Semla (dolce)

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Semla
SemlaFlickr.jpg
Origini
Altri nomi fastlagsbulle (svedese), laskiaispulla (finlandese), vastlakukkel (estone), bolla (islandese) o anche fastelavnsbolle (danese e norvegese)
Luoghi d'origine Svezia Svezia
Norvegia Norvegia
Danimarca Danimarca
Dettagli
Categoria dolce
 

Un Semla o fastlagsbulle (svedese), laskiaispulla (finlandese), vastlakukkel (estone), bolla (islandese) o anche fastelavnsbolle (danese e norvegese), è un dolce tipico di tutte le nazioni scandinave e dei paesi baltici, solitamente associato all'inizio della Quaresima o al Lunedì prima della quaresima. In Islanda l'usanza di preparare questo dolce è così diffusa che il Lunedì prima del Mercoledì delle Ceneri prende il nome dal dolce: bolludagur[1][2][3].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome semla (plurale semlor) è un prestito dal tedesco Semmel, a sua volta derivato dal latino semilia, che indicava originariamente la semola e che è poi passato ad indicare il pane in generale.[4] In finlandssvenska la parola più comune per indicare il dolce è laskiaispulla, mentre semla indica semplicemente il pane spalmato con burro e consumato a colazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La versione più antica di questo dolce consisteva in un semplice pezzo di pane nero immerso in una ciotola di latte caldo. In Svezia erano chiamati, in questa forma, hetvägg dal basso tedesco hete Weggen (fette calde). Oggi il tipico semla è un soffice panino rotondo, speziato con il cardamomo, a cui viene asportata l'estremità superiore e la parte spugnosa interna e successivamente riempito con panna montata e crema di mandorle. A volte, la parte superiore asportata è posta sopra la panna e ricoperta di zucchero a velo. È abitudine mangiare i semlor accompagnati da tè o da caffè anche se in alcune zone, specialmente in Svezia, si è mantenuta la vecchia tradizione di consumare questo dolce immergendolo nel latte caldo.

In Finlandia, dove viene chiamato laskiaispulla, è diffusa la variante con confettura di lamponi al posto della crema di mandorle. Il nome finlandese deriva dal sostantivo laskea che indica l'azione di correre in discesa con una slitta da neve. Questo dolce era, infatti, legato in tempi precristiani alla festa invernale del Laskiaistiistai durante la quale i bambini e giovani delle varie famiglie del paese si lasciavano scivolare in slitta da una collina gareggiando tra di loro. Si pensava che la famiglia che avesse vinto la gara avrebbe avuto il miglior raccolto durante l'anno successivo. Con la diffusione del cristianesimo, la festa del Laskiaistiistai, e i relativi dolci, sono stati integrati tra le altre tradizioni cristiane e spostati a inizio quaresima.

Fastelavnsbolle[modifica | modifica wikitesto]

Tipico semla danese

La versione danese (fastelavnsbolle) e islandese del dolce differisce da quelle sopraelencate. Il fastelavnsbolle è realizzato solitamente con la pasta sfoglia e riempito di panna montata, marmellata e spesso ricoperto di glassa.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Col il passaggio di molti paesi scandinavi al Protestantesimo, il semla non si consuma più solamente in occasione dell'inizio della Quaresima ma si può trovare nelle pasticcerie da gennaio a Pasqua.
  • Adolfo Federico di Svezia morì nel 1771 per indigestione dopo un pranzo che prevedeva un dessert composto da ben 14 semlor ed è per questo chiamato il sovrano che mangiò sino alla morte[5].
  • Il Semla è stato il dolce scelto come proprio simbolo dalla Finlandia durante il Café Europe nel 2006.
  • Il musicista black metal svedese Dead ha inciso una canzone nel 1987 dal titolo Disgusting Semla.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guarda qui per un elenco delle Festività islandesi
  2. ^ Fran Parnell e Brandon Presser, Islanda, EDT srl, 2010, p. 12–, ISBN 9788860405494.
  3. ^ Ricette di Carnevale. Semla svedesi, cioè i panini dolci ripieni di panna, su scattidigusto. URL consultato il February 23, 2017.
  4. ^ (SV) Elof Hellquist, Svensk etymologisk ordbok, Lund, 1922.
  5. ^ Morire per aver mangiato troppo? Si può: una moratoria per le feste, su Linkiesta.it. URL consultato il December 22, 2016.
    «Nemmeno il re Adolfo Federico di Svezia riuscì a scampare alla maledizione del cibo. Anche lui, come Diderot, era un gran ghiottone. Un mangiatore esagerato, però, che dava fondo a tutte le sue risorse di re per i piaceri della gola. E così, nel 1771, in occasione della festa del Martedì Grasso, l’ultimo giorno prima dell’austerity religiosa della quaresima, il re organizzò una grande cena. Le portate comprendevano aragosta, caviale, crauti, kipper e champagne, poi una grande quantità di semla, un dessert tipico svedese, fatto di un panino dolce riempito di panna. Ne mangiò non una, non due, ma ben 14. Ebbe un’indigestione, forse avvelenamento da cibo e ne morì.».

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]