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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