Rodolfo De Mattei

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Rodolfo de Mattei (Catania, 1º gennaio 1899Roma, 19 luglio 1981) è stato uno storico, scrittore e giornalista italiano, docente di storia delle dottrine politiche nell'Università di Roma, collaboratore de Il Giornale d'Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Terzogenito di cinque figli del barone Eugenio de Mattei, professore emerito nell'Università di Catania, e di Maria Sciuto Patti, si laureò in giurisprudenza nel 1920, con una tesi in diritto internazionale. Fu allievo di Gaetano Mosca.
Nel 1927 conseguì la libera docenza in storia delle dottrine e delle istituzioni politiche.[1]
Docente universitario dal 1934, fu nominato socio dell'Accademia dei Lincei nel 1966. Fu anche socio della Real academia de la historia di Madrid e dell'Académie des sciences et lettres di Montpellier, presidente onorario dell'Associazione italiana di scienze politiche e sociali, membro della commissione nazionale italiana dell'Unesco.
Fu insignito della laurea honoris causa dall'Università di Montpellier. È noto sia per divagazioni letterarie sia per opere di dottrina storico-politica, tra cui Il pensiero politico di Scipione Ammirato (1963).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carteggio Croce-De Ruggiero, a cura di Angela Schinaia, Nunzio Ruggiero, con un'introduzione di Gennaro Sasso, Bologna, Il Mulino, 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guglielmo Lo Curzio, «Rodolfo De Mattei», la voce in Scrittori siciliani, Palermo, Novecento, 1989. ISBN 88-373-0096-4.
  • Luciano Russi, «Rodolfo De Mattei», in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. XXXVIII, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1990, pp. 606–608.
  • Gennaro Malgieri (a cura di), Ideario italiano: il pensiero del Novecento visto da destra, Roma, Il minotauro, 2001. ISBN 88-8073-061-4.
  • Luciano Russi, Il passato del presente: Rodolfo De Mattei e la storia delle dottrine politiche in Italia, Pescara, Edizioni Scientifiche Abruzzesi, 2005. ISBN 88-901482-3-3.

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