Sisowath Sirik Matak

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sisowath Sirik Matak

Sisowath Sirik Matak (Phnom Penh, 22 gennaio 1914Phnom Penh, 21 aprile 1975) è stato un politico cambogiano. Era membro della famiglia reale cambogiana e cugino del sovrano della Cambogia Norodom Sihanouk.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1941, quando la Cambogia era ancora un protettorato francese, il principe Sirik Matak fu candidato al trono per la successione al re Sisowath Monivong, ma le autorità francesi gli preferirono il cugino Norodom Sihanouk, figlio di Norodom Suramarit (a propria volta cugino e genero del re defunto). Dopo la seconda guerra mondiale il principe si dedicò alla politica ed entrò a far parte del Partito del Rinnovamento Khmer, di orientamento conservatore e anticomunista, fondato dal gen. Lon Nol. Dopo l'indipendenza della Cambogia, Sirik Matak ricoprì più volte l'incarico di ministro, nel quadro di un equilibrio politico che non ne migliorò comunque i rapporti col cugino Sihanouk. Fra il 1962 e il 1967 fu ambasciatore prima in Cina e poi in Giappone, svolgendo così incarichi di notevole prestigio ma tali da trattenerlo lontano dalla Patria e dalle vicende di governo; Son Ngoc Thanh divenne, in quel periodo, il principale e quasi unico leader dell'opposizione anticomunista all'interno della Cambogia, organizzando le formazioni armate Khmer Serei per contrastare le infiltrazioni Viet Cong e la presenza Khmer Kraham, assurta alla ribalta internazionale con gli attacchi contro le forze governative operati nel 1967. Tornato definitivamente in patria, e riassunto il suo ruolo di esponente di primo piano dell'opposizione filo-occidentale e anti-comunista, pertanto ostile all'ambigua politica di Sihanouk, dopo il rovesciamento di costui Sirik Matak sarebbe diventato Vice Primo Ministro del governo di Lon Nol.

Nel marzo del 1970, mentre Sihanouk si trovava all'estero, Lon Nol e Sirik Matak organizzarono un colpo di Stato contro il sovrano, che portò alla proclamazione della Repubblica Khmer, che assunse posizioni filo-statunitensi. Cheng Heng divenne formalmente Capo dello Stato, Lon Nol assunse i poteri in carica per l'emergenza e Sirik Matak divenne Primo Ministro Delegato. Il colpo di Stato portò a una "escalation" della guerra civile cambogiana, in realtà già in corso per l'attività delle formazioni comuniste degli Khmer Kraham (c.d. Khmer "Rouge"), connessa alla presenza delle residue formazioni Viet Cong e delle truppe nord-vietnamite stanziate a ridosso del confine sud-vietnamita e nel tratto meridionale del c.d. "Sentiero di Ho Chi Minh". Nel 1972 Lon Nol divenne Presidente della Repubblica e Son Ngoc Thanh fu il nuovo Primo Ministro, ma Sirik Matak continuò a restare una figura influente, tanto che nell'aprile del 1973 fu chiamato a far parte dell'Alto Consiglio Politico insieme al presidente Lon Nol, all'ex capo dello stato Cheng Heng e al nuovo primo ministro In Tam. Nel 1974 Sirik Matak divenne membro del Consiglio Esecutivo composto da Lon Nol, dal nuovo primo ministro Long Boret e dal generale Sosthene Fernandez, capo delle Forze Armate.

Il 12 aprile 1975 a seguito dell'avanzata dei Khmer Kraham gli USA evacuarono l'ambasciata ed offrirono asilo politico agli alti esponenti della Repubblica Khmer, ma Sirik Matak e Long Boret, così come altri esponenti del Governo e il comandante della 15^ Brigata di Fanteria, responsabile della difesa di Phnom Penh, magg. Lon Non (fratello di Lon Nol), rifiutarono di partire, nonostante i loro nomi figurassero sulla lista dei "Sette traditori" condannati a morte dai Khmer Rossi[1]. Catturato dai Khmer Rossi, Sirik Matak venne portato al Circolo Sportivo di Phnom Penh e giustiziato sommariamente insieme a Long Boret.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Karl D. Jackson, Cambodia, 1975-1978:Rendezvous with death, Princeton University Press, 1992

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Chandler, A History of Cambodia, Westview Press, 2000
  • A. Dommen, The Indochinese Experience of the French and the Americans, Indiana University Press, 2001
Controllo di autorità VIAF: (EN1749042 · LCCN: (ENn97019441
biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie