Domenico del Val

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San Domenico Del Val
Mateo Gonzalez - Santo Dominguito del Val.jpg
Martirio di San Domenico, crocifisso per derisione alla morte di Cristo. Incisione di Mateo Gonzalez (1793)
 
Nascita1243
Morte1250
Venerato daTutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principaleCattedrale di Saragozza "La Seo"
Ricorrenza31 agosto
Attributipalma
Patrono discolari, chierichetti

San Domenico del Val fu un santo spagnolo. Secondo la leggenda, faceva parte del coro della cattedrale di Saragozza, quando fu vittima di un assassinio rituale da parte degli ebrei della città.

L'episodio fa parte delle accuse del sangue o Pasque di Sangue, dal titolo del libro di Ariel Toaff, diffuse nel Medioevo e non solo, in cui si riteneva che gli ebrei facessero degli omicidi rituali.

La memoria liturgica era inserita nel martirologio di Saragozza, che è altro rispetto al Martirologio Romano, ed è stata epurata come quella di altri casi (Simonino di Trento, Lorenzino Sossio da Marostica) in quando concausa per l'antisemitismo. Tuttavia nella cattedrale di Saragozza vi è ancora una cappella a lui dedicata.

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Domenico era figlio di Sancho de Val, notaio, e di Isabel. Corista nella cattedrale, secondo la leggenda, a sette anni venne ingannato dall'ebreo Albayuceto che insieme ad altri gli fece credere di volere riprodurre la Passione di Gesù e così lo crocifissero ad una parete con tre chiodi ed il costato aperto. Successivamente lo decapitarono e gli tagliarono i piedi, nascondendo il corpo sulla riva dell'Ebro. Alcuni barcaioli, vedendo alcune luci strane, avvisarono le autorità, che trovarono il corpo sotterrato dove indicato dalle strane luci.

I resti furono trasportati nella chiesa di Sant'Egidio e successivamente furono spostati nella cattedrale, dove ora vi è una cappella intitolata a Santo Dominguito de Val, presso cui le reliquie sono tuttora venerate.

Uno dei crocifissori successivamente si sarebbe convertito al Cristianesimo dopo aver chiesto perdono del suo delitto.

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Controllo di autoritàVIAF (EN9748050 · ISNI (EN0000 0001 1592 8782 · LCCN (ENnr96045831 · WorldCat Identities (ENnr96-045831