Senatoconsulto Velleiano

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Il Senatoconsulto Velleiano è un atto del senato databile approssimativamente intorno alla metà del I secolo d.C.[1] Tale deliberazione stabilì un limite alla capacità giuridica femminile facendo divieto alle donne di intercedere pro aliis, ossia di assumere obbligazioni nell'interesse altrui.[2]

Datazione[modifica | modifica wikitesto]

La tradizionale datazione al 46 d.C., accettata da molta della storiografia moderna (soprattutto quella più datata), è stata più recentemente messa in discussione dal lavoro della Tortoriello che, riprendendo studi precedenti, esclude la datazione al 46 d.C. perché per tale anno «sono note tutte le coppie consolari» (l'atto fu discusso e approvato su iniziativa dei consoli Marco Silano e Velleo Tutore, che però nel 46 non erano consoli, nemmeno suffecti).[3]

Divieto[modifica | modifica wikitesto]

Alla donna convenuta per l'adempimento di un'obbligazione contratta senza tener conto del divieto si diede l'exceptio Senatus consulti Velleiani, che inserita nella formula dell'azione con la quale era stata chiamata in giudizio avrebbe consentito al giudice di assolverla. Tale divieto, giustificato col richiamo all'animi levitas del sesso femminile, era da mettersi in relazione con la perdita della conoscenza storica dell'istituto della tutela muliebre.

La ratio della tutela risiedeva invece nel fatto che i beni della donna sui iuris ricevuti in eredità dal pater familias non andassero dispersi e che quindi il patrimonio di una determinata familia non trasmigrasse ad altra familia (tramite il rito di matrimonio della conventio in manum). Per questo gli agnati (che erano anche i successori legittimi della donna) erano investiti nell'interesse superiore dell'unità e della solidarietà familiare di un potere di controllo su particolare atti di disposizione della donna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. www.ledonline.it.
  2. ^ www.ledonline.it
  3. ^ Tortoriello propone come possibili date alternative il 49, 50 e 54, in quanto per esse non sono noti tutti i consoli suffecti: A. TORTORIELLO, I Fasti consolari degli anni di Claudio, in «MAL.», IX s., XVII.

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