Differenze tra le versioni di "Fontana del Tritone"

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Costruita interamente in [[travertino]], rappresenta un [[Tritone (mitologia)|Tritone]] – figura [[mitologia|mitologica]] legata all'acqua -, dal tronco possente e le gambe coperte di squame, inginocchiato su una grande conchiglia bivalve aperta, sorretta da quattro [[Delfino|delfini]], nell'atto di soffiare in una conchiglia, da cui zampilla l'acqua che, sgocciolando dalle scanalature della conchiglia, si raccoglie in un ampio cerchio (soggetto alle mutazioni del vento) in una vasca bassa (che consente dunque un'ampia visione dell'acqua e dell'insieme) dai contorni marcatamente mistilinei. I delfini hanno le bocche aperte a pelo d'acqua ed i corpi sollevati, con le code che si incrociano a formare una sorta di piedistallo su cui poggia la conchiglia. Tra le code sono sistemate le chiavi e lo stemma pontificio, con le api [[araldica|araldiche]] dei [[Barberini]].
 
Secondo la [[mitologia]], il [[Tritone (mitologia)|Tritone]] soffia in una conchiglia per agitare le onde e provocare una tempesta, oppure per ottenere un suono dolce in grado di calmare il mmare.
 
[[File:Nürnberg Tritonbrunnen Maxplatz.jpg|thumb|left|La copia della fontana del Tritone, a [[Norimberga]]]]
elAl di là della perfezione tecnica, dell'armonia compositiva e del gusto artistico, che fanno della fontana del Tritone una delle più belle e più visitate di Roma<ref>A [[Norimberga]], nella Maxplatz, esiste una copia della fontana del Tritone, anche se di valore artistico decisamente inferiore: la “''Tritonbrunnen''”. A [[Olomouc#Altri monumenti|Olomouc]], nella Repubblica ceca, esiste una fontana ispirata da quella di Bernini, in Piazza della Repubblica.</ref>, e pur riconoscendo che l'autore si è certamente ispirato a lavori anche di altri noti “fontanieri”, una caratteristica innovativa dell'opera, che il [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]] utilizzò per la prima volta, e poi sfruttò di nuovo in seguito con successo nonostante le molte critiche, fu la base cava del gruppo scultoreo principale. Contrariamente a quanto sempre realizzato fino ad allora, il gruppo centrale non poggiava infatti su un balaustro o un pilastro centrale, ma su una struttura (nello specifico, le code dei delfini) che lasciava un vuoto al centro.
 
Le colonnine e le inferriate che circondano la fontana, creando una stretta zona di rispetto, risalgono al [[XIX secolo]], quando la piazza iniziava ad essere soggetta ad un intenso traffico.
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