Stemma di Monza

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Stemma attuale di Monza

Lo stemma della città di Monza è costituito da uno scudo sannitico di colore azzurro al cui interno sono rappresentate (non fedelmente) la Corona Ferrea e la Croce di Berengario. Lo scudo è contornato da una fascia d'argento con la scritta latina Est sedes Italiæ Regni Modœtia magni (Monza è la sede del grande regno d'Italia). Lo scudo è contornato da rami d'ulivo e di quercia legati da un nastro rosso ed è timbrato da una corona da città.

Blasonatura[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone della città

Lo stemma, approvato con D.C.G. del 29 maggio 1933, ha la seguente blasonatura:

«D'azzurro, alla corona ferrea sormontata da una croce greca, il tutto circondato da una fascia d'argento, con il motto: Est sedes Italiæ Regni Modœtia magni

La descrizione del gonfalone è la seguente:

«Drappo troncato di rosso e di bianco

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma medievale[modifica | modifica wikitesto]

Antico stemma del Comune di Monza
(XIII secolo)

L'antico stemma medievale del Comune di Monza è costituito da uno scudo celeste in cui è raffigurata una luna crescente rossa con un bianco semicerchio al mento. Lo stemma, con ogni probabilità, risale al XIII secolo.

Se ne trova una rappresentazione nella miniatura posta sul frontespizio del Codice degli Statuti del Comune tuttora conservato nella Biblioteca capitolare del Duomo di Monza. Anche una pittura trecentesca nella monzese Casa dei Decumani riproduce lo stemma comunale con la luna crescente rossa in campo bianco. Una copia scolpita ottocentesca è incastonata nel fastigio della cosiddetta Torre di Teodolinda.

Secondo l'interpretazione dello storico Bonincontro Morigia, che si richiama alla simbologia medievale, la luna è simbolo del potere imperiale, riflesso nel sole bianco che è riferito al potere papale.

Lo stemma attuale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma riportante il motto e la corona ferrea sarebbe stato concesso in origine quale sigillo, sempre secondo il Morigia,[1] da Ottone III, in occasione della sua incoronazione avvenuta a Monza nell'anno 996. Successivamente lo stemma venne riconosciuto, con un decreto del 6 maggio 1835, dall'imperatore Ferdinando I d'Austria e fu poi confermato, in forma quasi identica, da un decreto di re Vittorio Emanuele III del 1933.

Nel 2003 lo stemma è stato ridisegnato in modo che ne venisse usata una versione uniforme da parte di tutti gli uffici comunali.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Francesco Frisi, Memorie storiche di Monza e sua corte, Tipografia di Luca Corbetta, Monza, 1841
  • Paolo Cadorin, Luna Rubea, Vessillo di Monza. Storia e mito, Edizioni Cadorin Paolo, 2013

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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