Salvatore Spinuzza

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« Possa il sangue mio e dell'amico Francesco Bentivegna essere la salvezza della Patria »

(Salvatore Spinuzza prima di essere giustiziato)
Salvatore Spinuzza

Salvatore Spinuzza (Cefalù, 18 dicembre 1829Cefalù, 14 marzo 1857) è stato un patriota italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato uno dei protagonisti del Risorgimento cefaludese unitamente a Carlo e Nicola Botta, Andrea Maggio, Cesare Civello, Alessandro Guarnera e al fratello Antonio Spinuzza. Il suo nome viene accostato a quello di Francesco Bentivegna di Corleone, l'altro protagonista della rivolta antiborbonica del 25 novembre 1856. Il moto insurrezionale fu represso, e i suoi capi, datisi alla fuga, vennero catturati nel territorio di Pettineo e, tranne il Civello che riuscì a fuggire a Malta, sottoposti a processo. Salvatore Spinuzza e Francesco Bentivegna furono entrambi condannati dal Tribunale militare alla pena capitale. La condanna per lo Spinuzza fu eseguita il 14 marzo 1857. Nicola e Carlo Botta, Alessandro Guarnera e Andrea Maggio, condannati anch'essi a morte, ebbero commutata la pena nel carcere alla Favignana dal quale furono liberati nel 1860 in seguito allo sbarco di Garibaldi in Sicilia.

Salvatore Spinuzza moriva dunque appena ventottenne. All'età di diciannove anni si era reso protagonista di azioni antiborboniche in occasione della rivolta del 1848. Subì il primo arresto. Nel 1853 patì un secondo arresto insieme ad altri ventotto cospiratori. Gli furono inflitti tre anni di carcere duro in quel di Favignana. Qualche mese prima della rivolta del 25 novembre 1856 venne per la terza volta arrestato, ma liberato dai patrioti. Soffocata l'insurrezione fu condannato alla pena di morte mediante fucilazione. Tale esecuzione avvenne nell'attuale Piazza Garibaldi, dove tuttora è presente un monumento in suo onore. Resta famosa la frase da lui detta nel momento supremo: "Possa il sangue mio e dell'amico Francesco Bentivegna essere la salvezza della Patria".

Dediche di Cefalù[modifica | modifica wikitesto]

Cefalù ha reso tributo al suo concittadino intitolandogli la via dove era nato, al tempo Strada San Nicola e il plesso della scuola elementare cittadina. Inoltre ricordano a Cefalù l'eroe Salvatore Spinuzza, un monumento formato da due lapidi e da un busto bronzeo che lo raffigura che si trova in Piazza Garibaldi e due lapidi. La prima è posta in Piazza Garibaldi nel punto esatto dove venne giustiziato e che così recita: "Alla non mai peritura memoria di Salvatore Spinuzza, martire precursore della libertà italiana, moschettato su questa piazza il 14 marzo 1857 il patriottico Municipio in attestazione di venerazione". La seconda lapide è posta sulla casa che diede i natali a Spinuzza, offerta nel 1929 in occasione del centenario della sua nascita dai cefaludesi di Baltimore aderenti alla Loggia Salvatore Spinuzza dei Figli d'Italia.