Piazza Attias

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Coordinate: 43°32′39.66″N 10°18′49.76″E / 43.544351°N 10.313821°E43.544351; 10.313821

Veduta della piazza
Lato est della piazza

Piazza Attias è una delle principali piazze di Livorno.

È stata realizzata solo negli ultimi decenni del Novecento in un'area centrale della città, al punto d'incrocio tra l'asse rettilineo proveniente da piazza Cavour e l'antico percorso delle guglie (corso Mazzini e corso Umberto); la linea delle guglie, fino al 1776, definiva l'area compresa tra la città fortificata e la campagna entro la quale era vietato costruire.

La piazza prende il nome dalla storica Villa Attias, che fino al 1968, prima di essere demolita, fronteggiava il vicino Palazzo Santa Elisabetta.

Questo spazio, il cui sottosuolo ospita un parcheggio su più livelli, è stato oggetto di riqualificazione nel corso dell'anno 2011; nell'occasione, a margine della piazza, è stata collocata una grande "A", evocativa del nome "Attias", realizzata dall'artista Renato Spagnoli.[1]

Villa Attias[modifica | modifica wikitesto]

Villa Bossio (ex Attias)

Sul lato sud-est della piazza, dove oggi sorge un palazzo dalla mole tondeggiante, un tempo si innalzava l'antica Villa Attias, di origini seicentesche. Era proprietà dell'Opera del Duomo di Livorno e nel Settecento fu abitata da Jasach Attias, un mercante ebreo appartenente ad una delle più importanti famiglie livornesi.

Agli Attias subentrarono, nel 1869, gli Scaramangà, che nel 1871 incaricarono l'architetto Antonio Cipolla del restauro dell'edificio. Il restauro portò ad un notevole ampliamento della villa, che fu dotata di una sorta di cour d'honneur grazie alla costruzione di corpi di fabbrica laterali.

Salone da ballo della villa

Nel 1888 il complesso passò ad Elisabetta Rodocanacchi, moglie dello Scaramangà; in seguito divenne proprietà della moglie di Luigi Orlando, Irma Maniscalco.

Nel corso del Novecento la villa fu acquistata da Pedro Alessandro Bossio, console onorario della repubblica Argentina, che restaurò l'edificio e ne arricchì gli arredi ed il parco, dove fece collocare la fontana Leda e il cigno dello scultore Luigi Brizzolara. La famiglia Bossio ne rimase proprietaria sino ai successivi anni sessanta. Frattanto si procedette alla lottizzazione del parco della villa, che fu in parte occupato da nuovi palazzi e da una piazza, la cui realizzazione peraltro era già stata caldeggiata dall'architetto Pasquale Poccianti nel XIX secolo.

Nel 1968 l'immobile fu acquistato da una società che demolì la storica dimora per innalzarvi un nuovo palazzo; ciò portò all'estensione della piazza (in seguito dotata di parcheggio sotterraneo) verso sud-est. Nel contempo, la fontana di Brizzolara fu trasferita nel parco di Villa Fabbricotti.

Palazzo Santa Elisabetta[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Sant'Elisabetta

Il Palazzo Santa Elisabetta costituisce una delle principali emergenze architettoniche della piazza. Fu innalzato sul lato opposto di Villa Attias intorno al 1858 e nel 1860 risultava pressoché terminato.

Costruito sui terreni un tempo appartenenti ai fratelli Patron, nel 1874 divenne proprietà di Adriana Poli di Montaperto, nota come duchessa di Santa Elisabetta, che qui organizzò uno dei più importanti salotti letterari della città. Successivamente fu donato al vescovo e al podestà di Livorno, come riportato in una lapide apposta sulla facciata per volere della stessa duchessa.

Il palazzo, restaurato negli ultimi anni del XX secolo dopo un periodo di abbandono, riprende lo stile dei palazzi fiorentini del Rinascimento, con un rivestimento rustico che si fa sempre meno pronunciato agli ordini superiori.

Luoghi di interesse nelle vicinanze[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Tirreno del 10 dicembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Bortolotti, Livorno dal 1748 al 1958, Firenze 1970.
  • S. Ceccarini, L'Attias ieri e oggi, in "Il Pentagono", n. 2, febbraio/marzo 2012, pp. 6–10.
  • R. Ciorli, Livorno. Storia di ville e palazzi, Ospedaletto (Pisa) 1994.

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