Ponte delle Catene (Budapest)

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Ponte delle Catene
003 - 14.07.16 - Budapest - Kettenbrücke.jpg
Il ponte e la Basilica di Santo Stefano
Localizzazione
StatoUngheria Ungheria
CittàBudapest
AttraversaDanubio
Coordinate47°29′56″N 19°02′37″E / 47.498889°N 19.043611°E47.498889; 19.043611Coordinate: 47°29′56″N 19°02′37″E / 47.498889°N 19.043611°E47.498889; 19.043611
Dati tecnici
TipoPonte sospeso
MaterialeFerro battuto e pietra
Lunghezza375 m
Luce max.202 m
Larghezza12 5 m
Realizzazione
ProgettistaWilliam Tierney Clark
Costruzione1839-1849
Mappa di localizzazione

Il Ponte delle Catene (in ungherese Széchenyi Lánchíd), è il ponte più vecchio e indubbiamente anche il più noto di Budapest. Per collegare le due parti della città, è stata scelta la soluzione di un ponte sospeso la cui campata centrale, compresa tra due piloni, era all'epoca tra le maggiori al mondo (202 m di lunghezza). Il ponte è decorato all'entrata da statue di leoni, sculture che, a dispetto della tradizione, rappresentano il re degli animali senza lingua. Il traffico scorre sotto i due archi/piloni di impianto neoclassico, mentre i marciapiedi, presso i due piloni, passano dalla parte esterna degli archi appoggiandosi su mensole. Si trasforma in zona pedonale nei giorni festivi.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quando venne inaugurato, unì Buda e Pest che allora (e fino al 1873) costituivano due distinte città sulle opposte sponde del Danubio. In precedenza, Buda e Pest venivano collegate da un ponte su chiatte che, alla fine della bella stagione, andava smontato per essere poi ricostruito tutti gli anni, sicché le due città non erano direttamente collegate durante l'inverno.

Il Ponte delle Catene venne costruito per iniziativa del conte ungherese István Széchenyi, di cui porta anche il nome,[1] e fu inaugurato nel 1849.

Durante la Seconda guerra mondiale (1945) venne fatto saltare dai tedeschi allo scopo di bloccare l'avanzata delle truppe sovietiche;[2] è stato poi ricostruito dalle autorità locali in concomitanza con il centenario dell'inaugurazione (1949).[3]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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