Settimana della moda di Londra

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Settimana della moda di Londra
London Fashion Week
London Fashion Week Men's Strand January 2017 01.jpg
Settimana della moda di Londra Uomo Gennaio 2017
LuogoLondra, Regno Unito
Anni1984 - oggi
FrequenzaBiennale
GenereModa
OrganizzazioneBritish Fashion Council per la London Development Agency con l'aiuto del Department for Business, Innovation and Skills
Sito ufficialeSito ufficiale

La settimana della moda di Londra è una settimana della moda che si tiene a Londra due volte l'anno. È considerata una delle più importanti settimane della moda, insieme a quella di New York, di Milano e di Parigi.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cartellone della Settimana della moda diLondra esposto presso la Somerset House a Londra.

La settimana della moda di Londra si svolge due volte ogni anno, a febbraio ed a settembre. Organizzata dal British Fashion Council (BFC) insieme a London Development Agency e con l'aiuto del Department for Business, Innovation and Skills, l'evento si è svolto per la prima volta nel 1984 ed attualmente è considerata una delle "Big Four", cioè le quattro settimane più importanti, insieme a quella di New York, di Milano e di Parigi[3]. Si presenta ai finanziatori[4] come un evento commerciale che attira grande attenzione da parte della stampa e porta grandi vantaggi alla città. Si stima che annualmente la settimana della moda di Londra veda confluire oltre 5000 persone fra giornalisti e compratori e genere un giro di affari fra quaranta[5] milioni di sterline[6]. Un evento dedicato alla vendita al dettaglio, chiamato Weekend della moda di Londra, si svolge immediatamente dopo la settimana, negli stessi luoghi ed è dedicato al grande pubblico.[7]

Attualmente il luogo in cui si svolgono la maggior parte degli eventi in programma è Somerset House nel centro di Londra, dove un grande tendone nel cortile centrale ospita una serie di sfilate di stilisti e case di moda[8], mentre in una mostra, allestita all'interno della stessa Somerset House, espone le opere di più di 150 designers[9]. Tuttavia, molti altri eventi "fuori programma", come "On|Off" e "Vauxhall Fashion Scout", vengono organizzati da altri gruppi finanziati con fondi pubblici, e si svolgono in altre sedi nel centro di Londra[10].

Nella primavera 2010, la settimana della moda di Londra è diventata il primo evento della moda mondiale ad abbracciare completamente l'utilizzo dei mass media digitali, offrendo a tutti gli stilisti che mostravano le proprie collezioni sulle passerelle di Somerset House la possibilità di trasmettere le proprie sfilate in diretta su internet[11].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La "Model Health Enquiry" ("Indagine sulla salute delle modelle")[12] è stata sostenuta da alcuni membri dell'assemblea di Londra e dalla minaccia del sindaco di ritirare i finanziamenti, raccomandando delle visite mediche per le modelle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Julie Bradford, Fashion Journalism, Routledge, 2014, p. 129.
  2. ^ Susan Dillon, The Fundamentals of Fashion Management, A&C Black, 2011, p. 115.
  3. ^ British Fashion Council website, su britishfashioncouncil.com. URL consultato il 10 marzo 2010.
  4. ^ Agreement for Funding Relative to Creative Sector Support - Designer Fashion. Parties: LDA/BFC website, su whatdotheyknow.com. URL consultato il 7 giugno 2010.
  5. ^ Caroline Rush, Record Figures for London Fashion Week, su Crush Communications. URL consultato il 10 marzo 2010.
  6. ^ London Fashion Week factsheet (PDF), su londonfashionweek.co.uk. URL consultato il 10 marzo 2010.
  7. ^ London Fashion Weekend website, su londonfashionweekend.co.uk. URL consultato il 10 marzo 2010.
  8. ^ London Evening Standard article, su thisislondon.co.uk. URL consultato il 10 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2010).
  9. ^ London Fashion Week website, su londonfashionweek.co.uk. URL consultato il 10 marzo 2010.
  10. ^ Arts London website, su artslondonnews.co.uk. URL consultato il 10 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2010).
  11. ^ Simon Rice, Independent newspaper article, in The Independent (London), 19 febbraio 2010. URL consultato il 10 marzo 2010.
  12. ^ Model Health Enquiry Website, su modelhealthinquiry.com. URL consultato il 10 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2010).

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