Sono innocente

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Sono innocente
Titolo originale You Only Live Once
Paese di produzione USA
Anno 1937
Durata 86 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1.37 : 1
Genere nero, poliziesco, drammatico
Regia Fritz Lang
Sceneggiatura C. Graham Baker Gene Towne
Produttore Walter Wanger
Fotografia Leon Shamroy
Montaggio Daniel Mandell
Musiche Louis Alter, Hugo Friedhofer, Alfred Newman, Raphael Penso
Scenografia Alexander Toluboff
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Sono innocente (You Only Live Once) è un film del 1937 diretto da Fritz Lang.


Trama[modifica | modifica sorgente]

Eddie Taylor è un ex-detenuto che è accusato ingiustamente di omicidio. Essendo alla quarta detenzione, per Taylor c'è la pena di morte. Durante la fuga dal carcere ad un passo dalla sedia elettrica, Taylor diventa un vero assassino, ed è costretto a fuggire con la moglie Joan Graham, che continua ad amarlo.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Lang, dopo le incomprensioni nate sul set di Furia, passa dalla MGM alla casa produttrice United Artists.

Soggetto[modifica | modifica sorgente]

Il film nasce da un soggetto di Gene Towne, vagamente ispirato alle vicende di Bonnie Parker e Clyde Barrow. Funge da tema conduttore la canzone A thousand Dreams of You.[1]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Fritz Lang è alla sua seconda prova in terra statunitense. Sono innocente è considerato uno dei primi film noir, e almeno 15 minuti di pellicola furono tagliati dal montaggio originale a causa della sua violenza senza precedenti.

Prima[modifica | modifica sorgente]

La prima del film si ebbe nel gennaio 1937, a New York. Sulla data ci sono contrasti: il 29 gennaio (Lotte H.Eisner, op. cit., 1978, pag. 353), il 27 gennaio (Bertetto-Eisenschitz, op. cit., 1993, pag.506), il 30 gennaio (Socci, op. cit., 1995, pag.142).

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

Ulteriori tagli furono apportati nell'edizione per le sale cinematografiche italiane. Nell'edizione in formato DVD queste scene sono reinserite e riconoscibili poiché non doppiate. I dialoghi, realizzati nell'Italia prebellica, appaiono pesantemente modificati rispetto all'originale.[2]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

La critica statunitense ha accolto il film in modo positivo. (Time e Newsweek).

Critica[modifica | modifica sorgente]

Gavin Lambert:

«Nel film ci sono soltanto tre personaggi: il protagonista respinto dalla società, la sua ragazza, la società stessa. Da questa arbitrarietà il film trae una straordinaria forza. [...] Dalla prima scena del rilascio di Eddie si crea un'atmosfera di cupo presagio e incombente malinconia, un mondo di terribile angoscia nel quale si confondono colpa e innocenza, calcolo e destino».[3]

Lotte H. Eisner:

«Sono innocente è il film più lirico di Lang, l'equivalente americano, si può dire, di Destino. L'uomo è intrappolato dal destino; la donna innamorata non può fermare il fato inesorabile, il suo intervento peggiora la situazione e alla fine lei perirà con lui».[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stefano Socci, Fritz Lang, p. 59.
  2. ^ Recensione di Marco Giusti del Manifesto 22/04/05 attraverso il sito mymovies.it
  3. ^ Gavin Lambert, Fritz Lang'America, in "Sight and Sound, estate 1955.
  4. ^ Lotte H. Eisner, Fritz Lang, p.152.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefano Socci, Fritz Lang, La nuova Italia, Il Castoro Cinema, Milano 1995. ISBN 978-88-8033-022-6
  • Peter Bogdanovich, Il cinema secondo Fritz Lang, traduzione di Massimo Armenzoni, Parma, Pratiche Editrice, 1988. ISBN 88-7380-109-9
  • Lotte H. Eisner, Fritz Lang, traduzione Margaret Kunzle e Graziella Controzzi ,Mazzotta, Milano 1978. ISBN 88-202-0237-9
  • Paolo Bertetto-Bernard Eisenschitz, Fritz Lang. La messa in scena, Lindau, Torino 1993 ISBN 88-7180-050-8

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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