Prudenzio

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Aurelio Prudenzio Clemente (latino: Aurelius Prudentius Clemens; 348 – post 405) è stato un poeta e politico romano cristiano.

Capitello con la "battaglia tra Bene e Male", nel Monastero di Sant Cugat, Catalogna

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Prudenzio nacque nella Hispania Tarraconensis, a Saragozza o a Tarragona[1]. Praticò Legge con successo, e fu due volte governatore provinciale prima che l'imperatore Teodosio I lo chiamasse alla sua corte[2].

Negli ultimi anni della sua vita si ritirò dalla vita pubblica per diventare un asceta, astenendosi completamente dal mangiare cibo animale e, successivamente, raccolse i poemi scritti in questo periodo, aggiungendovi una prefazione, da lui datata 405[3]. Probabilmente morì in Spagna, comunque sicuramente dopo il 405.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Il corpus poetico prudenziano si articola in due gruppi di componimenti lirici, preceduti da una Praefatio autobiografica. Il primo gruppo è dato dal Liber Cathemerinon, che comprende 12 poesie liriche su vari momenti del giorno e dal Liber Peristephanon, che contiene 14 inni in metro vario su martiri romani e spagnoli.

A parte è il secondo gruppo, che comprende la Apotheosis ("Deificazione"); il Dittochaeon ("Il doppio testamento"), che contiene 48 tetrastici esametrici (un quarantanovesimo epigramma è senz'altro spurio, non comparendo in alcun codice e nelle edizioni fino al 1564) dedicati ad altrettanti episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento, forse raffigurati o da raffigurarsi in una basilica; l’Hamartigenia ("L'origine del peccato"), che attacca il dualismo gnostico di Marcione e dei suoi seguaci, a cui si legano i Libri contra Symmachum ("Libri contro Simmaco") e il poema allegorico Psychomachia ("Lotta dell'anima"), che descrive in forma epica la lotta spirituale dell'anima, supportata dalle virtù cardinali, contro l'idolatria e i corrispondenti vizi e che esercitò una forte influenza sulla poesia medievale e sulla letteratura cristiana in generale.

Il mondo poetico e concettuale di Prudenzio[modifica | modifica wikitesto]

La concezione di Prudenzio è influenzata dai primi autori cristiani come Tertulliano e Ambrogio da Milano, ma anche dalla Bibbia. Tuttavia, come teologo è poco raffinato, anche se presenta, nelle opere più dichiaratamente apologetiche, un senso della misura e del rispetto verso le ragioni dell'avversario[4].

Come Claudiano, Prudenzio recupera le forme tradizionali, compresi i generi e la metrica (soprattutto lirica, che organizza in strofe sul modello delle tragedie di Seneca) e, come lui, si abbandona spesso e volentieri all'amplificazione retorica, con pochi brani descrittivi.

« Egli è poeta eminentemente frammentario: a volte tocca davvero la poesia, sia che lo infiammino il suo sentimento cristiano e l'ammirazione per i martiri; sia che con elementi realistici faccia parlare la Superbia o derida le Vestali invecchiate; sia che celebri, con un amore entusiastico, lo splendore della Roma cristiana e le glorie dell'Impero che, unificando le varie genti del mondo, preparò il trionfo di Cristo. »

(A. Pincherle, Prudenzio, in Enciclopedia Italiana)

Prudenzio, dunque, al di là delle sue carenze, che sono anche della sua epoca, è esempio della rinascita della tradizione[5], adattata ai tempi ed al Cristianesimo, in un pubblico colto, che leggeva i classici latini e, nel contempo, voleva avere riscontri classici nella lettura degli ormai canonici testi sacri, liturgici, agiografici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Praefatio, vv. 1 ss.
  2. ^ R. Browning, Poesia, in Letteratura Latina Cambridge, Milano, Mondadori, 2007, vol. 2, p. 478.
  3. ^ R. Browning, Poesia, in Letteratura Latina Cambridge, Milano, Mondadori, 2007, vol. 2, p. 478.
  4. ^ R. Browning, Poesia, in Letteratura Latina Cambridge, Milano, Mondadori, 2007, vol. 2, pp. 479-480.
  5. ^ G. Meyer, Prudentiana, in "Philologus", LXXXVII (1932), pp. 249 ss.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. Bergman, Aurelii Prudenti Clementis carmina, Vienna, Hölder-Pichler-Tempsky, 1926. (Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum, 61).
  • M. P. Cunningham, Aurelii Prudentii Clementis Carmina, Turnhout, Brepols, 1966 (Corpus Christianorum. Series Latina, 126).
  • L. Krollpfeifer, Rom bei Prudentius. Dichtung und Weltanschauung in »Contra orationem Symmachi«, Edition Ruprecht, Göttingen 2017 (Vertumnus, 12), ISBN 978-3-8469-0270-7.

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