Rifugio Vallandro

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Rifugio Vallandro
Dürrensteinhütte
Werk Plätzwiese und Dürrensteinhütte.jpg
Il rifugio e il forte Prato Piazza
Ubicazione
StatoItalia Italia
Altitudine2 040 m s.l.m.
LocalitàBraies
CatenaDolomiti di Braies, Dolomiti
Coordinate46°38′29.98″N 12°11′45″E / 46.64166°N 12.195833°E46.64166; 12.195833Coordinate: 46°38′29.98″N 12°11′45″E / 46.64166°N 12.195833°E46.64166; 12.195833
Dati generali
Inaugurazione1970
Proprietàprivato
GestioneFerdick Elisabeth
Periodo di aperturaestate ed inverno
Capienza20 posti letto
Mappa di localizzazione
Sito internet

Il rifugio Vallandro (in tedesco Dürrensteinhütte) si trova nel comune di Braies in provincia di Bolzano, nel Parco naturale Fanes - Sennes e Braies, a 2.040 m s.l.m., in località Prato Piazza, accanto all'omonimo forte.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio e il forte Prato Piazza visti dal sentiero che conduce al Picco di Vallandro
Il rifugio Vallandro

La costruzione del rifugio Vallandro fu iniziata nel 1968 da Tristano Costantini di Villabassa sfruttando qualche ex-baracca austro-ungarica risalente alla Grande guerra. Il suo completamento fu ritardato dal ritrovamento di una bomba inesplosa, e quindi fu inaugurato nell'estate del 1970.

I primi gestori del rifugio furono Ferdinando e Maria Mair, e furono talmente soddisfatti che lo acquistarono nel 1987. Anche Papa Giovanni Paolo II ha visitato tale struttura nel 1992.

Nel 2002 vi fu un ammodernamento e ampliamento del rifugio. Dal 2008 a Pasqua 2012 la gestione era stata affidata a Margit e Philipp Schwarz, e da allora, l'attuale gestore è Elisabeth Ferdick[2].

Caratteristiche e informazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio è aperto sia durante la stagione estiva che durante quella invernale.

Accessi[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio è accessibile principalmente da due vie:

  • Brückele-Ponticello, in valle di Braies, sentiero n. 37, 2 ore
  • Carbonin, in valle di Landro, sentiero n. 37, 2 ore
  • Landro, in valle di Landro, sentiero n. 24, 3 ore

Escursioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Hans Kammerer, Schutzhütten in Südtirol, Tappeiner, Lana, 2008, ISBN 978-88-7073-422-5, p. 155.
  2. ^ Storia del rifugio

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