Robbie (racconto)

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Robbie
Titolo originaleRobbie
Altri titoliUno strano compagno di giochi
AutoreIsaac Asimov
1ª ed. originale1940
Genereracconto
Sottogenerefantascienza
Lingua originale inglese
AmbientazioneStati Uniti, New York, 1998 futuro
ProtagonistiGloria e i suoi genitori: George Weston e signora
SerieCiclo dei Robot
Seguito daEssere razionale

Robbie (Robbie) è un racconto di fantascienza del 1940 di Isaac Asimov e costituisce il primo racconto in assoluto sui robot positronici. Asimov intendeva reagire a tutte le precedenti storie sui "robot come minaccia", molto diffuse all'inizio del XX secolo, per conferire invece agli automi la figura di attrezzi utili ed estremamente versatili che aiutassero l'umanità durante il suo percorso nella storia. In seguito, questa sua visione rivoluzionò la letteratura e la filmografia delle decadi a lui seguenti.[1] Comunque, pubblicato per la prima volta nel settembre del 1940 sulla rivista Super Science Stories, fa parte dell'antologia Io, Robot ed è attualmente presente anche in altre raccolte di racconti di Asimov.

Edito in Italia nel 1963 con il titolo di Robbie nella raccolta Io, Robot, è stato successivamente ripubblicato in alcune antologie come Uno strano compagno di giochi a partire dal 1980.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'anno dell'ambientazione del racconto è il 1998. In quest'epoca secondo Asimov la gente sta diventando sempre più diffidente nei confronti dei robot e i pochi ancora in giro vengono visti con paura e disprezzo.

È proprio in questo clima che avviene l'episodio di Gloria e del suo robot compagno di giochi. Gloria è una bambina di 8 anni che gioca sempre con il suo robot Robbie. La signora Weston, madre della bambina, a causa delle dicerie sui robot, teme che Robbie possa fare del male a sua figlia, così cerca di convincere il marito George Weston, inizialmente fermamente contrario alle paure della moglie che ritiene infondate, a restituire il robot alla U.S. Robots, azienda dove George lavora. Con le sue continue insistenze, la signora Weston riesce a convincere il marito. Un giorno George Weston, in accordo con la moglie, porta la figlia a vedere uno spettacolo alla Visivox; nel frattempo la signora Weston restituisce Robbie alla U.S. Robots e compra un collie, nella speranza che la figlia dimentichi il robot dedicandosi al cane. Quando la bambina torna a casa assieme al padre, vede il cane e, tutta contenta, subito cerca Robbie, volendo mostrargli il nuovo regalo, ma non trovandolo, chiede ai genitori dove sia il robot. La madre allora le risponde che Robbie è andato via. Ma Gloria, affezionata al suo robot, perde la sua solita allegria e si deprime sempre di più, al punto che la signora Weston, esasperata dal comportamento della figlia, è costretta a dare indietro il cane.

Così in comune accordo, marito e moglie, decidono di trasferirsi a New York, pensando che le distrazioni che una città come New York offriva avrebbero sicuramente distolto la bambina dal suo pensiero fisso: Robbie. E infatti Gloria appena sa del viaggio inizia a dare segni di impazienza, ritrova la sua naturale allegria e anche la madre si sente molto sollevata da tutto ciò. Durante il viaggio, però, la madre di Gloria sarà costretta a ricredersi riguardo ai motivi della ritrovata allegria di sua figlia. La bambina crede, infatti, che i tre si rechino in città per cercare lì il robot, e nutre grandi speranze al riguardo. A New York i genitori cercano di distrarre Gloria portandola sempre in giro, visitano musei e fanno moltissime gite; un giorno però portano la bambina a visitare il Museo della Scienza e dell'Industria e durante la visita i genitori perdono di vista Gloria. La bambina, attratta da un cartello che recitava la scritta "Robot Parlante", approfitta di un momento di distrazione della madre per entrare nella stanza indicata dal cartello e rivolgere alcune domande sul suo robot. La bambina inizia a parlare con il robot parlante, una grossa macchina che parla senza alcuna forma umanoide e un'intelligenza piuttosto limitata. Gloria gli chiede se aveva visto Robbie, il Robot Parlante gli chiede chi sia Robbie e la bambina gli risponde che è un robot come lui. Il Robot Parlante cerca di assimilare il concetto che ci siano altri robot come lui, ma nello sforzo si fonde. Intanto la bambina viene ritrovata e in lacrime chiede ancora di cercare Robbie.

Quella sera George Weston rimane molto tempo fuori casa e il giorno dopo propone alla moglie una nuova idea per allontanare Gloria dal pensiero di Robbie, racconta così di aver convinto con il capo della U. S. Robots, Robertson, a far fare ai tre un giro completo dello stabilimento di produzione dei robot, in modo che Gloria osservando come si costruiscono i robot capisca che sono solo macchine con ben poco di umano. La moglie mostra di apprezzare l'idea del marito, e i tre si recano la mattina seguente alla sede della U.S. Robots. Un tecnico fornisce loro dettagliate spiegazioni finché il signor Weston non chiede di poter visitare la parte della fabbrica in cui robot costruiscono altri robot. Guidati dal tecnico vengono quindi portati in quella parte dello stabilimento e Gloria in pochi istanti riconosce, tra i robot che lavorano, Robbie. Subito si precipita da lui, senza vedere che una macchinario sta per investirla; il padre scavalca la ringhiera che li separa dall'ambiente di lavoro ma per Gloria sembra essere ormai troppo tardi, quando Robbie prontamente la salva. Gloria e Robbie si abbracciano e la signora Weston capisce che era stato preparato tutto dal marito. Dopo una simile dimostrazione di provvidenziale fedeltà da parte del robot, decide che Robbie sarebbe rimasto con loro (finché, come dice la signora Weston, non sarà arrugginito).

Aggiunte[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Susan Calvin che assiste alla scena fra Gloria e il "Robot Parlante" è stato aggiunto successivamente per rendere i vari racconti di Io, Robot più coesi e uniti fra loro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tutti i miei robot, introduzione dello stesso Asimov
  2. ^ Edizioni di Uno strano compagno di giochi, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com. (aggiornato fino al gennaio 2010)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]