Essere razionale

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Essere razionale
Titolo originale Reason
Altri titoli Io, Robot[1], Secondo ragione
Autore Isaac Asimov
1ª ed. originale 1941
1ª ed. italiana 1963
Genere racconto
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese
Ambientazione Stazione Solare Numero 5
Serie Ciclo dei Robot
Preceduto da Robbie
Seguito da Bugiardo!

Essere razionale (Reason) è un racconto fantascientifico scritto da Isaac Asimov. È il secondo racconto di Asimov sui robot positronici, in cui fanno la loro prima comparsa Powell e Donovan. Pubblicato per la prima volta nell'aprile del 1941 sulla rivista Astounding Science Fiction, fa parte dell'antologia Io, Robot ed è stato incluso anche in altre raccolte di racconti di Asimov. È stato pubblicato in italiano per la prima volta nel 1963 col titolo Secondo ragione.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Gregory Powell e Mike Donovan si trovano sulla stazione spaziale numero 5 che serve a fornire energia alla terra. Il loro compito è montare e controllare il funzionamento del nuovo robot della serie QT (QT-1), da loro chiamato Cutie. Caratterizzato da capacità di ragionamento molto elevate, Cutie non crede di essere stato creato dagli esseri umani. Powell e Donovan cercano di spiegare al robot l'universo, le stelle, la terra da cui provengono, lo scopo della stazione e il suo, ma Cutie, ritenendo che nulla possa creare qualcosa di superiore a se stesso, non crede alla tesi che i due uomini gli propongono. Arriva quindi a crearsi una sua religione personale, credendo di essere stato creato per servire il Padrone (la macchina che gestisce l'invio di energia alla Terra).

« - [...] Io esisto perché penso...-.

- Giove santo - gemette Powell - Un robot Cartesio!- »

I due cercano di convincere il robot in svariati modi, ma senza successo. Cutie arriva alla conclusione che il padrone ha creato gli uomini per servirlo, ma dal momento che essi hanno vita breve, sopportano poco situazioni critiche e cadono spesso in uno stato di semi incoscienza (il sonno), creò anche i robot per aiutarli nel loro lavoro. Infine creò QT-1, intelligente, forte e resistente, per rimpiazzare gli umani al suo servizio. Con questa tesi riesce anche a convincere gli altri robot della stazione:

« Non c'è altro Padrone al di fuori del Padrone e QT-1 è il suo profeta! »

La situazione precipita quando in uno scatto di rabbia Donovan sputa sul condotto L (il "Padrone") e QT-1, considerando ciò un sacrilegio, decide di impedire l'entrata dei due uomini nella sala comandi. Tutto ciò accade quando si sta avvicinando una violenta tempesta di correnti elettroniche, che rischia di fare deviare il raggio di energia dalla sua direzione originaria. Il raggio, anche se spostato di qualche porzione di grado, poteva radere al suolo ettari di terreno sulla terra. Il compito degli esseri umani era proprio di controllare e correggere queste anomalie, ma non avendo accesso alla sala comandi non poterono fare altro che aspettare la tempesta.

Con grande sorpresa di entrambe, Cutie era invece riuscito a mantenere stabile il raggio, credendo in questo modo di servire il padrone. Powell e Donovan si convinsero allora che il robot era funzionante: non ascoltava gli ordini degli uomini ma servendo il "Padrone" faceva ciò per cui era stato creato.

Le tre leggi[modifica | modifica sorgente]

Dal momento che il robot si rifiuta di ubbidire ai comandi degli uomini, potrebbe sembrare che non rispetti la seconda legge della robotica, per cui i robot devono ubbidire agli ordini impartiti da esseri umani. In realtà questa legge è valida finché non contrasta con la prima legge (i robot non possono recare danno agli esseri umani). Se ubbidire agli uomini può danneggiarne altri, allora il robot non deve farlo, ed è proprio il caso di Cutie: nonostante il suo credo religioso, segue inconsciamente le tre leggi e sapendo manovrare con una precisione ineguagliabile il raggio di energia non permette ad altri uomini di entrare nella sala comandi e di mettere così in pericolo gli esseri umani sulla terra.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ www.fantascienza.com

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]