Pruina

La pruina è una sostanza di consistenza cerosa che deriva da acidi grassi a lunga catena (C14-C36), con alcol diversi dal glicerolo, solitamente a lunga catena. [1]
Nel mondo vegetale
[modifica | modifica wikitesto]La pruina viene prodotta dalle cellule superficiali dell'epidermide di frutti e foglie, dove forma uno strato protettivo.[1] Protegge dai raggi ultravioletti e impedisce inoltre l'eccessiva disidratazione.
È particolarmente visibile sulle bucce di acini d'uva, di specie del genere Prunus (esempi: il prugnolo, il mirabolano) e sulle foglie di piante grasse quali le crassulacee come uno strato opaco biancastro, o su alcune graminacee come il sorgo ed anche sulle galbule del genere Juniperus.
Nei funghi
[modifica | modifica wikitesto]In micologia la pruina è l'impolveratura, di solito biancastra, della superficie del cappello o del gambo dei funghi. Si possono citare per esempio i giovani corpi fruttiferi di Clitopilus prunulus, Boletus pruinatus, Cantharellus subpruinosus, Conocybe tenera o, ancora, Disciotis venosa.
Alcuni licheni o funghi lichenizzati appaiono anch'essi ricioperti da uno strato di pruina. Non si tratta però di cere ma di cristalli di ossalato di calcio, che agiscono comme difesa contro i predatori.[2].
Negli insetti
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Nel mondo animale la presenza di pruina causa la cosiddetta pruinosità, e si osserva in particolare negli insetti in varie specie di odonati, tra le quali:
- gli zigotteri (damigelle) della famiglia dei Lestidae,
- i Coenagrionidae, dove si produce sulle ali e sul corpo,
- tra le Libellulidae, più sovente negli esemplari maschili.
Inoltre la pruinosità si osserva nelle cicadelle bianche (Metcalfa pruinosa)[3] e negli afidi, in particolare nel genere Dysaphis[4].
La pruina che riveste i corpi degli insetti è generalmente di un colore che va dal biancastro al blu pallido, ma può anche essere grigia, rossa o violetta; questi colori possono essere dovuti alla dispersine della luce causata dall'effetto Tyndall. Quando la pruinosità è pallida, l'animale può riflettere i raggi ultravioletti.[5].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Lipidi (PDF), in Le molecole dl mondo vegetale, Università di Siena. URL consultato il 19 febbraio 2026.
- ↑ (EN) James F. White Jr. e Monica S. Torres, Defensive mutualism in microbial symbiosis, CRC Press, 2009, p. 173..
- ↑ (FR) Fiche Metcalfa pruinosa (PDF), su srpv-aquitaine.com, FREDON-Aquitaine. URL consultato il 19 febbraio 2026.
- ↑ (FR) François Leclant, Les pucerons des plantes cultivées. Clefs d'identification. 3, Cultures fruitières, Éditions Quae, 2000.
- ↑ (EN) Phillip S. Corbet, Dragonflies - Behavior and Ecology of Odonata, Ithaca, NY, Cornell University Press, 1999, pp. 281–282, ISBN 0-8014-2592-1.
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