Sinagoga El Ghriba

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Sinagoga El Ghriba
كنيس الغريبة
El Ghriba.jpg
Interno della sinagoga
StatoTunisia Tunisia
GovernatoratoGovernatorato di Médenine
Coordinate33°48′50″N 10°51′32″E / 33.813889°N 10.858889°E33.813889; 10.858889
ReligioneEbraismo ortodosso
Stile architettonicomoresco

La sinagoga El Ghriba (in arabo: كنيس الغريبة‎) è una sinagoga nell'isola di Gerba, in Tunisia, nel villaggio ebraico di Hara Seghira (oggi conosciuto come er-Riadh), situato ad alcuni chilometri da Houmt Souk.

La sinagoga è la più antica della Tunisia e oltre ad essere il centro della vita ebraica nell'isola è anche importante luogo di pellegrinaggio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Interno della sinagoga.

L'isola di Gerba ospita una comunità ebraica composta da circa un migliaio di anime e la sinagoga funge da centro della vita religiosa della comunità.[1] Secondo la leggenda, la costruzione della sinagoga risale alla fuga dei sacerdoti in seguito della distruzione del tempio di Salomone da parte dei babilonesi sotto Nabucodonosor II nell'anno 586 a.C. (o, in alternativa, in seguito alla distruzione del secondo tempio nel 70 d.C.). I sacerdoti portavano con loro una porta e una pietra del tempio distrutto. In epoca moderna, l'abbigliamento della locale comunità ebraica comprende una fascia nera attorno ai pantaloni, che ricorda la distruzione del tempio.[2]

Un'altra tradizione afferma che la sinagoga fu costruita in un luogo in cui viveva una ragazza (ghriba, ossia isolata). In seguito alla sua morte, il suo corpo non corrotto fu trovato dagli ebrei del villaggio vicino, e fu poi sepolto in una grotta che divenne il luogo di un pellegrinaggio annuale per il Lag Ba'omer.

Nel 1985, durante i festeggiamenti per la Simchat Torah, un poliziotto locale, responsabile della sicurezza della sinagoga, ha aperto fuoco sulla folla, uccidendo tre persone, tra cui un bambino, e ferendone 15. L'11 aprile 2002, un camion pieno di esplosivi fu fatto esplodere vicino alla sinagoga, uccidendo 21 persone, tra cui 14 turisti tedeschi, cinque cittadino tunisini e due cittadini francesi. Al-Qaeda rivendicò la responsabilità dell'attentato,[3] che fu scoperto essere stato ideato da Khalid Sheikh Mohammed e finanziato da un residente pakistano in Spagna.[4]

La sinagoga è gestita da un comitato di amministrazione indipendente istituito alla fine del XIX secolo, quando Gerba era sotto protettorato francese. Il comitato di amministrazione organizza il pellegrinaggio annuale e distribuisce le entrate agli anziani del villaggio.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Cortile della sinagoga.

La sinagoga fu ricostruita alla fine del XIX secolo sul sito del precedente edificio del VI secolo.

All'esterno, l'attuale sinagoga si presenta come un edificio modesto, mentre l'interno è riccamente decorato. Contrariamente alle altre sinagoghe di Gerba, El Ghriba è composta da due sale coperte. A seguito di numerosi ampliamenti strutturali, la prima delle due sale è stata realizzata mediante la copertura di un cortile precedentemente aperto, al fine di aumentare la capacità del numero di visitatori. All'ingresso, si ergono due colonne che dividono la stanza in tre aree. Questa sala è collegata alla sala principale da tre volte. Vi sono due colonne, che sostengono un alto lucernario composto da numerose finestre. Inizialmente vi erano dodici finestre nella sala, che rappresentavano le dodici tribù di Israele.

Durante i successivi lavori di ristrutturazione furono aggiunte ulteriori finestre. Anche il lato nord è stato modificato. La Teva si trova sotto il lucernario (sul lato occidentale della sala di preghiera). Si nota la mancanza di una terza colonna a est, probabilmente mai costruita; la tradizione locale vede questa mancanza come memoria della distruzione del tempio di Gerusalemme. La tradizione afferma inoltre che l'edificio rimane incompiuto, perché nulla, tranne la divinità, è perfetto. Le panche di legno sono situate intorno alla Teva. Le pareti interne sono decorate con piastrelle di ceramica con ornamenti blu, bianchi e marroni dipinti a mano. Una rientranza sotto l'arco sacro segna il punto in cui si suppone vi si trovasse il corpo della ragazza (ghriba).[5]

Il cortile interno è circondato da logge sostenute da colonne. I pellegrini possono alloggiare negli edifici adiacenti, di cui i più antichi furono costruiti alla fine del XIX secolo, mentre i più recenti risalgono ai primi anni '50.

Pellegrinaggio[modifica | modifica wikitesto]

Celebrazioni nel 2019.

Il pellegrinaggio si tiene annualmente in occasione del Lag Ba'omer. Il quattordicesimo giorno di Iyar, iniziano le celebrazioni, in ricordo del rabbino Meir Baal HaNess, e procedono fino al Lag Ba'omer nel diciottesimo giorno di Iyar, in ricordo del rabbino Simeon bar Yochai (localmente conosciuto come il rabbino Shimon).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Martin Gilbert, In Ishmael's House: A History of Jews in Muslim Lands, McClelland & Stewart, 2010, p. 345, ISBN 978-1-55199-342-3.
  2. ^ Ken Blady, Jewish Communities in Exotic Places, Rowman & Littlefield, 2000, p. 338, ISBN 978-0-7657-6112-5.
  3. ^ Tunisian bomb attack trial opens, BBC.
  4. ^ Fernando Reinares, Al-Qaeda's Revenge: The 2004 Madrid Train Bombings, Columbia University Press, 2016, p. 88, ISBN 978-0-231-80140-9.
  5. ^ DK, DK Eyewitness Travel Guide: Tunisia: Tunisia, New York, DK Publishing, 2011, p. 180, ISBN 978-0-7566-8479-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]