Santuario della Beata Maria Vergine di Gulfi

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Santuario della Beata Maria Vergine di Gulfi
Santuario di Gulfi.jpg
Santuario della Beata Maria Vergine di Gulfi
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Chiaramonte Gulfi
Religione cattolica
Titolare Maria Vergine
Diocesi Ragusa

Il santuario interdiocesano della Beata Vergine Maria di Gulfi è un santuario mariano che si trova a Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa.

Si trova in corrispondenza dell'antico sito del paese, allora chiamato Gulfi, distrutto nel 1299 da Ruggero di Lauria e ricostruito quindi nel sito attuale con il nome di Chiaramonte da Manfredi Chiaramonte, conte di Modica.

Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa nella forma attuale presenta campanile e facciata settecenteschi, opera di Benedetto Cultraro. L'interno, con cinque altari, fu decorato in stucco nel XIX secolo.

Storia e leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario di rango interdiocesano si trova in corrispondenza dell'antico centro di Gulfi e sembra sia stato eretto verso il IV secolo.[1] Questa chiesa, secondo la tradizione, fu visitata da San Gregorio Magno, prima di essere eletto pontefice, quando fece visita ai monasteri da lui fondati in Sicilia ovvero in quello di Bruscello e Vizzini. Sostando a Gulfi e inginocchiatosi davanti l'altare della natività, pare abbia lasciato al fine l'impronta del ginocchio impressa sul gradino, che ancora oggi si conserva nel santuario a ricordo del fatto miracoloso e dove fu posta la seguente lapide: Super lapidem hunc ante Nativitatis aram, olim stratum, S.Gregorius PP. (ut antiquitus traditum est) genuflexit, quum templum hoc invisit. Nel 1550 vi fu fabbricato un conventino ad uso dei frati cappuccini ed in seguito vi si stabilirono, nel 1611 i padri Agostiniani e nel 1779 i padri Mercedari. Nel 1644, per volere del Re Filippo IV, fu ordinato di celebrarsi un real novenario in onore della Beata Maria e in quell'occasione la Vergine fu rieletta Patrona (1550) ed il simulacro fu trasportato nel centro abitato la domenica in Albis, tralasciando in secondo piano la festa del 15 agosto, come si praticava sin dall'origine dell'arrivo a Gulfi. Oltre alla grotta della Natività vi è sul lato esterno della chiesa una porta a sesto acuto con inciso sulla chiave la data e l'autore (1250). La statua fu arricchita nel 1775 da un artistico piedistallo in argento sbalzato, in bronzo e dorato opera dell'argentiere messinese S. Stagnitti e restaurato nel 2008.

Statua della Vergine di Gulfi[modifica | modifica wikitesto]

Nel santuario si venera la statua marmorea di una Madonna con Bambino, detta della Vergine di Gulfi che secondo la tradizione, riconosciuta ufficialmente dalla Curia Vaticana nel 1831, fu messa in mare in una cassa insieme alla statua del Santissimo Salvatore per sfuggire all'iconoclastia, sarebbe stata rinvenuta sulla spiaggia la spiaggia di Camarina dagli abitanti di Gela fu stabilito di metterle su due carri trainati da buoi, lasciati in balia del destino al termine del loro incamminamento; in verità la cassa con la statua della Madonna arrivò a Gulfi e ivi i buoi si fermarono, lasciando capire che non volevano continuare, mentre l'altra cassa arrivò presso il pendio del colle.[2].

La statua della Vergine di Gulfi doveva essere collocata in origine contro un muro, essendo grezza nella parte posteriore, e situata più in alto dell'osservatore, per lo sguardo rivolto verso il basso. Nella chiesa si conserva il piedistallo originale che raffigura la Dormizione di Maria, segato nel XVIII secolo per sostituirvi l'attuale in argento, opera del cesellatore messinese Stagnitti. La statua è collocata su una tribuna settecentesca, opera dello scultore Benedetto Cultraro, che ospita il dipinto con l'Assunzione di Simone Ventura.

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

La Vergine di Gulfi è la "Patrona Principale e Regina di Chiaramonte Gulfi" ad immemorabilis. Agl'inizi del 1500 la Sicilia fu stravolta dalla peste e i Chiaramontani si affidarono a San Vito, chiedendo per sua intercessione la liberazione da tale tremendo male, la città fu salva ed il popolo elesse, senza autorizzazione alcuna da parte del vicariato diocesano, il Martire a Patrono del Comune. Nel 1550 però, il popolo tutto, con il voto dei giurati e del clero secolare e regolare, rielesse nuovamente l'antica Patrona della città ovvero la "Beata Vergine di Gulfi". Nel 1664 Filippo IV, Re di Spagna, per la vittoria delle sue armi e la prosperità della sua nazione, elesse Patrona del suo Regno la Beata Maria Vergine, ordinando a tutte le città di eleggere come Patrona la Madonna, festeggiando per nove anni un novenario a Lei dedicato e fu così che i Chiaramontani, con la votazione del popolo, del clero secolare e regolare, dei Giurati del Comune, e la petizione del Vescovo di Siracusa, agli atti del notar Bulcassino datati 19 marzo 1664, ri-confermarono Maria SS. di Gulfi, Patrona Principale della Città, secondo le disposizioni di papa Urbano VIII, emanati nel 1630 sulla Proclamazione del Santo Patrono. Queste disposizioni prevedevano un solo Patrono Principale per Comune, elezione approvata con decreto della sacra Congregazione dei Riti, che stabilì la festività la terza feria successiva la seconda domenica dopo la Santa Pasqua con doppio precetto, rito doppio di I classe e ottava, preceduto da un solenne novenario, animato dalle varie corporazioni delle maestranze locali, con il trasporto della statua marmorea della Patrona dal Santuario alla Matrice ad opera delle Confraternite. Nel 1830 il vescovo di Siracusa, a seguito di un'istanza prodotta dal devoto popolo di Chiaramonte e dal clero, chiese al Santo Padre l'approvazione della Approbationis Officii, et Missa Pr. in honorem B.M.V. de Gulfis nuocupat, Patronae Princip. Civit. Claramontis [...], richiesta approvata dalla Sacra Congregazione dei Riti con Decreto a firma del Card. Pedicini, datato 1831, il quale stabilisce l'assoluto ed unico Patronato ufficiale della Città, aggiungendo alla Diocesi di Siracusa la solennità obbligatoria di Maria SS di Gulfi con rito doppio minore di I classe e doppio precetto. Inoltre riconosce ufficialmente la venuta miracolosa del simulacro scampato alla furia iconoclasta dell'VIII secolo[3]. Compatroni del paese sono San Giovanni Battista, definito dalla popolazione il Protettore della città, il cui culto venne introdotto dai cavalieri di Malta e san Vito.[4] La festa è rimasta immutata e come nel 1664 inizia la domenica in Albis, con il trasporto a spalle della statua marmorea della Vergine di Gulfi dal santuario, con un cammino di circa un'ora, sino alla chiesa madre del paese, dove entra ed esce più volte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ abate Amico, Lexicon - P. Caetani nel Vit. SS. Siculorum, p. 281
  2. ^ Le due statue furono attribuite da Gioacchino Di Marzo (I Cagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI. Memorie Storiche e Documenti, 2 volumi, Tipografia del Giornale di Sicilia, Palermo 1880-84) la due scultori della cerchia dei Gagini, Mancino e Berrettaro, basandosi su un atto notarile che citava loro opere in Chiaromonte. Secondo lo studioso locale Corrado Melfi[senza fonte] le statue dei due scultori gaginiani citate nel documento sarebbero invece state quella di San Raimondo non nato (presente nella chiesa del Salvatore e distrutta nel terremoto del 1693) e quella della Madonna di Gesù, della chiesa dei Riformati. Melfi si basò anche su un documento del XIV secolo relativo ad un lascito per l'accensione di lampade davanti all'"effigie taumaturgica della Vergine di Gulfi". Secondo il Melfi, sul retro della statua sarebbe stata presente un'iscrizione in greco, oggi non più leggibile, tradotta con "la vittoria e la pace fu per voi", che vengono attribuite all'imperatrice Elia Pulcheria, che, secondo la leggenda riportata dal Melfi, avrebbe fatto realizzare questa scritta in lettere d'oro sulla statua situata sulla porta orientale del Bosforo di Costantinopoli, in ringraziamento per aver protetto la città da un attacco.
  3. ^ In epoca moderna il patronato è stato confermato con l'incoronazione del Capitolo vaticano (6 maggio 1954). Il 6 maggio 2005, in occasione del cinquantenario dell'incoronazione, è stata offerta alla statua della Vergine di Gulfi una chiave d'oro, simbolo del secolare patrocinio.
  4. ^ Le disposizioni sull'elezione dei santi Patroni prevedono pure l'attribuzione del titolo di Compatrono a più Santi in una città, solo nei casi in cui vi sia ancora un grande culto e una profonda devozione privilegiata da parte del popolo.

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