Stazione di Piano Orizzontale dei Giovi

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Piano Orizzontale dei Giovi
stazione ferroviaria
Stazione di Piano Orizzontale dei Giovi.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàSerra Riccò
Coordinate44°31′51.17″N 8°55′09.05″E / 44.53088°N 8.91918°E44.53088; 8.91918Coordinate: 44°31′51.17″N 8°55′09.05″E / 44.53088°N 8.91918°E44.53088; 8.91918
LineeTorino–Genova
Caratteristiche
Tipofermata in superficie, passante
Stato attualein uso
Attivazione1853
Binari2

La stazione del Piano Orizzontale dei Giovi è una fermata ferroviaria posta nel comune di Serra Riccò.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto, che fungeva altresì da stazione telegrafica, fu ideato in considerazione della forte pendenza di progetto che caratterizzava la tratta Pontedecimo-Busalla, rispetto alla quale veniva a trovarsi circa a metà strada. Era infatti originariamente prevista in tale luogo l'installazione di un impianto a trazione funicolare che sarebbe stato alimentato grazie alle acque raccolte dalle sorgenti captate durante la realizzazione della lunga galleria dei Giovi, per il trasporto delle quali fu interessato l'acquedotto Nicolay. Tale progetto, perfezionato dall'ingegnere belga Henri Maus, non vide poi la luce grazie all'introduzione di locomotive ad aderenza naturale sufficientemente potenti, soprannominate "Mastodonti dei Giovi"[1].

L'inaugurazione avvenne nel 1853, contestualmente all'apertura della linea ferroviaria.

È nella lista delle stazioni impresenziate che vengono concesse in comodato d'uso gratuito a comuni o associazioni per il riutilizzo[2][3].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Situata sulla linea per Milano e Torino, la fermata si trova lungo la strada che porta al passo dei Giovi, in località Barriera. Serve prevalentemente il comune di Mignanego vista la posizione decentrata rispetto alla maggioranza della popolazione di Serra Riccò.

Fermata regionale dei treni, possiede fabbricato viaggiatori, sottopasso pedonale, due binari passanti e due banchine d'aspetto.

L'11 agosto 1898 vi avvenne un grave disastro ferroviario, con 12 vittime e decine di feriti[4].

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto è servito dai treni regionali cadenzati svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Liguria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corrado Bozzano, Roberto Pastore, Claudio Serra, Da Genova alla valle del Po, op. cit., p. 38.
  2. ^ Riutilizzo Patrimonio FS
  3. ^ Lista delle stazioni impresenziate
  4. ^ Maurizio Panconesi, Il fumo, l'antico spettro delle gallerie, su clamfer.it. URL consultato il 3 aprile 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Corrado Bozzano, Roberto Pastore, Claudio Serra, Da Genova alla valle del Po, Compagnia dei Librai, Genova, 2002. ISBN 88-86620-91-8

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]