Petru Simon Cristofini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Petru Simon Cristofini (Calenzana, 26 maggio 1903Hussein Dey, 3 maggio 1944) è stato un militare francese, esponente dell'irredentismo italiano in Corsica.

Simbolo de La Phalange africaine del colonnello Cristofini.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un maestro di Santa Reparata di Moriani, intraprese la carriera militare e raggiunse il grado di tenente colonnello dell'esercito coloniale francese. [1] Il 30 ottobre 1928 sposò Marta Renucci, figura notevole nel mondo del giornalismo corso, da cui non ebbe figli.

Nel 1939 era capitano al 3º reggimento dei Tiratori Algerini di stanza a Beirut (Libano). Sostenitore del maresciallo Pétain, venne designato al comando della Legione Azzurra destinata a combattere sul fronte russo. Sopravvenuto lo sbarco americano in Algeria, si trasferì allora in Tunisia dove fu ferito da una scheggia ad un occhio. In Tunisia creò un battaglione di volontari, detto Phalange africaine, a difesa delle colonie della Francia di Vichy.[2]

Riparato a Roma, prima di rientrare in Corsica, fu ricevuto anche da Mussolini. Tornato sull'isola, nel frattempo occupata dalle truppe italiane, si schierò con gli irredentisti filoitaliani. Da capo della guarnigione francese di Ajaccio favorì il tentativo di integrazione della Corsica nel Regno d'Italia, promuovendo l'irredentismo di Petru Giovacchini ed altri. Inoltre aiutò le truppe italiane nel reprimere la nascente Resistenza filo-francese durante l'estate 1943.

Subito dopo l'8 settembre fu arrestato, insieme alla moglie, a Isola Rossa dai partigiani con l'accusa di aver fornito informazioni sulla Resistenza. Si presentò al Comando italiano, che nel frattempo si era schierato con la Francia, l'occasione di liberarlo e di farlo riparare in Italia, ma il piano non venne eseguito in conformità alla nuova alleanza, pur sapendo che il Cristofini sarebbe stato giustiziato. Il Cristofini era ben noto al Comando italiano e fino a pochi giorni prima era stato trattato con manifestazioni di grande amicizia.

Tradotto in Algeria, venne condannato a morte per tradimento dal Tribunale militare di Algeri. Subito dopo la lettura della sentenza Cristofini tentò il suicidio gettandosi dalla finestra dell'aula che era al quarto piano dell'edificio. Non riuscì tuttavia a morire, e venne fucilato a Hussein Dey, poco lontano da Algeri nonostante fosse in gravi condizioni per le ferite riportate nella caduta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Petri Simon Cristofini
  2. ^ Phalange Africaine (in francese)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie