Sala dei Giganti

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Una parete
La cupola

La Sala dei Giganti è una delle più note stanze affrescate all'interno del Palazzo Te, progettato a Mantova da Giulio Romano.

È stata realizzata fra il 1532 e il 1535. È la sala maggiore dell'edificio. La caratteristica più rilevante della sala è che la pittura copre completamente e ininterrottamente tutte la superfici disponibili: un unico affresco che pone lo spettatore al centro dell'evento narrato nel dipinto. La sala si presenta a base quadrata sovrastata da un soffitto a cupola. Nella cupola è rappresentato Zeus che, con un fascio di fulmini, sconfigge i Giganti, ritratti a partire dal pavimento mentre stanno cercando di ascendere all'Olimpo.

L'episodio riprende il mito della Gigantomachia, la lotta dei Giganti contro Giove, come narrato da Ovidio[1]. Rispetto al testo di Ovidio, dove i Giganti sono descritti come una sorta di mostri dalle mille braccia, qui vengono rappresentati come uomini. Accanto ai giganti sono rappresentate delle scimmie, assenti nel testo di Ovidio. Secondo Guthmüller[2] queste differenze vanno attribuite al testo usato da Giulio Romano, che non era la versione originale ma una traduzione di Niccolò degli Agostini, che aveva riportato un errore di interpretazione del testo già presente in precedenza.

Nella pittura di Giulio Romano troviamo lo stile del maestro Raffaello Sanzio però più maestosa e imponente e meno raffinata.

Secondo alcuni questo affresco potrebbe rimandare alla vittoria di Carlo V sui protestanti, a memoria della visita che l'imperatore aveva effettuato a Mantova poco tempo prima.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Metamorfosi I, 151ss
  2. ^ Guthmüller, Bodo. Ovidübersetzungen und Mythologische Malerei. Bemerkungen zur Sala dei Giganti Giulio Romanos, Mitteilungen des Kunsthistorischen Instituts in Florenz XXI (1977): 35-68.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Konrad Oberhuber, "L'appartamento dei Giganti", in Giulio Romano, Milano, Electa, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]