Casa di Giulio Romano

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Casa di Giulio Romano
Ingresso, casa Giulio Romano, Mantova.JPG
Ingresso Casa di Giulio Romano
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMantova
IndirizzoVia Carlo Poma 18
Coordinate45°09′13.82″N 10°47′16.12″E / 45.153838°N 10.787811°E45.153838; 10.787811Coordinate: 45°09′13.82″N 10°47′16.12″E / 45.153838°N 10.787811°E45.153838; 10.787811
Informazioni generali
Condizioniabitato
Costruzione1544
Usocivile
Realizzazione
ArchitettoGiulio Romano
ProprietarioProprietà privata

La casa di Giulio Romano è un edificio monumentale di Mantova. Si trova al numero civico 18 in via Carlo Poma.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fu progettato dall'architetto romano Giulio Romano come sua residenza ed è uno dei primi esempi di edifici progettati da un artista per se stesso, una sorta di autobiografia in forma di edificio. In questo genere dobbiamo annoverare anche i due palazzi realizzati da Federico Zuccari a Firenze (Palazzo Zuccari) e Roma (Palazzetto Zuccari). Il primo a rivendicare un ruolo di prestigio per il suo essere artista fu forse Vasari che a tal fine aveva edificato per sé delle residenze che in qualche modo significassero e rappresentassero tale nuovo ruolo. Gli architetti del periodo manierista, con opere di questo genere, volevano quindi sia innalzare il proprio status sociale, sottraendolo al concetto di artigiano da bottega e portandolo alla statura di intellettuale e nobile, sia mostrare pubblicamente le proprie capacità artistiche ed il proprio programma estetico, in una sorta di opera-manifesto.

Giulio Romano realizzò la sua residenza in Contrada Larga a partire dal 1544, dopo essersi stabilito ed affermato a Mantova al servizio dei Gonzaga. Lo fece ristrutturando edifici esistenti e rielaborando una tipologia di palazzo che era stata sviluppata a Roma da Bramante (palazzo Caprini del 1508-10 di Bramante, poi andato distrutto) e da Raffaello e che prevededeva un basamento bugnato con sovrapposto un ordine completo. Qui l'ordine non è architravato bensì archivoltato ed il bugnato, ridotto ad elemento quasi grafico, dilaga per tutta la facciata, quasi inglobando il rarefatto ordine tuscanico, le cui lesene appena rilevano dalla superficie vibrante della pietra bocciardata. Giulio Romano dà sfoggio di altre invenzioni sorprendenti come la cornice che si spezza per formare il timpano incompleto, sull'ingresso al palazzo, oltre a riproporre elementi del proprio stile come le finestre ad edicola (con timpano) circoscritte da archi. Sull'ingresso una nicchia ospita una statua di Mercurio (originale marmo classico restaurato da Primaticcio), e sopra i timpani delle finestre vi sono dei mascheroni di tipico gusto manierista. Alcuni ambienti interni furono affrescati dall'artista. Resta conservato il salone centrale con camino originale dell'epoca ed affreschi di Giulio Romano e aiuti.

L'edificio subì un intervento nel 1800 per mano dell'architetto Paolo Pozzo e l'aspetto attuale è sicuramente diverso da quello che descrive Vasari che lo vide durante una sua visita a Giulio Romano e che parla di una "facciata fantastica, tutta lavorata di stucchi coloriti."

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