Cassero di Porta di Sant'Angelo

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Cassero di Porta di Sant'Angelo
Mura di Perugia
Porta sant'angelo.JPG
Porta Sant'Angelo
Statobandiera Stato Pontificio
Stato attualeItalia Italia
RegioneUmbria
CittàPerugia
Coordinate43°07′10.4″N 12°23′04.6″E / 43.119556°N 12.384611°E43.119556; 12.384611Coordinate: 43°07′10.4″N 12°23′04.6″E / 43.119556°N 12.384611°E43.119556; 12.384611
Mappa di localizzazione: Italia
Cassero di Porta di Sant'Angelo
Informazioni generali
Tipocassero
Stilemedievale
Costruzione1325-1479
CostruttoreLorenzo Maitani
Materialeconci e laterizi
Informazioni militari
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Il Cassero di Porta di Sant'Angelo è una delle porte medievali delle mura di Perugia, situata nel rione di Sant'Angelo, al termine di corso Garibaldi, adiacente al Tempio di Sant'Angelo. È visibile nel Gonfalone della Giustizia dipinto dal Perugino (1496-1498), conservato alla Galleria Nazionale dell'Umbria.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il fronte principale

Il Cassero fu realizzato nel 1325 da Lorenzo Maitani.[1] Si notano bene i tre momenti della costruzione osservando i materiali impiegati: arenaria in basso, pietra calcarea al centro e laterizio in alto.

Si presenta come una fortificazione merlata inserita nella cinta urbica perugina del XIV secolo. Anticamente rappresentava un completamento della seconda cerchia delle mura, che si cominciarono a edificare nel 1321. L'opera ha subito varie modifiche nel corso dei secoli: realizzato nel 1325 da Lorenzo Maitani, venne successivamente ingrandito nel 1327 su commissione dell'Abate di Monmaggiore, adibendolo a caserma; dal 1416 al 1424, Braccio Fortebraccio vì compì nuovi restauri su disegno di Fioravante Fioravanti da Bologna; infine nel 1479 fu trasformata in fortino e munita di porta caditoia, botole e feritoie. Nelle vicinanze della porta, sino a tutto il XVIII secolo[1] era visibile anche il Cassero di San Matteo, opera di Matteo Gattaponi.[1]

Più che una porta, si tratta di una torre con funzione di vedetta:

«Cospicua e ben munita è l'alta sua torre quadrata che nei trapassati secoli ebbe continuamente un presidio. Fu la porta restaurata e chiusa con nuove imposte nel 1797, ma nel luglio del 1799 dalle truppe così dette austro-aretine, che si fecero forti nel prossimo convento del Monte, fu battuta la torre, onde à impressi i frequenti colpi di cannone contro di lei vibranti, e rimasero conquassate le imposte rinnovate nel 1820.»

(S. Siepi, 1822)

Fu restaurato nel 1930 dal Comune di Perugia, e nuovamente nel 1988. Attualmente è sede della mostra che anticipa la nascita del museo degli strumenti musicali, che ospita rari pezzi di rarità tra cui partiture originali di Carlo Dardocci (seconda metà del XVIII secolo) e Angelo Galimberti (seconda metà del XIX secolo), oltre a numerosi fortepiani a tavolo, flauti barocchi e ottocenteschi, liuti e chitarre del XIX secolo; la gestione è affidata all'Associazione Arte & Musica nelle terre del Perugino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Touring Club Italiano, p. 154.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Umbria, Milano, Touring Club Italiano, 2004.

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovan Battista Rossi Scotti, Guida illustrata di Perugia, Perugia, Tipografia di G. Boncompagni e C., 1878.
  • Alberto Grohmann, Le città nella storia d'Italia. Perugia, Bari, Laterza, 1981, ISBN 88-420-1877-5.
  • Raffaele Rossi, Storia illustrata delle città dell'Umbria, Perugia, Milano, Elio Sellino Editore, 1993, ISBN 88-236-0051-0.
  • Mauro Menichelli, Templum Perusiae. Il simbolismo delle porte e dei rioni di Perugia, Perugia, Futura, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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