Renato De Falco

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Renato De Falco

Renato De Falco (Napoli, 3 novembre 1928Napoli, 31 marzo 2016) è stato un filologo, scrittore e personaggio televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Autore di numerosi testi sull’etimologia e sulle espressioni dialettali partenopee, ha curato, su un'emittente privata locale, la trasmissione televisiva Alfabeto Napoletano[1], arrivando a presentare un totale di 500 puntate. Dalla trasmissione è stato tratto un libro dallo stesso titolo, ristampato ininterrottamente dal 1985 al 2010. Il volume racconta la storia di circa 1.500 parole, da abbabbià a zumpà, illustrandone dettagliatamente i significati e le origini, puntualizzandone le spesse e complesse etimologie e riportandone le presenze nei classici della letteratura, della poesia e della produzione musicale[2].

Interrotta in gioventù la pratica legale, si dedicò allo studio filologico della lingua napoletana[3]. Conosceva e parlava correntemente il latino ed il greco.

Su incarico della Curia partenopea, tradusse il Vangelo di Marco in napoletano[4].

Negli anni novanta tradusse la messa in napoletano per una cerimonia religiosa celebrata a New York tra gli emigrati di Little Italy[5].

Nell'aprile 2017, in occasione del primo anniversario della sua scomparsa e con il patrocinio del Comune di Napoli, gli è stata dedicata una mostra presso il PAN - Palazzo delle Arti Napoli, dal titolo Renato de Falco - Un Signore Napoletano - Viaggio nelle parole di Napoli[6].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • 1968 Divagazioni etimologiche napoletane - Colonnese
  • 1969 Lo calaeto napolitano di N. Vottiero (1789) (Premessa e cura) - Colonnese
  • 1971 I sette peccati proverbiali - Colonnese
  • 1972 Dizionarietto della malavita napoletana - Colonnese
  • 1972 Zooverbi - Colonnese
  • 1974 Favurite! - Colonnese
  • 1976 Penzate â salute! - Colonnese
  • 1979 Santi e diavoli - Colonnese
  • 1980 Il Natale nelle tradizioni napoletane - Colonnese
  • 1984 Napoli in cartolina - Colonnese
  • 1984 L’eccellenza della lingua napoletana con la maggioranza alla toscana di Partenio Tosco (1662) (Commento e cura) - Fausto Fiorentino
  • 1985 Alfabeto napoletano (originariamente articolato in tre libri pubblicati tra il 1985 e il 1994 e dopo sei ristampe accorpato in unico volume) - ColonneseISBN 8887501491
  • 1987 'O Vangelo. Versione napoletana del Vangelo secondo Marco - D’AuriaISBN 8870922251
  • 1988 Del mangiar napoletano - Benincasa
  • 1991 Agenda napoletana 1991 - Napoletanagas
  • 1991 Proverbi napoletani - Colonnese
  • 1993 Mazzate ‘e cecate - Benincasa
  • 1994 La donna nei detti napoletani - Newton ComptonISBN 8879836439
  • 1997 Del parlar napoletano. Manualetto per tutti[7] - ColonneseISBN 8887501777
  • 1998 Jammo c' 'o sette! - Colonnese
  • 2001 Il Napoletanario. Duemilauno modi di dire dialettali spiegati e commentati - Colonnese ISBN 8887501734
  • 2008 80 capafresca ancora... - (Ediz. fuori commercio)
  • 2010 Per moda di dire - Guida EditoreISBN 8860427592
  • 2011 Napolinomìa - Guida EditoreISBN 8860429919
  • 2012 La felice memoria - (Ediz. fuori commercio)
  • 2017 Cu’ na bona salute! (postumo) - ITHeritageISBN 8894209822

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Telenapoli - Tuttanapoli, 19 puntate, dal dicembre 1975 all’Aprile 1976.
  • Canale 21 - Il Triccaballacche, 8 puntate dal dicembre 1976 all’Aprile 1977; Notturno Napoletano,7 puntate dal marzo al maggio 1977; Buon appetito!, 6 puntate dal giugno all’Agosto 1977.
  • Telelibera 63 - Ha condotto dal 30 gennaio 1983, ininterrottamente, la Rubrica ALFABETO NAPOLETANO, replicata 3 volte la settimana, fino al settembre 1997, per un totale di 500 puntate e 1800 presenze.

Teatro - Cabaret[modifica | modifica wikitesto]

Ha realizzato come autore o coautore oltre 30 copioni di Teatro-Cabaret messi in scena dal 1975 al 1979 dai Cabarinieri, dai Sadici Piangenti e molti altri attori.

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Napoli Oggi (Rubr. Il Napoletano che parla), 145 articoli tra il 1982 e il 1985.
  • Il Roma (Rubr. Fatti rifatti alla napoletana), 21 articoli dal novembre 1990 al maggio 1991.
  • La Città (Rubr. Detti fra noi), 21 articoli dal marzo al luglio 1996.
  • Il Mattino (Rubr. Verba Volant), 37 articoli dal giugno 1997 al luglio 1998; altri 36 articoli dal gennaio 1996 al maggio 2006.
  • Altri contributi su L’Accademia della cucina, Maltanapoli, L’Alfiere, Il Cerchio, Roma più, e sulle tre reti televisive della RAI, sul TG3 Campania e tante emittenti private.

Docenze[modifica | modifica wikitesto]

Corso di napoletano presso l’Istituto Francese Grenoble di Napoli dal febbraio al maggio 1995[8].

Dal febbraio 1997 al giugno 2011 ha svolto il corso di dialetto napoletano per gli iscritti all’Humaniter – Università della terza età.

Conferenze[modifica | modifica wikitesto]

Sul Parlar napoletano e temi ad esso inerenti ha tenuto circa 1350 conferenze, anche all’estero, fino all’Agosto 2011.

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Socio della Società Napoletana di Storia Patria, ha depositato presso la stessa la propria decrittazione della lapide enigmatica Ovo mira novo… fatta apporre nel 1379 da Giovanna I D’Angiò sull’arco che immetteva alla Porta di Castel dell’Ovo da lei ristrutturato, mai prima da alcuno tradotta[9] (ved. IL MATTINO 11.11.2004). È riportata nel CXXIII Vol. Arch. Storico Prov. Nap. (2005).

Alfabeto Napoletano è stato incluso nella bibliografia relativa alla nona area linguistica italiana (Campania) riportata dal Lexicon Der Romanistichen Linguistik (Max Niemeyer Verlag, Tubingen, 1989).

Riferimenti ad Alfabeto Napoletano sono stati riportati nella edizione italiana de I dialetti della Campania del Prof. E. Radtke (Roma, Il Calamo, 1997).

Principali premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1987 Premio Internazionale I migliori dell’anno, Merligen (Svizzera)
  • 1988 Premio Giorgio La Pira (per aver tradotto nel linguaggio del popolo il Vangelo di Gesù...)
  • 1989 Premio letterario Il Globo
  • 1990 Premio Procida - L’Isola di Arturo (Segnalazione Speciale)
  • 2003 Pulcinella d’argento, Roma
  • 2007 Premio Nazionale Salvatore Cerino (per il suo contributo alla conoscenza della lingua napoletana, analizzata con rigore scientifico e sensibilità artistica)
  • 2007 Premio Eduardo Nicolardi (Assegnato dal Comune di Napoli)
  • 2008 Premio Masaniello - Napoletani protagonisti[10]
  • 2009 Premio Salvatore di Giacomo[11] (Sant’Agata sui Due Golfi) all’insigne cultore della storia, del costume, della lingua e della civiltà millenaria di Napoli … per aver ridato gloria e prestigio alla nostra nobile Terra, consacrandole un’intera esistenza di appassionato studioso e l’amore devoto di un figlio
  • 2009 Nell’Ottobre 2009 gli è stata conferita dal Comune di Capri una attestazione di benemerenza e dalla Associazione “Capri scrigno del mondo” la qualifica di CAPRESE DI ADOZIONE
  • 2010 Premio Scugnizzo d’oro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dall'oroscopo al gioco del lotto la grande chiacchiera va in TV, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 22 aprile 2017.
  2. ^ Alfabeto napoletano - Renato De Falco, su www.librerianeapolis.it. URL consultato il 22 aprile 2017.
  3. ^ Addio a Renato de Falco, la Treccani di Napoli, su ilcriticomaccheronico.it. URL consultato il 22 aprile 2017.
  4. ^ Renato de Falco - Versione Napoletana del Vangelo secondo Marco, in Vesuvioweb, 15 gennaio 2012. URL consultato il 22 aprile 2017.
  5. ^ Morto Renato de Falco, grande studioso della lingua napoletana, in Repubblica.it, 31 marzo 2016. URL consultato il 22 aprile 2017.
  6. ^ Comune di Napoli, Renato De Falco, un signore napoletano - Viaggio nelle parole di Napoli, su www.comune.napoli.it. URL consultato il 22 aprile 2017.
  7. ^ https://colonnese.wordpress.com/i-classici-colonnese/
  8. ^ https://angeloxg1.wordpress.com/tag/telelibera-63/
  9. ^ La misteriosa lapide di Castel dell'Ovo
  10. ^ Premio Masaniello: ecco i premi, su www.julienews.it. URL consultato il 22 aprile 2017.
  11. ^ Premio Salvatore di Giacomo IX a Sant'agata sui 2 golfi, su guide.supereva.it. URL consultato il 22 aprile 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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